BUON COMPLEANNO SUSAN!

Il fascino, dolce e inquietante di un amata settantenne

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Susan Abigail Tomalin, questo il suo vero nome, nasce a New York, il 4 ottobre 1946.Ebbe un’educazione rigida con un’istruzione scolastica presso istituti cattolici. Per ribellarsi alla severità con cui viene cresciuta, Susan diviene un’adolescente ribelle e contro le regole imposte.Si scatena durante le manifestazioni contro la guerra del Vietnam e a favore dei diritti civili. Una volontà contestatrice, la sua, che le farà conoscere un arresto nel ‘69 e uno trent’anni dopo, sempre per aver preso parte a manifestazioni di piazza.

Ma è il cinema la sua passione e sarà il cinema a consacrarla.

Dopo essersi laureata in un’Università Cattolica a Washington, sposa poco più che ventenne l’aspirante attore Chris Sarandon (di cui manterrà il nome, anche dopo il divorzio nel 1979), insieme al quale si reca quasi per gioco a New York per un’audizione per il film "Joe - La guerra del cittadino Joe" venendo inaspettatamente scritturata.

Ha inizio la sua splendida avventura.

cms_4635/foto_2.jpgBellezza non convenzionale, fascino magnetico unito a una grande sensibilità interpretativa fanno di Susan Sarandon una delle più dotate interpreti cinematografiche esistenti, anti-diva per eccellenza.

Dalle parti di Hollywood si dice che non sia poi tanto importante vincere l’Academy Award (il ribattezzato nostrano Oscar), ma piuttosto le volte che hai ricevuto una nomination. Ebbene la nostra Susan in questo si può permettere un medagliere che di candidature ne ha ben quattro, e uno vinto. Continuando vi potremmo aggiungere un premio BAFTA, due David di Donatello, otto candidature al Golden Globe e cosi via.Tutti riconoscimenti che hanno coronato una straordinaria carriera che l’ha vista assoluta protagonista nello schermo come nella vita di tutti i giorni, maestra di coerenza, portavoce di un suo Credo, non importa se giusto o sbagliato, ma portato sempre avanti a testa alta, senza tentennamenti, come coloro a cui ha dato un volto e un’anima sul grande schermo.

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Sarebbe banale elencare le tante opere nelle quali possiamo ammirare la sua inconfondibile presenza. Dai suoi primi ruoli alla partecipazione a cult contemporanei quali "The Rocky Horror Picture Show" di Jim Sharman, ove interpreta la giovane sensuale e stralunata protagonista di un quantomai eccentrico musical, una pellicola fuori dagli schemi per l’esplicita trattazione di tematiche sessuali, assolutamente rivoluzionaria per l’epoca in cui fu prodotta e che ancora oggi gli fa conservare elementi di trasgressività non comuni. I ruoli eterosessuali, bisessuali e il travestitismo vengono esibiti in un’allegoria che attingeva da ogni situazione per deridere e dimostrare quanto siano effimeri i ruoli imposti dalla "normalità, in un opera Rock a dir poco memorabile.

Una parte che le fa avere improvvisamente la celebrità e il compiacimento della critica.

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Un grande talento quello della nostra Susan, che dà Anima e Vita ai suoi personaggi, trasformandoli da pagine di un copione a profili fatti di umanità.

Come nella magistrale interpretazione di Louise Elizabeth Sawyer, la “Thelma”, suo malgrado, complice, di “Louise”in quel grande affresco On the Road del maestro Ridley Scott, divenuto capolavoro anche e sopratutto grazie a lei.

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I meno attenti , che magari ancor oggi confondono chi delle due donne si chiamasse in un modo chi nell’altro, non potranno mai dimenticare la famosa scena finale del salto nel vuoto, preceduto da una stretta di mano, simbolo di destini accomunati da una tragicità che trascende e arriva dritta allo spettatore divenuto non più elemento passivo, ma parte di un senso di condivisione emozionale, mentre le due protagoniste si immolavano diventando mito.

Nel 1995 il giusto riconoscimento alla sua straordinaria bravura.

l’Oscar come Migliore Attrice Protagonista per la sua incisiva interpretazione di Suor Helen Prejean, religiosa statunitense della congregazione delle Suore di San Giuseppe, nota per il suo impegno contro la pena di morte dal cui libro Tim Robbins, compagno della Sarandon dell’epoca, diresse “Dead Man Walking" lirico affresco di un un condannato a morte, interpretato da uno straordinario Sean Penn, che chiede a Suor Helen di fargli da assistente spirituale nel percorso che porterà un “Uomo Morto che Cammina”a percorrere il miglio verde.

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Recitazione istintiva, a tratti marcata da una forte sensualità, un temperamento incisivo ed impetuoso fanno della Sarandon un’icona vivente che ha saputo farsi strada grazie alla personalità e alla sua indipendenza di donna.

Sono solo i primi settanta, avanti sempre tutta e sempre così.

I migliori auguri di buon compleanno Signora!

Massimo Lupi

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