BIBBIANO: PSICOTERAPEUTA CONDANNATO A 4 ANNI DI CARCERE

Il bilancio delle sentenze è di una condanna, una assoluzione e 17 rinvii a giudizio

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Giungono in queste ore le prime, attesissime sentenze relative al “caso di Bibbiano”, la triste storia di affidi illeciti e manipolazioni psicologiche che ha coinvolto la Val d’Enza (Emilia Romagna).

Ad avere la peggio è stato certamente lo psicoterapeuta responsabile dello studio “Hansel&Gretel”, situato a Moncalieri (Torino), condannato a 4 anni di detenzione, all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e alla sospensione dell’esercizio della professione di psicologo e psicoterapeuta per 2 anni. A dir la verità, l’accusa aveva richiesto una pena di 6 anni accusando il professionista di abuso d’ufficio, frode processuale e lesioni gravissime.

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Quella del terapeuta è stata, di fatto, l’unica condanna. Sono seguiti diciassette rinvii a giudizio e una assoluzione, frutto di due ore di Camera di Consiglio alla presenza del gip reggiano Dario De Luca.

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Tra i nomi dei rinviati a giudizio spicca quello del sindaco di Bibbiano, il quale è stato prosciolto dall’accusa di falso ma non dall’abuso di ufficio. I suoi difensori, l’avvocato Giovanni Tarquini e il professor Vittorio Manes, si sono così espressi: "Prendiamo atto del fatto che il giudice ha ritenuto necessario disporre il rinvio a giudizio per l’incolpazione di abuso d’ufficio, ma soprattutto del fatto che Carletti è stato prosciolto dalle ulteriori contestazioni, e in particolare dall’ipotizzato falso, ritenuto dal Gup evidentemente mai commesso da parte del Sindaco". La posizione del primo cittadino ne uscirebbe quindi “ulteriormente alleggerita, e il processo, per quel che lo riguarda, dovrà verificare non solo se sia stata commessa una qualche illegittimità amministrativa nell’affidamento dell’appalto concernete il servizio terapeutico di cura dei minori da parte dell’Unione dei Comuni, quanto, soprattutto, a chi sia addebitabile l’eventuale illegittimità, cioè chi avesse concreta consapevolezza delle eventuali irregolarità e chi invece abbia agito in buona fede. E noi restiamo fermamente convinti che il sindaco Carletti ha sempre agito in totale buona fede, come contiamo di dimostrare in giudizio" hanno concluso i legali.

Massimo Montinari

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