CASA MIA-CASA TUA!

Il bene più ambito dagli italiani, a volte oggetto di strane attenzioni ed espedienti per acquisirlo "a costo zero"

1598734076Copertina.jpg

Premetto che il tono di questo articolo sarà semiserio, con un po’ di ironia e sarcasmo, sia per dare un pizzico di brio e ilarità, per alleviare la calura estiva, sia per stemperare la nefanda fondatezza e drammaticità della contesa. La casa, ovvero il cosidetto “mattone”, è sempre stato, dal Dopoguerra in poi, il bene più ambito dall’italiano del ceto medio, nonché il passo più importante e impegnativo che si potesse compiere nel corso della propria vita; tant’è che, perseguendo questa mira e aspirazione, più dell’80% delle famiglie ha una casa di proprietà, grazie anche ad alcune leggi e provvedimenti legislativi degli anni ’60/’70 sull’edilizia popolare e convenzionata (legge 167, esenzione 25ennale delle imposte). Quest’ultima, con un sostegno di erogazione mutui, in parte a fondo perduto e in parte a tasso agevolato, ha permesso a milioni di cittadini e famiglie di realizzare il sogno più importante della propria vita: abitare in una casa “di proprietà”.

Questo passo ha comportato enormi sacrifici, per un bel pezzo della propria vita, per l’estinzione dei mutui a lunga durata, ma ne è valsa la pena sia perché, ripartendo da disastro post bellico, tutto veniva più apprezzato, sia perché, nel corso degli anni, il valore degli immobili ha registrato una consistente rivalutazione e, quindi, ci si è ritrovati la “casa di proprietà" più quotata (salvo poi il tracollo degli ultimi 10/15 anni). Dopo queste considerazioni realistiche e autorevoli, ha inizio la discussione semiseria su quanto in oggetto.

cms_18854/Foto_1.jpg

Le generazioni dell’immediato Dopoguerra hanno lottato per qualunque obiettivo da raggiungere, compiendo sforzi e sacrifici consistenti per una propria stabilità economico-sociale e per trasferire e assicurare un futuro migliore ai propri figli e nipoti. Questo intento nobile ha, però, generato nelle generazioni successive, in molti casi, la convinzione che tutto possa e debba essere facilmente raggiungibile, senza tanti intoppi, sforzi e sacrifici; una sorta di "cosa dovuta", un supporto comodo (il cosiddetto "vivere nella bambagia") per un ulteriore salto di qualità economico-sociale, all’ insegna del benessere diffuso e del "tutto garantito". Gli agi, la suddetta bambagia e il tutto garantito spingono ulteriormente nella direzione dei beni voluttuari, che consolidano a loro volta gli agi e, così via a catena, sempre di più; non importa se ciò comporta un decadimento di valori umani e morali, l’importante è rafforzare e consolidare la propria collocazione socio-economica senza tanti sforzi. E allora può capitare, ad esempio, che genitori molto previdenti e disponibili nei confronti dei figli, dopo aver fatto tanti sacrifici per la "casa di proprietà", elargiscano ad un figlio dei risparmi per poter acquistare, a sua volta, un immobile versando un congruo anticipo al compromesso (frutto di di elargizione dei genitori), accollandosi per giunta un mutuo per un determinato periodo di anni. Poi questo figlio incontra la cosiddetta "anima gemella" e convola a nozze... può succedere che, dopo un po’ di tempo, il rapporto coniugale entri in crisi e… apriti cielo! Scatta subito un complesso percorso giudiziario-giustizialista che impone, tra le altre misure cautelari, l’allontanamento dalla propria abitazione, nella maggior parte dei casi assegnata alla consorte offesa (ancor più se in presenza di figli minori). In definitiva, senza entrare nei particolari e senza esprimere giudizi, addio casa, perché da quel momento l’immobile viene acquisito, appunto, "a costo zero", dall’ex partner (salvo un lungo e complesso iter giudiziario).

Altro esempio tipico al riguardo ha a che fare con la scelta, intrapresa da molti figli, di far assistere il proprio genitore anziano da una badante, la quale, pian piano, viene tentata dall’acquisizione "a costo zero" di una casa di proprietà e riesce in qualche modo ad ottenere dall’ anziano un atto di donazione o un atto testamentario a suo favore; anche in questo caso (fatta salva la facoltà dei figli, legittimi eredi, di contestare tale atto e avviare una lunga e complessa azione giudiziaria), si esercita la volontà di acquisire un immobile senza investimento né sforzo.

cms_18854/Foto_2.jpg

Queste esternazioni in chiave ironica e scherzosa (senza nessuna allusione tendenziosa verso qualcuno), semplicemente per ribadire "l’attrazione fatale del mattone", che permane nonostante l’accanimento fiscale registratosi negli ultimi 10/15 anni. Insomma, per concludere, ancora all’ insegna del tono semiserio, ci sono cose che esercitano ancora una forte attrazione, a dispetto dei decenni che scorrono: il fascino del potere a livello politico; il fascino di una bella donna che fa perdere i sensi all’ uomo; il fascino della “casa di proprietà”, specie se da acquisire “a costo zero”… che dire, a questo punto: viva “il mattone”!

Antonio Iasillo

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos