Alimentazione ed Energia

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Cosa hanno a che fare le tecniche di crescita personale tra cui il metodo IWAY.LIFE con l’alimentazione? Molto, perchè l’alimentazione è una delle vie attraverso cui possiamo disporre di maggiore o minore energia nel corpo e l’energia è fondamentale perchè l’Io possa comunicare efficacemente con le menti inconsce, per cambiare le loro credenze limitanti. Qualsiasi percorso di crescita richiede che l’Io sia sveglio e diventi maestro delle coscienze inferiori. Sappiamo che il Sè Istintivo ci governa per circa il 95% del tempo. Se non riusciamo ad essere svegli per più del 5% è perchè abbiamo poca energia a disposizione e la poca disponibile viene assorbita dal Sè istintivo e dal Sé mentale per il continuo lavorio mentale e per gestire emotivamente le ansie, i rancori, le paure, i bisogni.

Si parla molto di alimentazione e tutti hanno la loro ricetta, tuttavia è importante sottolineare alcuni aspetti che rappresentano un punto fermo sull’importanza dell’alimentazione nella salute del corpo. Il cibo è essenziale alla vita, ma troppo cibo è dannoso alla vita stessa. Un’alimentazione abbondante e ricca di grassi e proteine appesantisce il corpo e lo priva per molto tempo di energia. La digestione e l’assimilazione del cibo sono un’attività fondamentale del nostro corpo. Tale attività richiede energia e quando mangiamo troppo molta energia viene sottratta alle altre attività per essere dirottata sulla digestione. Qualcuno ha detto che bisognerebbe alzarsi da tavola con ancora un poco di appetito. Forse è esagerato, sicuramente ritengo che bisognerebbe alzarsi da tavola sentendosi bene. Il guaio è che il nostro corpo accetta e si abitua a tutto La prima volta che assaggiamo una bevanda alcolica, ad esempio, ci sentiamo contrarre le viscere per reazione. Ma non ci facciamo caso. È troppo importante sentirci grandi e così riproviamo finché sentiamo che l’alcool diventa un piacere. È troppo forte il desiderio ed il bisogno di imitare gli amici più grandi, i nostri modelli di comportamento. E dopo qualche bicchiere il corpo si arrende, non ci trasmette più segnali di pericolo, o forse noi non siamo più in grado di comprenderli. L’alcool poi ha un grande potere disinibitore, ci sentiamo più forti, più audaci, ci sentiamo in grado di affrontare qualsiasi cosa. Non solo, ci fa sentire meno il dolore, la solitudine, la tristezza. E questa è la cosa più terribile, anziché accettare ciò che siamo, anziché trovare il coraggio di guardarci dentro ed affrontare le cose che ci fanno stare male, preferiamo annegare tutto in un bicchiere.

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Sono quasi vegetariano da quando avevo poco più di 20 anni. Dico quasi perché non amo le rigidità, mai. Se sono invitato a cena e mi offrono della carne non faccio fatica a mangiarne un poco. A volte mi capita di trovare dei patti di carne o pesce che mi prendono particolarmente per la gola. Capita assai raramente, ma se capita non mi faccio certo problemi a mangiarne. Ciò che ritengo importante è che ciascuno deve sentirsi libero di seguire l’alimentazione che più gli aggrada. Soprattutto non condivido le scelte autoritarie e rigide. Penso che se sentiamo il desiderio di mangiare carne è giusto seguire questo desiderio. Tutto ciò che viene imposto con l’autorità porta ad una rimozione forzata del desiderio e come sappiamo, tutto ciò che è rimosso tende a venire alla luce in modo incontrollato e dannoso. Meglio una presa di coscienza sulla scelta che si vuole seguire attendendo poi che il corpo lasci andare la vecchia abitudine ed accetti la nuova direzione alimentare che si vuole seguire. Un discorso a parte andrebbe fatto per i dolci. Chi non ama un buon tiramisù casalingo, o una torta di mele fatta dalla nonna. Chi può rinunciare ad una millefoglie con una crema pasticcera appena fatta con ingredienti freschi? Come per ogni cosa, l’importante è non esagerare. Ricordo all’università un bellissimo seminario di psicobiologia tenuto da un luminare sul tema, il francese Henri Laborit. Spiegava in modo estremamente chiaro come carenze affettive, ansia e depressione facciano insorgere il desiderio di assumere zuccheri e come l’assunzione di zuccheri portava a sua volta, dopo un breve momento di appagamento, a sentirsi ancora più depressi e a desiderare altri zuccheri. Un cane che si morde la coda. Scientificamente funziona così: Quando lo stress perdura, l’organismo cerca di adattarsi, avviando una iper produzione di adrenalina, un ormone che ha la funzione di tenere i sensi all’erta. L’adrenalina a sua volta stimola la produzione di insulina, che fa aumentare il desiderio di cibo. Il risultato è che si tende a mangiare di più e in modo scorretto, privilegiando i dolci e gli alimenti più appetitosi. Questi cibi stimolano la produzione di endorfine, in grado di regalare una sensazione di benessere: nasce così un circolo vizioso e si scelgono i cibi che danno più piacere, cioè i più calorici.

Antonio Origgi

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