Autostrade, 7,5 mld investimenti e assunzioni di 1000 persone (Altre News)

Pensioni, cosa succede dopo il 2021 - Mise riavvia trattativa Whirlpool il 29/1, sindacati ’soluzione o scontro’- Maternità, allo studio congedo di 6 mesi

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Autostrade, 7,5 mld tra investimenti e manutenzione,assunzioni di 1000 persone

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Un piano da 7,5 miliardi di euro. A tanto ammontano le risorse messe in campo entro il 2033 dal nuovo piano strategico di trasformazione approvato oggi dal cda di Autostrade per l’Italia. Risorse ripartite tra investimenti e spese di manutenzione della rete. Nell’arco di piano, sono stati programmati investimenti sulla rete per circa 5,4 miliardi di euro, che portano quasi a triplicare gli importi investiti dalla società nel quadriennio precedente (pari a circa 2,1 miliardi di euro).

Salgono a 1,6 miliardi di euro le spese in manutenzione (2 miliardi considerate anche le spese del 2019), con un aumento del 40% rispetto al quadriennio precedente, in linea con le interlocuzioni con il Mit. Tali risorse consentiranno di portare a compimento entro i prossimi 4 anni un piano di ammodernamento dei principali asset strategici della rete come ponti, viadotti, cavalcavia, gallerie, pavimentazioni, barriere di sicurezza, ecc. Previsti inoltre ampliamenti e potenziamenti su 30 km della rete esistente, con apertura al traffico entro il 2023.

E’ previsto un programma di assunzioni di 1000 persone tra ingegneri, tecnici, operai, addetti autostradali ed esattori che saranno impiegati per la realizzazione delle principali attività contenute nel piano. Le linee guida prevedono una forte valorizzazione delle competenze e delle risorse umane presenti in azienda attraverso specifici programmi di formazione e sviluppo dei talenti. La sicurezza su strada, nei cantieri e nei luoghi di lavoro viene considerata, sottolinea Aspi, una delle priorità fondamentali per lo sviluppo del piano strategico: per questo verranno sviluppate specifiche iniziative anche in collaborazione con la Polizia Stradale.

Il piano prevede la completa digitalizzazione delle procedure e dei processi lavorativi aziendali, attraverso l’adozione dei più avanzati strumenti tecnologici disponibili sul mercato. Un elemento cardine di tale strategia è la realizzazione, insieme a Ibm, di una piattaforma di intelligenza artificiale che consentirà di monitorare i 1943 ponti e viadotti della rete. La nuova piattaforma sarà impiegata dalle società esterne incaricate delle attività di monitoraggio e sarà basata su una totale trasparenza e condivisione delle informazioni (infrastruttura dati unica, architettura dei sistemi cloud, utilizzo di big data).

Per l’attivazione della piattaforma, sono già in corso di installazione sulla rete autostradale diverse sensori multi-funzione, grazie ai quali sarà possibile avere un monitoraggio continuo delle opere d’arte prioritarie e una raccolta informazioni in tempo reale sulle condizioni di viabilità e controllo traffico (ad esempio tramite sistemi di pesa dinamica e tracciamento trasporti eccezionali). Verranno inoltre impiegati droni dotati di piani di volo automatico per migliorare ulteriormente il monitoraggio di ponti e viadotti, oltre a telecamere ad alta velocità, tecnologie laser e georadar per la sorveglianza delle gallerie.

L’investimento complessivo di Aspi per la digitalizzazione degli asset e dei processi organizzativi è pari a ulteriori 200 milioni di euro¸ che si aggiungono a circa 300 milioni di euro di investimenti in software, hardware e altri beni materiali e immateriali di proprietà.

Novità significative anche sul fronte della mobilità sostenibile. Secondo la logica della “green infrastructure” saranno attivate iniziative di sviluppo e gestione sostenibile della rete, tra cui: realizzazione di piazzole con colonnine di ricarica all’interno delle principali aree di servizio per favorire la diffusione della mobilità elettrica; potenziamento delle energie rinnovabili anche a favore dei servizi forniti agli automobilisti; azioni di riboschimento necessarie per compensare l’emissione di CO2.

