Brescia: sono 150 i casi di polmonite

Il sospetto ricade su un batterio presente nell’acqua

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Si diffonde con molta facilità la polmonite in Lombardia, in particolare nella provincia di Brescia, dove sono 150 le persone colpite. Sono due le persone morte per legionella: un uomo di 84 anni di Carpenedolo e una donna di 69 anni di Mezzane di Calvisano. In questi giorni si sono registrate numerose chiamate d’emergenza all’ospedale di Montichiari, cittadina di 24.000 abitanti.

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I medici, ancora alla ricerca della causa scatenante, dalle ultime analisi hanno ipotizzato che l’alto numero di ricoveri per polmonite possa essere causato da un batterio presente nell’acqua. La notizia ha allarmato non poco gli abitanti dei comuni coinvolti: Montichiari, Calvisano, Carpenedolo, Remedello, Acquafredda, Asola, Castiglione Delle Stiviere, Canneto, Casalmoro, Guidizzolo, Porto Mantovano, Drizzona, Casalmaggiore e a Ostiano. Il fattore che accomuna questi centri abitati è la vicinanza al fiume Chiese, le cui acque sarebbero contaminate da un batterio. I sindaci dei paesi coinvolti predicano calma, come anche il Responsabile della Sanità della regione Lombardia, Giulio Gallera. Tutti rassicurano la popolazione sul fatto che verranno effettuate ulteriori verifiche nei pressi del fiume Chiese e, soprattutto, sopralluoghi di valutazione della rete idrica nei vari paesi.

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Intanto, sono già stati effettuati campionamenti in fontane pubbliche, serbatoi, casette d’acqua e rubinetti di abitazioni private. Inoltre, gli stessi sindaci dei paesi colpiti, che presto si riuniranno per fare il punto della situazione, hanno fatto sapere che si stanno muovendo per evitare che l’epidemia batterica si espanda e che non c’è alcun rischio di contrarre questo tipo di polmonite bevendo l’acqua dei rubinetti. La sanità lombarda ha voluto comunque sottolineare che è possibile utilizzare l’acqua per lavarsi e cucinare, ma ha consigliato di sostituire i filtri nelle docce e rimuovere il calcare. Inoltre, sarebbe meglio alternare l’acqua fredda con quella calda, portando la caldaia ad una temperatura di 70 o 80 gradi. E’ stato raccomandato ai cittadini di rivolgersi al proprio medico curante o all’ospedale più vicino già ai primi sintomi di difficoltà respiratorie, per effettuare gli adeguati controlli ed eventualmente procedere con una radiografia toracica. Non si placa però l’allerta, soprattutto in vista dell’apertura delle scuole e per il rischio che la polmonite batterica possa diffondersi anche nelle province di Cremona e Mantova.

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Ricordiamo che ogni anno, in Italia, sono diagnosticati all’incirca 200.000 casi di polmonite, che colpisce soprattutto bambini, anziani, donne in gravidanza, fumatori e pazienti con problemi respiratori e malattie di carattere immunitario. La polmonite è una malattia infiammatoria causata a un eccessivo versamento di liquidi negli alveoli polmonari (piccole cavità che si occupano dello scambio di gas tra l’aria immessa e il sangue), che ostacola la respirazione. Si distinguono tre tipi di polmonite: batterica, virale e fungina. L’infiammazione batterica è causata da batteri come lo Streptococcus pneumoniae. Quella virale è preceduta da un’influenza e si diffonde in tutto l’organismo. La polmonite fungina, molto più rara, colpisce soggetti che hanno un sistema immunitario debole. I sintomi della polmonite sono generalmente febbre alta, battito cardiaco accelerato, tosse, dolore toracico e difficoltà respiratorie.

Francesco Ambrosio

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