BARI INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2022

Tredici edizioni e non sentirle

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Tredici edizioni e non sentirle. Arrivato al suo quarto e terzultimo giorno, il Bari International Film Festival 2022 continua a offrire prodotti cinematografici e consacrati alla settima arte di assoluto livello.

cms_25436/0.jpgCorreva il 2009 quando Felice Laudadio prese la decisione di donare a Bari il suo centro gravitazionale artistico, e mai più scelta si rivelò più vincente per il capoluogo e la Puglia intera. Il festival è infatti promosso dall’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale ed è uno dei suoi più importanti eventi culturali. La manifestazione, durante la quale vengono presentati molti film di produzione internazionale in anteprima mondiale, è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Sin dalla sua “edizione zero”, e fino alla sua scomparsa, il presidente del BIF&ST è stato il regista Ettore Scola; diventato presidente onorario, dall’ottava edizione gli è subentrato la cineasta tedesca Margarethe Von Trotta. “Bari aveva fame di cinema, di eventi culturali, di occasioni di incontro e di confronto con i protagonisti – scrive il fondatore Laudadio nell’editoriale presente sul sito dell’evento – una fame mai placata, ancora oggi”. E, su questa lunghezza d’onda, non si placherà tanto facilmente.

cms_25436/1.jpgMa, tutto sommato, è meglio così. Ed è questo il principio che anima la struttura del festival, articolata in tre sezioni: anteprime mondiali e internazionali alla presenza di autori e interpreti, rassegna dei migliori film italiani dell’ultimo anno e retrospettive sulle grandi personalità del cinema. In particolare, come nelle giornate precedenti, la quarta si è articolata nei quattro teatri di Bari: Petruzzelli, Margherita, Piccinni e Kursaal Santa Lucia. Al Petruzzelli si sono susseguiti “L’ombra del giorno” di Giuseppe Piccioni, “Las Consecuencias” di Claudia Pinto Emperador, “Tapirulàn” di Claudia Gerini e “Settembre” di Giulia Louise Steigerwalt. Il Margherita è stato il… teatro del più grande omaggio a una delle personalità recentemente scomparse, Monica Vitti; il Piccinni, invece, si è vestito di internazionalità: dopo una lezione su Pasolini e la poesia, sono stati proiettati “La loi du marché” di Stéphane Brizé, “Kerr” di Tayfun Pirsemoglu e “Vetro” di Domenico Croce. Marzo, infatti, è anche il mese del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini. Infine, il Kursaal si è vestito di attualità: gettando un occhio alla crisi ucraina, sono stati proiettati i primi cinque episodi della miniserie “Chernobyl”: la maratona del piccolo capolavoro dell’HBO ha avuto il compito di informare riguardo il disastro del 1986. Perché l’arte trae ispirazione ma può anche essere un modo per migliorare la nostra realtà, e il BIF&ST riesce perfettamente in questo.

Francesco Bulzis

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