Al centro della propria attività Aspi mette il cliente. Sarà fortemente migliorata la “customer experience”, attivando misure e soluzioni che mettano al centro le necessità degli automobilisti, lungo tutta la durata del viaggio (ad esempio: sistemi di infotraffico predittivo su tutti i canali informativi della rete, interazione ai caselli con virtual agent, riduzione dei tempi di risposta dei reclami, erogazione di rimborsi in caso di disagi fortemente critici dovuti a lavori di manutenzione, etc). Sarà avviata la una sperimentazione per connettere in modalità 5G tutta la rete autostradale e verranno introdotti sistemi di segnaletica dinamica e tecnologie di comunicazione “smart lighting” (adattabile alle situazioni di traffico o al meteo) in prossimità di svincoli, gallerie, aree di sosta e di servizio.

Pensioni, cosa succede dopo il 2021

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Le prospettive per le pensioni dopo il 2021 sono incerte e molte misure adottate oggi potrebbero venir meno alla fine del prossimo anno. Quota 100, confermata fino al 31 dicembre 2021, potrebbe essere rivista, ricorda money.it. Anche Opzione donna e Ape sociale potrebbero non vedere la luce dopo il 2020. A causa del futuro incerto delle norme pensionistiche molti lavoratori che oggi hanno raggiunto i requisiti per la pensione anticipata potrebbero decidere di approfittarne.

Per andare in pensione oggi esistono diverse possibilità a partire da Quota 100, alla quale accede chi ha 62 anni di età e 35 anni di contributi oppure Opzione donna, per le lavoratrici dipendenti di 58 anni (59 le autonome) con 35 anni di contributi.

La pensione anticipata Quota 41 richiede solo requisiti contributivi: 42 anni e 10 mesi per i lavoratori e 41 anni e 10 mesi per le lavoratrici. Molti lavoratori usurati invece possono accedere alla pensione anticipata se hanno accumulato 35 anni di contributi e raggiunto i 61 anni e 7 mesi di età estendibili fino a 64 anni e 7 mesi.

Diversa è la situazione dei lavoratori precoci entrati nel mercato del lavoro prima dei 19 anni, che nel 2020 possono andare in pensione prima dei 60 anni se hanno versato contributi per 41 anni.

Esiste anche Ape sociale, il trattamento assistenziale che permette a determinate categorie di lavoratori di congedarsi a 63 anni con 30 (o 36) anni di contributi, uno scivolo fino alla pensione di vecchiaia.

Queste misure per la pensione anticipata prevedono una finestra di uscita, ovvero il tempo tra il raggiungimento dei requisiti e la decorrenza della pensione stessa. Per Quota 100 la finestra è di 6 mesi per i dipendenti pubblici e di 3 per i privati. Di 3 mesi è anche la finestra di uscita per Quota 41 e per i lavoratori precoci. Per le lavoratrici di Opzione donna la finestra è di 12 mesi (18 per le autonome) e così avranno la pensione nel 2021. Nella finestra di uscita si può però continuare a lavorare e a versare contributi per l’assegno finale.

Mise riavvia trattativa Whirlpool il 29/1, sindacati ’soluzione o scontro’

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Ripartirà mercoledì 29 gennaio prossimo il tavolo Whirlpool sulla possibile cessione del sito di Napoli. Il Mise, al termine di una settimana di pressing sindacale e di una giornata di protesta allo stabilimento di via Argine nel capoluogo partenopeo, ha convocato per quella data, al ministero di via Molise, Fim Fiom Uilm Ugl, i vertici di Whirlpool Italia e la Regione Campania per riprendere il filo interrotto della trattativa sospesa lo scorso 30 ottobre, al termine di un durissimo braccio di ferro tra governo-sindacati e la multinazionale americana che annunciò il ritiro della procedura di trasferimento del ramo d’azienda e lo stop al licenziamento di 420 dipendenti.

