ARRINGA

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Incaricato di una “difesa di ufficio” per chi non ne ha bisogno, ricordando una storiella napoletana in cui a un solachianieglio (ciabattino) viene chiesto di fare il progetto di un palazzo, ho detto “Pruammece” (proviamoci). Vorrei parlare di un argomento attualissimo: la violenza contro le donne.

Proprio adesso mi colpisce un sottotitolo del teledisgraziere delle ore 20.00: “A Milano un uomo accoltella moglie e suocera. Poi tenta il suicidio. Donne gravissime”. Poi prosegue come una macchina ben gommata, che non risente delle “ordinarie” buche stradali, indifferente a bouquet e foto-ricordo di persone che hanno lasciato la vita improvvisamente sull’asfalto.

Immagino l’immediato tamtam del Web.

Quanti quotidiani ne parleranno domani? Speriamo che non si organizzino tavole rotonde, ovali, quadrate e rettangolari convogliando il tutto nei gossip di moda su teleschermi nostrani. La banalizzazione del misfatto e l’effetto imitazione continueranno ad essere inevitabili e deleteri. Facile prevedere che accadrà di nuovo. Perché non lasciare alla Magistratura il compito di giudicare e sanzionare comportamenti inaccettabili?

Breve considerazione: molti anni fa un adolescente si suicidò. I giornali dell’epoca riportarono la notizia con ricchezza di particolari. Nel giro di pochi mesi più di una dozzina di ragazzi imitò il gesto del loro coetaneo con le stesse modalità, preferendo le ubertose praterie celesti alla squallida periferia terrestre. Si decise di non riportare più notizie del genere e il fenomeno rientrò. Chi ha orecchie da intendere, intenda.

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Torniamo al tema della violenza contro le donne. Facciamolo tra il semiserio e faceto, con un trasformatore che riduca la tensione, in modo da salvare chi tocca i fili anche se ha una scossa. Più che psicologi, sociologi e antropologi, Deucalione, Pirra, Noè e Madrigna Natura, vogliamo tirare dal periodo ipotetico passato, il Creatore della Bibbia (tenendo debitamente presente i fatti simbolici). Piaccia o no, la Donna è stata “l’ultima sua opera”. Costata immense fatiche, tanto che da allora (il settimo “giorno”), Lui continua a riposare e non si riprende dallo stress.

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Adamo, pidocchioso, ci ha rimesso appena una costola, ma ha potuto finalmente gridare Eureka!!! non per il dolore (era anestetizzato), ma per il piacere di vederla – quella Eva unica e misteriosa. Esultava per la prima volta nella sua monotona vita “paradisiaca?”! Fu lui –Adamo- a brevettare non solo il maschilismo, ma anche l’Amore a prima vista e la festa di addio al celibato. Però allora non c’era il Covid 19. Comunque, finalmente aveva una fidanzata, compagna, camerata o moglie che dir si voglia. Per giunta DOC (a denominazione di origine controllata e garantita). Non si scelsero liberamente, d’accordo, ma il matrimonio combinato (dai genitori), ancora oggi, presso i Giapponesi pare più stagno rispetto a quello basato sull’incontro casuale delle anime e degli animi gemellatisi e/o incrociatisi per via del vento.

Certo, Adamo non aveva alternative ma neanche concorrenti. Oranghi, scimmie e macachi mancavano assolutamente di sex appeal. Onestamente Eva non aveva paragoni; facile sentirla come cuore del suo cuore, carne della sua carne. Più tardi bile della sua bile. Per via del serpente. “Ave, Eva, morituri te salutant” fu la maledizione ancestrale all’Urbi e all’Orbi con cui fu creata all’istante… sora nostra morte corporale.

