Bankitalia: nel 2020 fatturato imprese -7% (Altre News)

Lidl, un piano per l’Italia da 2.000 assunzioni e 50 nuovi punti vendita - Coronavirus, oltre 740mila domande di garanzia per prestiti - Busta paga, più soldi per 3 milioni di statali

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Bankitalia: nel 2020 fatturato imprese -7%

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Nel 2020 il fatturato delle imprese dovrebbe calare di circa il 7%, dopo aver ristagnato nel 2019. La flessione sarebbe concentrata nel primo semestre (-25,8%) e più forte per le imprese operanti nel commercio, nel comparto alberghiero e della ristorazione (-37,5%) e in quello del tessile, abbigliamento, pelli e calzature (-32,2%). La contrazione dell’occupazione attesa nel 2020, pari all’1,3%, è molto contenuta in confronto a quella attesa delle vendite, presumibilmente a causa dell’ampio ricorso alla Cassa integrazione guadagni. E’ quanto stima la Banca d’Italia in base ai dati rilevati in un’indagine svolta tra il 29 gennaio e il 14 maggio, periodo caratterizzato dalla diffusione dell’epidemia di Covid19 e dalle misure di contenimento varate dal governo.

Secondo le imprese sondate, spiega Bankitalia, "l’emergenza sanitaria ha prevalentemente comportato una forte flessione della domanda, soprattutto interna, per beni e servizi. Le difficoltà finanziarie, riportate diffusamente ma ritenute meno rilevanti di quelle derivanti dal calo delle vendite, sono riconducibili ai ritardi nella riscossione dei crediti e alla necessità di sostenere le spese correnti".

Nel 2019, prosegue l’istituto di via Nazionale, "la produzione delle imprese edili con almeno 10 addetti ha accelerato, trainata dal positivo andamento di quelle impegnate nella realizzazione di opere pubbliche; ne ha beneficiato anche l’occupazione, per la prima volta stabile dal 2006. Sia la produzione sia l’occupazione tornerebbero tuttavia a calare nel 2020".

Lidl, un piano per l’Italia da 2.000 assunzioni e 50 nuovi punti vendita

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Cinquanta nuovi punti vendita sul territorio nazionale e 2000 assunzioni entro la fine dell’anno: è il piano con cui Lidl Italia punta a dare nuovo impulso all’economia nazionale, duramente provata lockdown seguita all’emergenza sanitaria del Covid-19. Con “Lidl per l’Italia” -questo il nome del piano, presentato oggi a Milano nel nuovo punto vendita di via delle Forze Armate 314- l’azienda strutturerà gli investimenti su tre pilastri: immobiliare e logistica; creazione di nuovi di posti di lavoro; valorizzazione della filiera agroalimentare italiana.

“Nei mesi scorsi abbiamo sentito parlare spesso di ripartenza e fiducia -ha detto Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia- si tratta di concetti che assumono oggi più che mai un significato importante non solo per il comparto della Grande Distribuzione Organizzata, ma per tutta l’economia italiana. Oggi vogliamo condividere la nostra visione di futuro, che esprimiamo attraverso i tre pilastri alla base di questo piano: occupazione, investimenti e sostegno alla filiera del Made in Italy”.

La parte del piano riguardante gli investimenti immobiliari vale 400 milioni e prevede l’apertura di 50 nuovi punti vendita entro la fine dell’esercizio fiscale, vari interventi di restyling della rete esistente e altri investimenti nella logistica. Il piano di sviluppo è ripartito il 4 maggio con l’inaugurazione dei nuovi punti vendita di Ancona, Manerba del Garda (BS), Osio Sotto (BG), Cormano (MI), e da domani con il quinto, in via delle Forze Armate a Milano.
Il capitolo sull’occupazione prevede 2.000 assunzioni sul territorio nazionale. “Le assunzioni riguarderanno soprattutto i giovani -spiega Silvestri- nei settori classici della nostra produzione come gli operatori di filiale, commessi, addetti alle vendite, capi area e capi filiale, perché a parte la dovuta attenzione alla sicurezza e al distanziamento sociale, l’organizzazione nei nostri punti vendita è rimasta invariata. Oggi il personale di Lidl in Italia è composto da circa 16.500 collaboratori impiegati in 660 punti vendita e 10 piattaforme logistiche.

