C’È SOLO UNA RAZZA AL MONDO: QUELLA UMANA

Da Lampedusa all’Ucraina, il CISOM è al fianco di tutti quelli che fuggono da guerre e carestie

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Paradossalmente la questione Ucraina ha riaperto il dibattito se una guerra è più giusta di tante altre o se sia più giusto aiutare un popolo rispetto ad altri che sfuggono dai tanti conflitti disseminati qua e là per il mondo. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato (lunedì 20 giugno), il Presidente del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta - CISOM Gerardo Solaro del Borgo, ha dichiarato che «non possiamo voltare le spalle a chi cerca la salvezza mettendo a rischio la propria vita, né (soprattutto, ndr) vogliamo dimenticare tutte le crisi umanitarie che, in ogni parte del mondo, alimentano i flussi di persone disperate in cerca di una terra in cui vivere dignitosamente».

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Il CISOM, è un organismo di volontariato che affonda le proprie radici nella secolare tradizione dell’Ordine di Malta, uno dei pochi ordini laico religiosi nati nel medioevo e ancora oggi molto attivi. Con circa 4000 volontari – di cui 450 medici, 350 infermieri e 120 psicologi – da oltre 50 anni è a servizio di migranti e rifugiati. Spiritualità, presenza, ascolto, disponibilità e impegno sono alcune delle caratteristiche di questo corpo di volontariato che in diverse missioni, come per esempio quelle a largo di Lampedusa, ha permesso di salvare, da morte nel Mediterraneo, centinaia di migranti partiti, da terre divorate da povertà e guerra, con bagagli carichi di speranza, verso un futuro irto di insidie.

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«Una delle cose a cui penso spesso è il coraggio che ha una madre nel prendere un bambino piccolo e metterlo a bordo di un’imbarcazione con altre persone e affrontare il mare in condizioni non sempre ottimali, mettendo a repentaglio la vita», racconta Luigi Buonaiuto, 67 anni medico chirurgo in pensione, nel CISOM dal 2014 che ha partecipato a diverse missioni di soccorso in mare a largo di Lampedusa a bordo delle navi e degli elicotteri della Guardia Costiera. Tornando al conflitto in Ucraina, alla frontiera del Siret, ai confini della Romania, si è aperto un altro fronte sul quale i volontari del CISOM stanno operando. «Per noi volontari non esiste la parola migrante ma solo fratello, quel fratello che viene da molto lontano e che non vediamo l’ora di abbracciare e di curare», ha detto Marzia Raponi, 44 anni, basco rosso dal 2021.

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Grazie all’impegno del CISOM, in questi mesi è stata lanciata una raccolta fondi di emergenza, una campagna di raccolta di beni di prima necessità che, grazie al sostegno degli italiani, ha permesso di raccogliere 720 pallet - 8.750 colli con prodotti alimentari, oltre 6.000 colli con farmaci e prodotti per l’igiene personale, più di 8.000 colli con abiti e coperte, 150 culle e passeggini, 3 generatori elettrici e una tenda ospedaliera – stipati in 22 bilici da 13 metri e trasferiti al confine con l’Ucraina. "Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum’, è uno dei motti dell’Ordine di Malta, affinché "La difesa della fede e il servizio ai poveri e ai sofferenti" possa mettere radici nel buon senso e buona volontà di chi crede nell’esistenza al mondo di una sola razza, quella umana.

Nicòl De Giosa

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