A cosa serve tutto il nostro agire?

A_cosa_serve_tutto_il_nostro_agire.jpg

Questa mattina riflettevo sul fatto che il nostro agire, il nostro continuare a correre e a pensare, in realtà serve a ben poco, se non a nulla.Non fraintendetemi, leggendo ciò che ho appena scritto col mentale, emerge subito la risposta: ma come, con tutte le cose che ho da fare, come potrebbe funzionare la mia attività se non facessi nulla, come potrei produrre? Come farei a fare questo e quell’altro?Nonostante siamo identificati per il 95-99% del tempo col Sé mentale o col Sé istintivo (le coscienze “inferiori” di cui tratto nel libro “Le 3 Menti Inconsce”), in realtà ciò che siamo è ben altro. La nostra coscienza è sveglia quando ci facciamo domande sul chi siamo, quando osserviamo i nostri pensieri e, magari, vorremmo fermarli, quando subiamo emozioni che ci sovrastano e che non vorremmo vivere. La nostra identità è un’identità spirituale, l’osservatore, che fatica a rimanere sveglio, immerso com’è nella densità della materia.È l’osservatore che riflette sul fatto che il nostro agire, il nostro continuare a correre e a pensare, in realtà serve a ben poco, se non a nulla. E’ vero, se fossimo coscienti del nostro vivere, di ciò che è veramente importante, se fossimo "svegli", faremmo un decimo delle cose che facciamo normalmente, quando la nostra coscienza "dorme". Perchè?Chi mi conosce sa che evito di parlare o scrivere di ciò che non possiamo immediatamente sperimentare, ma è importante riflettere sulla nostra identità e sul nostro vivere, è importante anche porsi delle domande, a cui dobbiamo però cercare di dare una risposta.

Ci sono diverse teorie in merito al perchè siamo spinti ad agire dalle coscienze "inferiori", la prima sostiene che è solo grazie alla spinta dei desideri, dei bisogni e delle pulsioni che andiamo incontro alle lezioni che la Vita (o la nostra Anima) ci chiede di vivere, una seconda, a prima vista decisamente meno razionale, sostiene che noi siamo cibo per esseri sottili. Ci sono maestri spirituali che hanno affermato che angeli e demoni si nutrono delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti. Così come i vegetali si nutrono dei minerali, gli animali si nutrono dei vegetali, ogni essere vivente è in qualche misura nutrimento per un livello di coscienza superiore. Secondo tali teorie quindi saremmo spinti ad agire proprio per creare quel nutrimento (emozioni e sentimenti) di cui quegli esseri sottili, angeli e demoni, per citare ciò che rientra nel nostro conosciuto, hanno bisogno. Fosse davvero così, non ci sarebbe tanto da ridere e da essere fieri di ciò che siamo. Sarebbe come se la Terra fosse un grande allevamento e noi animali nei recinti.

cms_5507/2.jpg

Qualcuno potrebbe sostenere che siamo così e viviamo così semplicemente perchè siamo esseri umani. Un’affermazione del genere equivarrebbe però a negare l’ovvio, ovvero negare la presenza in noi della coscienza più elevata, l’Io, l’osservatore che dorme per il 95-99% del tempo. Se fossimo semplicemente esseri umani, mammiferi come le scimmie, i cavalli o i leoni, non avremmo l’Io, quella coscienza che quando si sveglia è in grado di osservarsi e, spesso, soffre per essere vittima delle spinte pulsionali o dei pensieri che non riesce a controllare. Saremmo animali che non si pongono domande e vivono la loro vita cercando di ottenere il meglio, come tutti gli altri mammiferi che popolano questo pianeta. Avremmo automobili, palazzi e computer, ma non esisterebbero la religione, le scienze occulte e la filosofia, così come non esisterebbe la musica, la poesia, la pittura e qualsiasi forma di arte.

Perché siamo spinti ad agire continuamente? La risposta a tali domande può arrivare solo col risveglio della coscienza dell’Io, non certo leggendo libri. Occorre la pratica, occorre diventare maestri di noi stessi, comprendere quali parti di noi ci spingono ad agire, perché lo fanno e come placare queste tensioni. E non sarà una risposta mentale, bensì una presa di coscienza, un’apertura della coscienza che amplia il suo campo del conosciuto. Solo così, solo nel silenzio delle emozioni e della mente scopriremo la risposta. In entrambi i casi, sia che dobbiamo affrontare le nostre lezioni e sia perché dobbiamo nutrire altre forme di coscienza, è importante intraprendere un percorso di integrazione personale e divenire maestri di noi stessi. Solo in questo modo potremo interrompere questo circolo vizioso e, nel frattempo, imparare più facilmente e/o nutrire con sentimenti d’amore solo gli spiriti più elevati.

Antonio Origgi

Tags:

Lascia un commento



Autorizzo il trattamento dei miei dati come indicato nell'informativa privacy.
NB: I commenti vengono approvati dalla redazione e in seguito pubblicati sul giornale, la tua email non verrà pubblicata.

International Web Post

Direttore responsabile: Attilio miani
Condirettore: Federica Marocchino
Condirettore: Antonina Giordano
Editore: Azzurro Image & Communication Srls - P.iva: 07470520722

Testata registrata presso il Tribunale di Bari al Nrº 17 del Registro della Stampa in data 30 Settembre 2013

info@internationalwebpost.org
Privacy Policy

Collabora con noi

Scrivi alla redazione per unirti ad un team internazionale di persone dinamiche ed appassionate!

Le collaborazioni con l’International Web Post sono a titolo gratuito, salvo articoli, contributi e studi commissionati dal Direttore responsabile sulla base di apposito incarico scritto secondo modalità e termini stabiliti dallo stesso.


Seguici sui social

Newsletter

Lascia la tua email per essere sempre aggiornato sui nostri contenuti!

Iscriviti al canale Telegram