CASO AMESS: AVANTI LA PISTA DEL TERRORISMO ISLAMICO

Aggressore accusato di violazione del Terrorism Act, resterà in custodia cautelare fino al 22 ottobre

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L’assassino di sir David Amess ha finalmente un nome e - forse - anche un movente. Il 25enne arrestato, cittadino del Regno Unito con origini somale, è stato identificato col nome di Ali Harbi Ali. Secondo quanto appena emerso, si tratterebbe di un terrorista di matrice jihadista; lo si potrebbe definire, con un’espressione molto in voga, un “lupo solitario”. Con la convalida del fermo, infatti, è arrivata anche l’accusa di violazione del Terrorism Act, con prolungamento della custodia cautelare sino al prossimo 22 ottobre.

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Come riportato dalla BBC, alcuni fonti investigative avevano segnalato il giovane alle autorità anti-terrorismo già in tempi non sospetti, nell’ambito del programma Prevent, pensato proprio per scongiurare gli episodi di “radicalizzazione” nel paese. Il ragazzo avrebbe dovuto seguire un programma di de-radicalizzazione su base volontaria, ma l’ha fatto solo per breve tempo; ciò nonostante, non era entrato a far parte della lista dei “soggetti d’interesse”, ovvero delle persone da attenzionare al fine di garantire la sicurezza.

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Questi crescenti attacchi hanno rovinato la grande tradizione britannica del popolo che incontra apertamente i propri politici” ha commentato il ministro dell’Interno britannico Prati Patel invitando a “rivedere la sicurezza dei parlamentari”. “Sono totalmente scioccata da quello che è successo, pensare che qualcosa di così orribile possa succedere di nuovo a un altro parlamentare, a un’altra famiglia” ha affermato Kim Leadbeater, sorella della labourista ed europeista Jo Cox, aggredita e uccisa da un estremista di destra ormai cinque anni fa.

Valentina Farina

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