IN ITALIA 221.154 CONTAGI E ALTRI 686 MORTI

I dati dalle Regioni - Schillaci: "Rinegoziare contratti vaccini con produttori" - Covid, Bassetti: "Se non cambiano regole sistema salta in aria, preoccupa più influenza"

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Schillaci: "Rinegoziare contratti vaccini con produttori"

cms_28631/Schillaci_Orazio_Ministro_della_Salute.jpg"Un’allocazione non efficiente" della spesa pubblica, con un eccesso di acquisti di vaccini anti-Covid in un contesto di domanda calante, "oltre a rappresentare uno spreco in sé sarebbe difficilmente compreso" dai cittadini e rischierebbe "di generare paradossalmente un senso di disaffezione verso future campagne vaccinali. Credo che sia un tema da affrontare subito: è urgente invitare la Commissione Europea a porre in essere tutte le azioni contrattuali per tutelare i diritti degli Stati membri con riguardo agli Apa (Advanced Purchase Agreement, ndr) sottoscritti. Reputo necessaria la rinegoziazione dei contratti con le case farmaceutiche" per la fornitura dei vaccini anti Covid "ancora ineseguiti o soltanto parzialmente eseguiti". Lo dice il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo nel Consiglio Salute a Bruxelles, sottolineando comunque che l’azione centralizzata condotta dalla Commissione per acquistare i vaccini nella fase acuta della pandemia ha consentito all’Europa di tornare ad una "normalità accettabile".

Considerando la fase attuale della pandemia di Covid-19, è "legittimo" pensare di tornare "progressivamente" a un acquisto dei vaccini a livello nazionale, anziché centralizzato a livello Ue come nella fase acuta, spiega quindi il ministro. E’ "delicata - afferma Schillaci - la questione del possibile ritorno alle procedure di acquisto gestite direttamente dai singoli Stati, anziché in base alla negoziazione centralizzata effettuata dalla Commissione europea. Se è indubitabile che nel pieno dell’emergenza pandemica il ricorso a siffatta procedura sia stato proficuo, mi pare che, pur dovendosi preservare l’obiettivo-valore della collaborazione tra gli Stati membri, il contesto attuale consenta di individuare strumenti d’acquisto ulteriori, legittimando anche un progressivo ritorno a processi di acquisizione ordinari anche su base nazionale".

Per Schillaci, è inoltre "indispensabile che la Commissione Europea in sede di rinegoziazione riveda la clausola degli Apa (Advanced Purchase Agreement, ndr) che pone a carico degli Stati membri il risarcimento e/o l’indennizzo dovuto per i danni cagionati dai vaccini, nonché le spese legali sostenute dalle case farmaceutiche produttrici nei singoli procedimenti, non essendo ragionevole che esse gravino sugli Stati membri, specialmente dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio ordinaria dei singoli vaccini come anche rilevato dalla Corte dei Conti europea".

L’Apa siglato dalla Commissione con Pfizer/BionTech è stato pubblicato nel marzo 2021, ma con ampi omissis, cosa per la quale l’esecutivo Ue è stato ampiamente criticato. Tra le parti omissate, c’era appunto la parte relativa agli indennizzi, cioè a chi avrebbe pagato gli oneri connessi ai possibili danni provocati da vaccini sviluppati in pochi mesi, a causa della pandemia che ha imposto un’accelerazione dei normali tempi di sviluppo di questi farmaci.

Informalmente alcune fonti Ue avevano spiegato che, in pratica, gli Stati si sarebbero accollati gli oneri relativi a danni non prevedibili, ma che le case farmaceutiche avrebbero risposto per eventuali danni derivanti da colpa o dolo. Nell’Apa l’unica parte in chiaro, prima di un paio di pagine interamente ’sbianchettate’, recita che "la Commissione, per conto degli Stati membri, dichiara che l’uso dei vaccini prodotti ai sensi dell’Apa accadrà in condizioni pandemiche che ne richiedono l’uso e l’amministrazione dei vaccini sarà quindi condotta sotto l’esclusiva responsabilità degli Stati membri".

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cms_28631/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 221.154 contagi e altri 686 morti

- settimana dal 2 dicembre al 8 dicembre 2022 -

Sono 221.154 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia dal 2 all’8 dicembre 2022 in Italia, secondo il bollettino settimanale - regione per regione - della Protezione Civile e del ministero della Salute. In 7 giorni si registrano inoltre altri 686 morti. Questi i dati e i numeri Covid aggiornati.

I nuovi casi di Covid-19 sono in calo del 2,8% rispetto alla settimana precedente (erano 227.440 casi), i decessi sono in aumento dell’8% (erano 635 la scorsa settimana). I tamponi, pari a 1.256.722, sono scesi del 5,2% rispetto alla settimana precedente. Lieve aumento del tasso di positività: è al 17,6%, con una variazione di +0,4% rispetto a 7 giorni fa (17,2%).

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I dati dalle Regioni

- settimana dal 2 dicembre al 8 dicembre 2022 -

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cms_28631/Bassetti,Infettirologo.jpgCovid, Bassetti: "Se non cambiano regole sistema salta in aria, preoccupa più influenza"

"Sulla situazione Covid, stiamo guardando la pagliuzza e non la trave. Continuare a rincorrerlo con regole vecchie è un errore. I dati della Fiaso ci dicono che, su 100 persone che entrano sia rianimazione che in area medica, 70 non hanno il Covid, ma tampone positivo e sono asintomatici" relativamente a Sars-CoV-2. "Il problema sono le regole vecchie", ad esempio "tamponare tutti quelli che entrano in pronto soccorso è un errore che sta mettendo in ginocchio gli ospedali. Non è normale che chi entra con l’influenza viene messo con altri pazienti, anche immunodepressi con tutti i rischi che sappiamo, e chi invece entra con tampone positivo a Covid, ma asintomatico, viene messo in un bunker. E’ tutto sbagliato: basta tamponi ad asintomatici. Il rischio è che, se non si cambiano le regole, a Natale il sistema salta in aria". Lo spiega all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, commentando i dati settimanali del monitoraggio Covid-19 della Cabina di regia Iss-ministero della Salute.

"C’è un aumento spaventoso delle patologie infettive non Covid - sottolinea - parlo dell’influenza, dei virus sinciziali, dello pneumococco, e più c’è una variante Omicron aggressiva su chi non è vaccinato. Stiamo rincorrendo il Covid senza considerare gli altri virus - rimarca Bassetti - Sono più preoccupato dall’influenza che dal Covid, abbiamo pochi vaccinati per la prima e non la vediamo praticamente da 3 anni. Natale poi è un periodo difficile, dove ci sono pochi medici di medicina generale e anche in ospedale ci sono più difficoltà organizzative".

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Tags: Covid - sanità - salute - malattie- ospedali - cliniche - anziani- ammalati- vaccini

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