BREXIT, ANCORA DISPUTE SULLO STATUS DELL’IRLANDA DEL NORD

Aumenta la distanza tra Gran Bretagna e Unione Europea

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La Gran Bretagna si è avviata verso un nuovo confronto con l’Unione Europea chiedendo la sostituzione di una delle componenti più complesse e impegnative della Brexit: lo status dell’Irlanda del Nord.

In un discorso rivolto ai diplomatici, a Lisbona, David Frost, ministro della Brexit del governo di Boris Johnson, ha chiesto la revisione di un accordo sulle regole commerciali post-Brexit per l’Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito ma condivide un confine terrestre politicamente sensibile con l’Irlanda, paese dell’Unione Europea.

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L’ennesima puntata della disputa anglo-europea rischia di mettere questa volta i nervi dell’Unione Europea a dura prova. Il nuovo testo proposto da Frost, denominato "Protocollo dell’Irlanda del Nord", scarta alcuni elementi concordati tra Unione e Primo Ministro Johnson meno di due anni fa e riprende idee e istanze già respinte in passato dall’UE.

"Ora affrontiamo una situazione molto seria: il protocollo non funziona" ha detto Frost, sostenendo che invece di proteggere un fragile processo di pace nell’Irlanda del Nord, l’accordo stava facendo il contrario.

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Frost ha anche chiesto un cambiamento nel ruolo della massima corte europea nel giudicare le controversie, una questione astratta ma politicamente delicata su cui è altamente improbabile che l’Unione europea scenda a patti. Ciò ha portato a ipotizzare che questa istanza, di difficile accoglienza da parte dell’Europa, sia in realtà una merce di scambio rispetto ad altre concessioni. Alcuni analisti vedono invece proprio in questa richiesta una strategia volta a provocare una crisi su vasta scala che potrebbe portare Johnson a sospendere in autotutela parte del protocollo, e dunque un pretesto per puntare il dito contro l’Unione europea e alimentare ancor più il sentimento pro-Brexit in patria. Ciò potrebbe suscitare ritorsioni da parte dell’Unione Europea e quindi innescare una guerra commerciale con il blocco di 27 nazioni da parte della Gran Bretagna.

Progettato per alleggerire le tensioni di confine tra l’Irlanda del Nord e l’Irlanda, il protocollo sta portando, invece, a controlli sulle merci che fluiscono dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord e si sta ritorcendo sugli accordi Brexit su larga scala in uno scenario che, se debitamente fomentato, tornerebbe a tutto vantaggio della politica interna ed estera di Boris Johnson.

Carlo Coppola

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