BREXIT, NUOVA SCADENZA

Senza un accordo commerciale entro domenica, sarà no-deal. L’UE prepara un piano emergenziale

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Mercoledì sera la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il primo ministro britannico Boris Johnson si sono incontrati a Bruxelles per cercare di risolvere lo stallo nei negoziati sul nuovo accordo commerciale post-Brexit fra Regno Unito e Unione Europea che dovrebbe entrare in vigore a partire dall’1° gennaio 2021. Passi avanti, purtroppo, non ne sono stati fatti, tuttavia le due parti hanno concordato che ci sono gli estremi per un ultimo tentativo, da effettuare entro (salvo ulteriori deroghe, che non sarebbero più una sorpresa) il 13 dicembre, ovvero questa domenica. “Alla fine del weekend prenderemo una decisione”, ha detto la Presidente della Commissione Europea Von der Leyen. Il Governo britannico, tramite un comunicato stampa, ha reso noto che permangono “rilevanti differenze di vedute”. Poche, quindi, le probabilità che gli ultimi summit che avverranno tra UK ed UE possano sbloccare una situazione da troppo tempo in fase di stallo.

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L’Europa ha fatto tutto il possibile per trovare un accordo equo e razionale, ma Johnson ha fatto continuamente ostruzionismo, probabilmente per motivi elettorali, e non sembra intenzionato a smettere di farlo, essendo tra l’altro sostenuto in tutto e per tutto da un partito conservatore dal quale, nell’ultima tornata elettorale, si è ben curato di escludere le voci più in discordia con il suo modus operandi. Così, l’Unione Europea si è ritrovata costretta a correre ai ripari, preparando un piano di emergenza per la gestione di una no-deal Brexit che, se avverrà, porterà con sé un caos politico che a nord del Mediterraneo non si vedeva da tempo. Le misure emergenziali pronte sono quattro: la prima sulla “connettività aerea di base”, una proposta di regolamento per garantire la fornitura di determinati servizi aerei tra il Regno Unito e l’Ue per 6 mesi, a condizione che il Regno Unito garantisca lo stesso.

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A questo si collega quello sulla “sicurezza aerea” che garantisce che i vari certificati di sicurezza per i prodotti possano continuare a essere utilizzati negli aeromobili dell’Ue senza interruzioni, evitando così il blocco. Gli altri due piani riguardano la “connettività stradale di base” e la pesca, che tra l’altro è uno dei temi principali di dissenso tra Gran Bretagna ed Europa. Il piano europeo cercherà di garantire anche in caso di no-deal il continuo accesso reciproco delle navi dell’Ue e del Regno Unito nelle acque di entrambi dopo il 31 dicembre 2020, senza il quale diverse comunità potrebbero trovarsi a fronteggiare una crisi degli approvvigionamenti alimentari fondamentali. Ancora una volta, come se non fosse già abbastanza evidente, la Brexit scontenta tutti e non migliora la vita di nessuno.

Giulio Negri

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