CIPRO ACCUSA LA TURCHIA

Ennesima violazione di acque territoriali e competenze internazionali

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Venerdì 29 ottobre le autorità della Repubblica di Cipro, nell’ambito del sistema integrato di allarme automatizzato internazionale della navigazione Navtex, hanno emesso un avviso ai capitani delle navi che solcano il Mediterraneo riguardo l’illegalità delle esercitazioni militari pianificate della Turchia al largo dell’isola.

La notifica, inviata dal Joint Rescue Coordination Center della città di Larnaca, è giunta in risposta ad una precedente nota informativa diffusa da parte turca attraverso lo stesso sistema sullo svolgimento nel mese di novembre di due esercitazioni navali al largo della zona settentrionale dell’isola.

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La prima sede delle manovre dovrebbe essere la baia di Famagosta e la seconda la zona di mare intorno a Cape Andrew Apostle, sulla punta della penisola cipriota di Karpasia.

Secondo il sistema statale di protezione civile e militare, tali esercitazioni sono illegali e violano le acque territoriali della Repubblica di Cipro. Questo è quanto si legge in un dispaccio: "Avviso a tutti i naviganti - Le acque circostanti Cipro sono sempre state sicure e protette per tutti i naviganti. La Turchia ha ripetutamente sfruttato il sistema di notifica Navtex per promuovere la sua agenda revisionista sullo status del Mediterraneo orientale a danno della sicurezza della navigazione. La Repubblica di Cipro denuncia tali pratiche e sottolinea che le autorità di Cipro sono pronte a proteggere la vita in mare, salvaguardare la libertà di navigazione insieme agli interessi della comunità marittima internazionale e ad applicare il Diritto del mare. Secondo il Master Plan, GMDSS Cipro opera da una stazione NAVTEX autorizzata (Cyprus Radio-M); per questa ragione, tutti i messaggi NAVTEX riguardo alle attività della ricerca e del salvataggio nelle acque circostanti Cipro dovrebbero essere coordinate con le autorità di Cipro."

Ricordiamo che nel 1974 l’isola di Cipro risultava divisa secondo le linee di demarcazione etniche sorte dopo l’invasione militare da parte della Turchia. A seguito delle ostilità, circa il 37% del territorio di Cipro è finito sotto il controllo turco, in tale zona è stata costituita l’autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord (TRNC) nel 1983. La popolazione greco-cipriota e le altre etnie che facevano riferimento a quest’ultima furono costrette a spostarsi nella zona opposta perdendo così le loro case e i loro beni, non ricevendo in cambio alcun indennizzo. Tuttora sono costrette a pagare l’energia elettrica e gli approvvigionamenti energetici dei turco-ciprioti. La parte meridionale dell’isola rimase sotto il controllo della Repubblica di Cipro, abitata da greco-ciprioti e altre minoranze cristiane e comunque non musulmane.

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L’unico Paese che ad oggi riconosce la autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord è la Turchia, che allo stesso tempo non riconosce la Repubblica di Cipro come Stato sin dal 1963, quando nell’isola implose il sistema di rappresentanza basato sulla presenza di esponenti della società greca e di quella turca nelle istituzioni del paese.

Carlo Coppola

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