BIDEN, INTESA CON IL MEDIO ORIENTE

Sul tavolo aiuti di varia natura, in cambio di azione anti-iraniana e impegno sul petrolio

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Pace fatta tra Stati Uniti e Medio Oriente: dopo anni di scontri, il dialogo riparte grazie alla visita del presidente Biden che lo ha visto impegnato in vari incontri diplomatici. Diversi i punti fissati per dar vita al tanto atteso accordo. "Gli Stati Uniti stanno investendo per costruire un futuro positivo nella regione in partnership con tutti voi" ha detto il presidente americano al Consiglio di cooperazione del Golfo, facendo riferimento a un "nuovo accordo quadro per il Medio Oriente". Sul tavolo sostegni di tipo economico, spese militari e tutela delle libertà democratiche in cambio di fedeltà anti-iraniana e pro-Israele. I paesi dell’area mediorientale garantiranno inoltre un aumento della produzione di petrolio, utile a far calare il prezzo della benzina visto che le tensioni sul fronte russo non accennano a scemare. Previsto, infine, anche un coinvolgimento nel piano di infrastrutture occidentali alternativo alla nuova Via della Seta cinese, per una spesa di 3 miliardi di dollari.

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Non sono mancati tuttavia momenti di imbarazzo, in cui Biden non ha potuto fare a meno di mostrare il proprio disappunto: è il caso dell’incontro con il principe ereditario Mohammed bin Salman, a cui ha rinfacciato di essere stato mandante dell’omicidio di Kashoggi nel 2018. Al giovane principe, il presidente ha negato la stretta di mano limitandosi a un tocco di pugno. Dal canto proprio, bin Salman si è detto rammaricato per quanto accaduto, puntualizzando che "cose del genere accadono dappertutto nel mondo" e ricordando di come anche in America, molto spesso, i diritti umani non vengano rispettati; ha fatto riferimento, a tal proposito, allo scandaloso trattamento dei prigionieri nel carcere iracheno di Abu Ghraib.

Biden ha concluso le visite pronunciando le seguenti parole: "Il futuro sarà vinto dai Paesi che liberano il pieno potenziale della loro popolazione, dove i cittadini possono mettere in discussione e criticare i loro leader senza paura di rappresaglie".

Massimo Montinari

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