BOOM DI PRESENZE AL FESTIVAL DELLA SCIENZA

20mila visitatori in più rispetto a quelli del 2015, con un’inversione di tendenza che fa ben sperare...

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Il Festival della Scienza 2016 si è chiuso domenica scorsa con un bilancio più che positivo: la rassegna ha registrato 20mila presenze in più rispetto all’edizione precedente. 200mila visitatori - tra cui 27mila studenti, provenienti dalle regioni limitrofe alla Liguria ma anche da Veneto, Campania e Puglia - hanno preso parte ai 280 appuntamenti, sparsi per la città di Genova, a partire dal 27 ottobre.

“Un risultato straordinario, che conferma il successo di una formula ormai diventata fondamentale in chiave di promozione della città. Genova sta puntando con grande convinzione sul connubio tra cultura e turismo e i risultati stanno dando ragione ad un’azione fortemente voluta dalla civica amministrazione” sostiene Carla Sibilla, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Genova.

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Palazzo Ducale, Piazza delle Feste, Commenda di Prè e Museo di Storia Naturale le location più suggestive e frequentate, in un binomio perfetto tra arte e scienza. La Loggia della Mercanzia, Infopoint dell’evento, ha inoltre ospitato le illustrazioni realizzate per l’occasione dai ragazzi dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Urbino, nell’ambito del progetto “Tracce di Festival”. Gli studenti, come in un “diario di bordo”, hanno rappresentato graficamente i passi salienti della rassegna, fondendo originalità e rigore scientifico, per rendere maggiormente fruibili alcuni degli argomenti più ostici. Un’idea giustamente molto apprezzata, dato che una delle difficoltà più grandi per chi non comprende materie quali la fisica e la matematica sta proprio nel non riuscire a “visualizzare” i concetti, nel non possedere un’immagine mentale adatta a rappresentare i postulati della scienza.

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"È andata molto bene: un festival vivace e ricco di eventi, anche se la promozione è iniziata più tardi di quello che avremmo voluto. Ho visto una grande fame di scienza di base.Eventi in cui si parla di cose lontane dalla vita quotidiana, come la materia oscura e le onde gravitazionali hanno fatto il pienone. C’è sempre una grande curiosità", queste le dichiarazioni a caldo del presidente del Festival, Marco Pallavicini. A sorpresa, tra le discipline più seguite si piazza la matematica, “bestia nera” per la maggior parte degli studenti italiani. "Siamo rimasti stupiti. I relatori, come Silvio Micali, ne hanno parlato in modo chiaro e connesso ad altre materie. Pensiamo agli algoritmi, che sono in grado di risolvere molti problemi. Insomma, piace a grandi e piccini" prosegue Pallavicini, facendo riferimento oltre che al fascino di una materia tanto oscura, anche alle sue applicazioni pratiche nella vita quotidiana. Sono piaciuti molto anche gli incontri di medicina, alimentazione, astrofisica e robotica. L’80% delle conferenze e quasi la totalità degli spettacoli in programma hanno registrato il sold out.

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La parola chiave di questa quattordicesima edizione è stata “segni”, come annunciato dal presidente durante la presentazione dell’evento lo scorso 26 settembre: “ ‘Segni’ in senso matematico ma non solo, intesi come gli elementi che l’uomo ha saputo cogliere dalla natura e dall’evoluzione per interpretare la realtà”. Hanno animato il Festival più di 277 relatori provenienti da tutto il mondo, tra cui parecchi volti noti del panorama scientifico: Martin Chalfie, premio Nobel per la Chimica 2008; Elena Aprile, docente di fisica famosa per la sua caccia alla “materia oscura”; Valter Longo, autore de “La dieta della longevità”; Pier Giuseppe Pelicci, direttore del dipartimento sperimentale all’Istituto europeo di oncologia. Grande assente Piero Angela, che avrebbe dovuto tenere una conferenza intitolata “Viaggio dentro la mente” a Palazzo Ducale la sera del 27 ottobre, impossibilitato a partecipare per motivi di salute. Sostituito da Gabriele Beccaria, giornalista de “La Stampa” responsabile della rubrica “Tuttoscienze”, Angela ha voluto porgere i suoi saluti intervenendo alla conferenza tramite collegamento telefonico.

Particolare risalto è stato dato al tema dell’ambiente. Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’Istituto italiano di Tecnologia (Iit) ha illustrato le corrette strategie di “sintonizzazione” dell’uomo con la natura, in un colloquio con un robot da lui progettato. Questo incontro, come molti altri, ha visto la partecipazione dei più piccoli, con divertenti laboratori didattici e mostre interattive.

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Il grande successo riscosso dal Festival della Scienza deve far riflettere, non solo in termini economici. Che si tratti, finalmente, di un’inversione di tendenza? Gli italiani sembrano credere ancora nella scienza e subirne il fascino, in barba ai cosiddetti “mercanti in fiera”, promotori di teorie del tutto infondate e rigettate dalla comunità scientifica. Ne abbiamo visti tanti nel corso degli ultimi mesi: dai medici che promettono di curare il cancro con miracolosi impacchi a base di erbe a quelli che sconsigliano di vaccinare i bambini, passando per sedicenti nutrizionisti che prescrivono diete improbabili e deleterie per l’organismo. Tendenze che in pochissimo tempo si trasformano in radicati pregiudizi ma poi, un po’ come quei proverbi popolari tramandati di generazione in generazione, finiscono per contraddirsi e rivelare la loro inadeguatezza, a danno di qualcuno che ci rimette la vita. “E’ più difficile scindere un pregiudizio che un atomo” sosteneva Albert Einstein, che di scoperte scientifiche ne sapeva qualcosa. Ben venga, allora, qualsiasi iniziativa che abbia a che fare con la cultura, in ogni suo campo. Perché per quanto un essere umano possa essere ricco e potente, il sapere si rivela spesso l’unica arma in grado di salvargli la vita.

Federica Marocchino

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