“L’italianità continuerà a rappresentare uno dei pilastri imprescindibili della strategia aziendale -promette Lidl- con l’impegno della valorizzazione della filiera agroalimentare italiana: L’80% di quello che i clienti Lidl trovano in assortimento è prodotto in Italia. Rimarrà centrale il ruolo delle piccole e medie imprese alimentari, che sono la spina dorsale del sistema economico del Paese e che negli ultimi anni sono cresciute insieme a Lidl”.

Operativa in 29 Paesi con 10.800 punti vendita e circa 287.000 dipendenti, Lidl esporta nel mondo la tradizione enogastronomica italiana: nel 2019 l’azienda ha esportato prodotti italiani per un totale di 1,6 miliardi. Di questi, oltre 420 milioni di Euro sono generati dall’ortofrutta, il 9% del valore totale di export di frutta e verdura italiana a livello globale.

Coronavirus, oltre 740mila domande di garanzia per prestiti

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Si confermano su volumi elevati, 2,6 milioni per un valore di oltre 280 miliardi, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 740.000 le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le Pmi. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per circa 8 miliardi di euro. Sono questi i risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force per l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte ministero dell’Economia e delle Finanze, ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace.

La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 19 giugno sono pervenute 2,6 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per circa 281 miliardi. Si può stimare che, in termini di importi, circa il 90% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.

Più in dettaglio, il 45% delle domande provengono da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 187 miliardi). Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (oltre 1,2 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 155 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’Abi (48 mila) hanno riguardato 12 miliardi di finanziamenti alle Pmi.

Le domande delle famiglie riguardano prestiti per circa 87 miliardi di euro. Continuano a crescere, a 170 mila, le domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto quasi 470 mila adesioni, per 21 miliardi di prestiti.

Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le Pmi abbiano continuato a crescere nella settimana dal 12 al 19 giugno, a quasi 946 mila domande per un importo di finanziamenti di oltre 63 miliardi. I prestiti erogati sono aumentati in modo ancora più rapido. In particolare, al 19 giugno è stato erogato quasi l’80% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo. La percentuale di prestiti erogati continua ad essere in rapida crescita rispetto alla fine della settimana precedente.

Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (Mcc) segnalano che sono complessivamente 746.239 le richieste pervenute dagli intermediari al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo al 30 giugno 2020 relative alle garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 43,7 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 742.526, pari ad un importo di circa 43,2 miliardi di euro. Di queste, oltre 658.638 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 13,1 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Al 30 giugno (data dell’ultima seduta del Consiglio di gestione) sono state accolte 733.077 operazioni, di cui 729.608 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.

Salgono a circa 8 miliardi di euro i volumi complessivi delle garanzie nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di Sace per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, 6,4 miliardi di euro riguardano le prime due operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Dl Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5.000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a circa 1,6 miliardi di euro i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata, a fronte di 140 richieste di garanzia gestite ed emesse entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata, a cui sono accreditate oltre 200 banche.

Busta paga, più soldi per 3 milioni di statali

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"Il taglio del cuneo fiscale operativo da oggi riguarda in tutto circa 16 milioni di lavoratori, tra i quali ci sono oltre 3 milioni di dipendenti pubblici, in pratica la quasi totalità della platea". Lo scrive il ministro della Pa, Fabiana Dadone, su Facebook.

"Dunque- continua-, le buste paga diventano un po’ più pesanti: un segno di attenzione del governo nei confronti di chi ha consentito, in questi mesi, che lo Stato non arretrasse, non si fermasse. Un sostegno concreto a favore di chi ha contribuito alla sicurezza, alla protezione delle persone e alla coesione sociale, erogando senza stop i servizi essenziali".

Per Dadone "ovviamente c’è tanto lavoro ancora da fare e abbiamo una robusta dotazione finanziaria per il prossimo rinnovo dei contratti. Non ci fermiamo: prosegue senza sosta il nostro impegno per dare il giusto riconoscimento a chi, giorno dopo giorno, manda avanti l’Italia".

Redazione

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