BREXIT: IL NO-DEAL SEMPRE PIÙ REALE

Il premier Johnson è convinto: “le imprese si preparino”

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L’incubo della no-deal Brexit, che tutti per quattro lunghi anni hanno cercato in ogni modo di allontanare, sta per diventare realtà, proprio a causa dell’unico rappresentante delle istituzioni esplicitamente favorevole ad esso: il primo ministro britannico Boris Johnson. Come a voler essere un esempio clamorosamente limpido della complessità delle trattative e del diritto internazionale, insieme ad un monito su quanti danni possano fare le consultazioni democratiche se non precedute da una corretta informazione dei cittadini, la Brexit senza accordo stravolgerà gli equilibri tra gli Stati dentro e fuori dall’Europa, insieme alle vite di milioni di persone dentro e fuori dalla Gran Bretagna, in un momento già così complicato come questo. Al termine dell’ultimo summit europeo, infatti, il primo ministro dell’UK ha dichiarato: “È il momento per le nostre imprese di prepararsi all’alternativa, un futuro di grande prosperità come nazione indipendente libera di fare accordi commerciali, di controllare i nostri confini e acque territoriali e di promulgare le nostre leggi”.

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Tutto questo a meno di “un cambiamento fondamentale nell’atteggiamento della Ue”, cambiamento che consiste nel concedere al Regno Unito tutti i privilegi precedenti alla Brexit senza più nessun tipo di onere da parte britannica. Praticamente, una follia. L’UE, che prevedibilmente non cederà ad un simile ricatto, pena una magrissima figura di impotenza di fronte al Mondo intero, ha reso noto che i negoziati riprenderanno comunque lunedì, mostrandosi ufficialmente fiduciosa, di fronte ad una situazione che è però ormai di aperto conflitto diplomatico. Una cosa è certa: dal 1° gennaio 2021, la Brexit sarà esecutiva e totale, con o senza accordo. Allo stato attuale delle cose, torneranno le dogane, i dazi, i controlli strettissimi alle frontiere. Tanti cittadini europei che si erano avventurati in Inghilterra per cercare fortuna si vedranno improvvisamente sbattere la porta in faccia e verranno rispediti a casa insieme ai loro sogni. E con loro, se ne andrà anche il sogno di un’Europa unita, nell’economia, negli intenti, nell’umanità.

Giulio Negri

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