CAMPANIA, MAGLIA NERA PER ILLEGALITA’ AMBIENTALI

Sequestrata discarica a Piano di Sorrento

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Scoperta e sequestrata una discarica illegale a cielo aperto di rifiuti speciali pericolosi e non, nella zona collinare di Piano di Sorrento in Campania. La scoperta è avvenuta per merito del comando provinciale dei Carabinieri di Napoli, in collaborazione con la Forestale della Stazione di Castellammare di Stabia, durante un piano di monitoraggio del territorio per contrastare i reati ambientali. Grazie alla segnalazione di siti sospetti attraverso lo screening aereo fatto dal Nucleo Elicotteri dell’Arma, è stata individuata una discarica, presente in una proprietà privata e accessibile solo a piedi, estesa circa 200 metri quadrati. I rifiuti, ammassati illegalmente, sono stati rinvenuti accanto a un edificio in disuso e tutto il perimetro interessato è stato sigillato dai militari che sono intervenuti. Proseguono le indagini per risalire ai responsabili dell’accaduto. La gestione dell’abbandono dei rifiuti illegali nella regione Campania è decisamente migliorata da qualche anno, dopo la proliferazione dei siti illegali degli anni ‘80 e in seguito all’emergenza rifiuti avvenuta nel 2000.

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A tal proposito Michele Buonomo, del direttivo nazionale Legambiente, spiega: “In Campania negli ultimi anni è diminuito il numero delle discariche abusive, questo calo positivo è dovuto all’aumento dei controlli e alla crescente attenzione al tema della gestione illecita dei rifiuti”. E agiunge che “l’emergenza rifiuti si è trasformata in poco tempo in emergenza sociale che è diventata terreno fertile per le ecomafie. In quei tempi tutti chiudevano un occhio perchè non c’era un’alternativa valida a quelle discariche abusive. La regione ne aveva disperatamente bisogno”. La tragica situazione di alcuni decenni fa, alle volte, passava inosservata perché era piuttosto facile operare nelle zone agricole fra tanti cantieri edili, dove un ruspa non destava preoccupazione, come succedeva spesso a Caserta, Ponticelli, Pianura Benevento e nel salernitano.

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Pare sia migliorata la situazione attuale grazie ai molti controlli e al contributo cittadino, e con essa sembra siano crollati considerevolmente gli incendi boschivi, causati dai roghi di rifiuti, che stavano devastando la regione a livelli record: rispetto al 2017 il 25% in meno. Nonostante la condizione dei rifiuti in Campania sia migliorata, non vuol dire che l’ecomafia abbia cessato di impattare l’ambiente. La Campania è per la 25esima volta consecutiva maglia nera in Italia per le illegalità ambientali, nel ciclo dei rifiuti e del cemento: l’illegalità ambientale in Campania è un affare gestito da 89 clan criminali, come possiamo vedere dai dati diffusi da Legambiente Campania relativi al rapporto annuale «Ecomafia 2019. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia». A quanto pare, purtroppo, la corruzione rimane il mezzo principale e il più efficace per aggirare le regole e agire illecitamente con il fine di maturare profitti.

Nicòl De Giosa

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