BRASILE, ASSALTO AL CONGRESSO. LULA:"FASCISTI SARANNO PUNITI"

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Un folla di sostenitori dell’ex presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha assaltato a Brasilia il palazzo del Congresso, la Corte Suprema e la sede del governo.

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La polizia, schierata a difesa dell’area, ha lanciato lacrimogeni, ma non è riuscita ad evitare l’avanzata della folla. L’intervento successivo delle forze di sicurezza ha portato all’arresto di 170 persone, fermate per danneggiamento del patrimonio pubblico. Attorno alla mezzanotte italiana, tutte le sedi istituzionali sono tornate sotto il controllo delle autorità.

cms_28983/Luiz_Inacio_Lula_da_Silva.jpgI "fanatici fascisti" saranno puniti, ha detto il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, che si è riunito con i ministri in un meeting d’emergenza nello stato di San Paolo, dove si è recato per monitorare i danni provocati dalle inondazioni. Prima di rientrare a Brasilia, Lula ha decretato "l’intervento federale" nella sicurezza nel distretto della capitale fino al 31 gennaio.

Lula ha condannato la violenza che "non ha precedenti". "Non è mai avvenuto nella storia di questo Paese", ha detto il presidente, che si è insediato per il terzo mandato esattamente una settimana fa. "Tutti i vandali saranno trovati e puniti", ha aggiunto. Lula ha definito "barbari" i manifestanti, "queste persone rappresentano tutto ciò che è abominevole in politica, invadere la sede del governo, la sede del Congresso e la sede della Corte Suprema come veri e propri vandali che distruggono tutto ciò che incontrano". Lula ha accusato senza mezzi termini la polizia: "La polizia non ha fatto nulla, ha solo fatto entrare i manifestanti", ha denunciato il presidente.

Intanto l’Avvocatura generale brasiliana ha chiesto alla Corte Suprema l’arresto di Anderson Torres, segretario alla Sicurezza del distretto federale di Brasilia ed ex ministro della Giustizia di Bolsonaro, e di tutte le persone coinvolte negli assalti di oggi.

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I FATTI - I manifestanti hanno forzato il cordone di polizia e sono riusciti a irrompere in diversi edifici istituzionali. Centinaia di persone sono entrate nel Congresso e nella sede della Corte Suprema: nel palazzo del Tribunale Supremo sono intervenuti rapidamente reparti delle forze di sicurezza che hanno preso il controllo della situazione e bloccato diversi responsabili dell’assalto.

Il caos nel paese deriva dal mancato riconoscimento della vittoria di Lula alle elezioni presidenziali. L’assalto ricorda quello subito dal Congresso americano dopo la vittoria di Joe Biden su Donald Trump il 6 gennaio 2021.

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"E’ scandaloso", ha detto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden commentando i fatti. "Condanniamo gli attacchi di oggi alla Presidenza, al Congresso e alla Corte Suprema del Brasile. Usare la violenza per attaccare le istituzioni democratiche è sempre inaccettabile. Ci uniamo al presidente Lula nel sollecitare la fine immediata di queste azioni", la reazione del segretario di Stato americano Antony Blinken.

"La violenza non ha posto in una democrazia. Condanniamo fermamente gli attacchi alle istituzioni dell’esecutivo, del legislativo e del potere giudiziario a Brasilia, che sono un attacco alla democrazia. Non c’è alcuna giustificazione per questi atti!", ha detto l’ambasciatore americano a Brasília, Douglas Koneff.

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"La mia assoluta condanna dell’assalto alle istituzioni democratiche del Brasile. Pieno sostegno al presidente Lula Da Silva, eletto democraticamente da milioni di brasiliani attraverso elezioni libere e corrette". Lo scrive su twitter il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. "Profondamente preoccupata per quanto sta accadendo in Brasile. La democrazia va sempre rispettata. Il parlamento europeo è dalla parte del governo Lula e di tutte le istituzioni legittime e democraticamente elette", il tweet della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.

Redazione Esteri

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