Una scelta dettata, avevano scritto 3 mesi fa i vertici di Whirlpool Emea, dalla volontà di "ristabilire un clima costruttivo" per una soluzione "condivisa" a fronte, sottolineavano ancora, di una "situazione di mercato che rende insostenibile il sito e che necessita di una soluzione a lungo termine". Una situazione dunque che lasciava presagire il riavvio della discussione a breve, confortata da una road ministeriale che aveva indicato la necessità di una serie di incontri ad hoc e un nuovo round politico fissato per il 20 gennaio prossimo. Ma così non è stato. Solo un giro di tavolo tecnico tra Mise e Whirlpool il 4 dicembre scorso, in piena bagarre sull’ex Ilva di ArcelorMittal, per chiedere una nuova relazione sulle prospettive del sito napoletano, poi il silenzio. Da qui l’allerta dei sindacati ma anche della stessa azienda.

E alla convocazione arrivata oggi per il 29 gennaio i sindacati hanno risposto duramente: "il Governo porti al tavolo una proposta concreta e risolutiva. Sarebbe gravissimo se da parte del Governo ricevessimo ancora una volta generiche parole di solidarietà, senza azioni davvero capaci di supportarle", hanno messo nero su bianco in una nota unitaria Fim Fiom e Uilm per le quali "Whirlpool non può chiudere Napoli disimpegnandosi dall’Italia perché violerebbe un accordo sottoscritto non solo con il sindacato ma anche con le Istituzioni, un vero dramma non solo per i dipendenti ma per tutto il Paese".

Ma è la Fiom a spingere sull’acceleratore della protesta. Se il 29 gennaio prossimo al Mise "non si troverà una soluzione condivisa per il rilancio del sito di Napoli si aprirà uno scontro a tutto campo che investirà l’intero gruppo Whirlpool in Italia fino al punto di trasformare una vertenza sindacale in questione di ordine pubblico", ammonisce Rosario Rappa, segretario generale Fiom-Cgil Napoli. Per il sindacato infatti, l’unica soluzione possibile "è il mantenimento della produzione di lavatrici di alta gamma inserendo nuovi modelli che possano raggiungere l’obiettivo della saturazione produttiva", spiega.

Intanto il clima a Napoli è già caldo. Stamattina un corteo di lavoratori della Whirlpool di via Argine è uscito dallo stabilimento e si è diretto verso il raccordo autostradale per la A3, bloccandolo per alcuni minuti per poi fare ritorno in fabbrica. "Si torna a far crescere la tensione su una vertenza lontana dalla conclusione, con lo spettro della cassa integrazione e nessuna volontà di garantire un futuro al sito di Napoli", aveva spiegato il delegato Uilm Vincenzo Accurso, uno degli oltre 400 lavoratori del sito napoletano. "Non vogliamo assistenzialismo, vogliamo il rispetto degli accordi ministeriali, il rispetto degli italiani e del lavoro. Basta depredare il territorio, garantiamo futuro e lavoro a chi il lavoro lo vuole fare e lo sa fare anche bene", conclude.

Maternità, allo studio congedo di 6 mesi

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Allo studio del governo la possibilità di estendere un unico congedo familiare della durata di sei mesi con l’80% del tempo riservato alle madri e il restante 20% riservato ai padri. La prossima settimana al ministero del Lavoro si insedierà un gruppo di esperti con l’obiettivo di studiare una serie di proposte tra cui quella che riguarderà la possibilità di estendere il congedo famigliare. Attualmente sono previsti 5 mesi obbligatori per la madre mentre da qualche anno è stato introdotto il congedo obbligatorio per il padre che nel 2020, con la Legge di Bilancio, è salito da 5 a 7 giorni, più un giorno facoltativo che però può essere preso solo in sostituzione della madre.

"Se sono sempre le donne a dover conciliare lavoro e cura non cambierà mai nulla. E invece bisogna passare dalle politiche di conciliazione a quelle di condivisione, sottolinea in un post su Facebook, la sottosegretaria al Lavoro e Welfare, Francesca Puglisi.

Redazione

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