CINA: BLOCCATA LA FABBRICA DI APPLE

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cms_28148/0.jpgDopo il grande esodo di massa di numerosi dipendenti cinesi che scappavano dalla più fabbrica di iPhone del mondo per timore di nuove restrizioni anti-Covid, le autorità locali hanno imposto il lockdown dell’area intorno alla fabbrica della Foxconn di Zhengzhou, il più grande stabilimento al mondo per l’assemblaggio dei nuovi iPhone di Apple. La Cina è infatti l’ultima grande potenza che continua a perseguire la cosiddetta strategia “zero-Covid” voluta dal presidente Xi Jinping, basata su lockdown non preannunciati, test di massa e lunghe quarantene negli sforzi per sedare i focolai di contagio. Per sette giorni fino al 9 novembre, viene quindi anche bloccata la zona economica dell’aeroporto di Zhengzhou e questo potrebbe rischiare di avere un grande impatto sulle spedizioni in entrata e in uscita per la mega fabbrica di iPhone, che ora sta realizzando per conto di Apple il nuovo modello di iPhone 14.

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Ma secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i disordini avvenuti nella fabbrica dovrebbero avere soltanto un impatto limitato sulle spedizioni di iPhone a breve termine. Questi infatti, potrebbero in parte essere compensati dalla decisione di Foxconn di trasferire parte della produzione nei suoi impianti a Shenzhen, nella Cina meridionale, già attrezzati per produrre alcuni degli ultimi modelli del dispositivo. L’impianto di Foxconn perciò, continuerà a lavorare con il modello del “circuito chiuso”, tra test rafforzati e forti incentivi. Ad esempio, i bonus per i lavoratori della catena di montaggio sono aumentati a 400 yuan (oltre 50 dollari al giorno), mentre le persone con più di 25 giorni al mese nell’impianto è prevista una gratifica massima di 5.000 yuan, dai soliti 1.500 yuan. Una politica messa in atto per soddisfare l’enorme mole di ordini di iPhone in vista del picco natalizio e di fine anno.

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Secondo un avviso postato dalla municipalità di Zhengzhou, poco dopo mezzogiorno sui social media, la stretta sulla Zhengzhou Airport Economy Zone sarà bloccata “con effetto immediato” tutti i residenti dell’area, ai quali sarà impedito di uscire, mentre solo i veicoli autorizzati potranno circolare. Nessuno quindi, tranne i volontari di prevenzione del Covid e i lavoratori essenziali, potrà lasciare le proprie residenze se non per i test all’acido nucleico e le cure mediche di emergenza. La Commissione sanitaria nazionale ha segnalato martedì, nell’ambito degli aggiornamenti quotidiani, più di 2.000 nuove infezioni interne per il terzo giorno consecutivo, mentre la provincia di Henan ha ufficialmente riportato 359 infezioni, più del triplo delle 104 di lunedì. Infine, diversi dipendenti si sono lamentati anche sui social network per lo scarso accesso al cibo e all’assistenza sanitaria, aggiungendo che la dirigenza “non stava facendo abbastanza” per isolare tempestivamente i soggetti risultati positivi al Covid-19.

Francesco Maria Tiberio

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