BIDEN VS SANDERS: IL PRIMO (E ULTIMO?) DIBATTITO

Cambiano le primarie Dem in USA: da adesso la campagna elettorale sarà tutta online

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Si è svolto domenica notte il primo confronto televisivo “uno contro uno” tra Joe Biden e Bernie Sanders, gli ultimi due candidati rimasti in corsa per le primarie del Partito Democratico americano, in vista delle elezioni presidenziali del prossimo autunno. La cosa paradossale è che questo dibattito potrebbe anche essere l’ultimo in assoluto tra i due contendenti: a causa dell’emergenza Coronavirus, infatti, non si dovrebbero più tenere né dibattiti né comizi, tutti cancellati. Già rimandato il voto in Louisiana e Georgia, la campagna elettorale si svolgerà online, con ogni probabilità. Emblematico, in tal senso, il saluto “di gomito” avvenuto tra i due candidati, in una sala televisiva priva di pubblico. I primi trenta minuti sono stati incentrati proprio sul Cov-19, con Sanders che ha rilanciato una battaglia di civiltà che qualunque Paese civile considererebbe ovvia: il Medicare For All. “Una delle ragioni per cui siamo così impreparati è perché non abbiamo un sistema sanitario. Abbiamo migliaia di piani assicurativi privati, ma questo sistema non è in grado di assicurare la sanità in un buon anno, figuriamoci con una pandemia”, ha affermato il Senatore del Vermont: come dargli torto? Secondo Joe Biden, però, il progetto del suo avversario non migliorerebbe la situazione negli USA, dato che, a suo avviso, l’evidenza empirica dice che il sistema sanitario pubblico presente in Italia non stia portando alcun risultato. Noi cittadini italiani sappiamo bene che non è così: senza il SSN, il Paese sarebbe probabilmente già crollato da un paio di settimane. Sorprendentemente, però, entrambi i candidati sono stati molto poco incisivi e decisi nel condannare le azioni di Trump riguardo l’emergenza sanitaria: un grosso regalo al Presidente, viste le tante giravolte e arrampicate sugli specchi del tycoon nelle ultime settimane.

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Biden e Sanders, invece, si sono attaccati duramente a vicenda, andando a rispolverare e rinfacciare le scelte di voto parlamentare di entrambi, come ad esempio il voto favorevole di Biden al “Defense of Marriage Act”, che, come si può ben capire dal nome, era un provvedimento ultraconservatore. Gli attacchi, però, si sono svolti all’interno di un clima generale di “fair play”, nel quale entrambi hanno promesso il sostegno alla controparte in caso quest’ultima dovesse vincere le primarie. La più grande notizia della serata è arrivata da Biden, il quale ha dichiarato che, se dovesse essere eletto Presidente, sceglierà una donna come sua vice. Il nome più probabile potrebbe essere quello di Elizabeth Warren, anche se la Senatrice non ha ancora fornito un endorsement ufficiale, e potrebbe anche decidere di sostenere Sanders, il quale ha da ben prima dell’inizio delle primarie il sostegno di Alexandria Ocasio-Cortez, la giovanissima Congresswoman che tante volte ha fatto parlare di sé in questa legislatura, per la forza con cui sostiene le sue idee progressiste. In ogni caso, alla fine l’ago della bilancia del dibattito non è andato da nessuna delle due parti, il che rende più felice Biden, che allo stato attuale delle cose ha quasi la certezza di vincere il confronto finale, ma soprattutto Donald Trump, che, davanti a due candidati non certo impresentabili, ma sicuramente neanche superlativi, avrà ampio spazio per proseguire le sue azioni propagandistiche, che si stanno basando sull’evidenziare la (a suo avviso) pochezza dei candidati democratici come uno spettatore divertito che si gode una commedia davanti alla tv della Stanza Ovale.

(foto dal web)

Giulio Negri

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