CHE COSA SIGNIFICA OGGI UMANIZZARE L’EDUCAZIONE

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cms_24353/1v.jpgRiflettevo sul significato di “Umanizzare l’Educazione”, in relazione al periodo che stiamo vivendo. In questo tempo sospeso o “del non tempo” che ci ha regalato la pandemia, siamo passati dalla debolezza delle relazioni umane della società liquida, per dirla come Bauman, al rischio di una società in cui il concetto di anomia di Durkheim, può portare alla deriva una struttura sociale e culturale, dalla perdita di credibilità della politica e dalla grave crisi economica che ci attanaglia dal 2008.. In questo lungo e tormentato anno, da quando è scoppiata la pandemia, l’anomia sociale sta prendendo il sopravvento. L’incertezza del futuro, e l’irresponsabilità dei negazionisti dall’altra, lo stato di confusione del governo su alcune scelte importanti, i ritardi nell’erogazione di aiuti economici a quei settori produttivi che sono tra i più penalizzati, l’enorme debito pubblico, sono elementi che rischiano di far implodere la grande Polis. Una società anomica si alimenta dall’egoismo di chi specula sulle fragilità dei tanti, per accrescere il proprio potere economico con lo scopo di condizionare le scelte politiche a proprio vantaggio. Si alimenta dalla violazione dei diritti umani, prospera sull’indifferenza e sulla corruzione di istituzioni e Politicy Maker, sgretola ogni più piccolo barlume di solidarietà. Che cosa succederà all’umanità e all’economia quando la pandemia sarà passata? Sarà ancora possibile parlare di umanizzare l’educazione? Certo il concetto di umanizzazione è già insito nell’educazione stessa, altrimenti non è un percorso educativo. “L’uomo è un animale sociale”, diceva Aristotele.

cms_24353/2v.jpgE ancora, l’uomo può diventare tale solo con l’educazione, diceva Kant. ritirifilosofici.it

Quindi, basta che ognuno impari a leggere, a scrivere e a far di conto per essere una Persona? Sembrerebbe proprio di no. Il processo di umanizzazione da Uomo a Persona, si compie sia per mezzo della società sia nell’interazione con gli altri, percorso che inizia con la nascita e dura per tutta la vita. L’istruzione, garantita attraverso il diritto allo studio, è solo una parte di questo processo. Il tessuto sociale è permeato dalle diverse Agenzie Educative che in modo diretto o indiretto contribuiscono alla formazione della Persona umanizzare l’educazione, la cultura del dialogo, la vera inclusione.

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«Umanizzare significa – dice l’arcivescovo Vincenzo Zani, segretario generale della Congregazione per l’educazione cattolica, mettere la persona al centro dell’educazione. La cultura del dialogo vuol dire promuovere la “grammatica del dialogo” dove le religioni possono essere al servizio e non d’intralcio alla convivenza pubblica, a partire dai loro valori positivi di amore, speranza e salvezza che non possono essere ridotti alla sfera privata, ma vanno vissuti come valori etici positivi negli spazi pubblici, di fronte alle leggi giuridiche dello Stato, come anima di una cittadinanza attiva e responsabile. Una vera inclusione nasce dal costruire il bene comune che coinvolge non solo i contemporanei, che popolano la terra oggi, dovunque essi siano, ma anche i futuri cittadini del pianeta. Questo significa che nelle scuole, e ancor più nelle università, è necessario fornire le competenze necessarie per effettuare le scelte decisive per l’equilibrio dei sistemi umano-sociali, come la democrazia, dei sistemi naturali e ambientali, l’ecologia, per garantire anche le esigenze delle generazioni future».

La “Società Educante”, ovvero la comunità che attraverso le sue Agenzie Educative concorre in modo intenzionale ad educare la Persona compiendo quel processo di umanizzazione. Possiamo considerare il tessuto sociale tutto educante? Sì, se tra le varie Agenzie c’è coerenza nel modello educativo. Ancora sì, se si promuove un patto di corresponsabilità sociale capace di cogliere la grande sfida che risiede nel coltivare e consolidare il senso di comunità, di solidarietà, di accoglienza. La società non è educante, quando permette ai suoi membri di assumere condotte devianti, quando non riconosce i diritti fondamentali della persona, quando crea sperequazioni, quando la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi, ma nulla è perduto. Abbiamo solo un modo per venirne fuori: la Società Educante! Sta a noi accogliere la sfida.

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Poiché l’educazione, da una parte insegna all’uomo delle cose nuove, dall’altra non fa che sviluppare ciò che c’è in lui, non si può sapere fin dove giungano le disposizioni naturali. Kant affermava che L’educazione uno dei compiti «più difficili» ma anche «più importanti» dell’umanità, il cui fine è il conseguimento della moralità, una possibilità dell’uomo, da perseguire infinitamente.

Infatti, non solo l’uomo è ciò che diviene attraverso l’educazione, ma l’educazione è anche un processo graduale, mai compiuto, di elevazione morale dell’umanità.

Giusy Negro

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