Nella scuola peripatetica dell’epoca si metteva in programma, accanto al concetto d’infinito e della riproduzione virale, pardon esponenziale, quello dei limiti. Non ci si poteva clonare all’infinito, appunto. Ricapitolando, la stupenda bella copia di sé fu, per Adamo (e i suoi partigiani), una brutta fregatura. Fatti suoi (loro). A noi che c’interessa? Le stampanti esauriscono le cartucce e la decrescita costringerà altre specie a prendere il nostro posto come il “coppa-coppa della Creazione. Tutto programmato, forse. Del resto, ben sappiamo che si fa prima la brutta copia e poi la bella, ergo, così è anche se non vi piace…

cms_20306/4.jpg“Ma la Donna ha, mediamente, un cervello più piccolo di quello dell’Uomo” osserva qualcuno… Obiezione respinta. Una cosa è la massa e un’altra è la qualità e la “tessitura” della stessa. Altrimenti balene ed elefanti, antenati di Hitler, da un pezzo dominerebbero “uber alles”. Adattando l’analogia al comprendonio dell’homo technologicus, non è forse vero che il “piccolo” bel cellulare di oggi è capace di fare molto, molto di più di un mastodontico computer del passato? (= brutta copia dei neo portentosi tuttofare attuali?).

“Però gli inventori, gli artisti, i ricercatori… “.

Obiezione respinta. L’unica persona che ha ricevuto ben due premi Nobel è una donna certificata, moglie, madre e scienziata: Ma.me Curie, per chi non lo sapesse. Ergo…

Uffa! Almeno il coraggio si deve riconoscere, è un tratto distintivo della psiche maschile.

Nein. Ricordiamo quello spaccone di Oleferne, decapitato da Giuditta (presentatasi a lui da pacifista disarmata), mentre i coraggiosissimi suoi concittadini dell’epoca se la facevano sotto per la paura…

In ultimo, si potrebbe tirare in argomento anche la Madonna (che mi perdoni), ché, se l’amassimo davvero come Madre e la rispettassimo almeno come estranea, non smetteremmo - noi (maschilisti e/o femministe devoti della raccomandazione) di insultarla con la seconda parte dell’Ave: “Prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte”.PoveraMamma! Emeno male che sta in Paradiso! Mai un nanosecondo di riposo. Sempre a pregare per le cape toste ostinatissime di peccatrici e peccatori ricchi (i poveri hanno almeno qualche scusante). Neppure un robot avrebbe ‘sta resistenza! Ma perché non preghiamo come il cuore ci detta? E perché, e perché, e perché… Si potrebbe continuare. Buonsenso, leggi chiare, psiche rinnovata. Nessuno è padrone di nessuno. Omnia vincit Amor e tutto perde Roma (il contrario di Amor).

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Mettiamo fine ai sofismi, a questo dualismo deleterio che vedono l’Uomo e la Donna in contrapposizione. Una canzone del trapassato remoto dice che se “tutte le Donne fossero sulla Luna”… gli Uomini si farebbero tutti… Armstrong. Non è meglio considerare Donna e Uomo cooperanti, addetti al “servizio del Creatore” (o della comune Madre Natura) alla pari? Papa Francesco sostiene che la Donna incarna la Tenerezza. La storia umana (con le innumerevoli guerre) gli dà ragione: l’Uomo (che nonostante tutto è sempre partorito da una Donna, ma sempre più allevato da una cooperativa (asilo nido, ecc.), appare più incline alla Durezza. Per gareggiare con loro, le Amazzoni pare che si mutilassero onde tendere meglio l’arco e scagliare frecciate all’indirizzo del soverchiatore.

So di un “Medico crocifisso” che propose una cura ricostituente valida per tutti e per ogni tempo, quella dell’Amore. “Però il serpentaccio con la mela… “. “Mezza mela - tanto per precisare. E magari ne avessero mangiato un bel cestone! Avremmo capito meglio la differenza tra il Bene e il Male. Invece così, tutto a metà. Il dubbio amletico ha lontane fondamenta… È sempre colpa del “serpente” di turno… Senti la sua… sibilante sgarrupativa: “se”. Se gli educatori, i genitori, i politici, gli amministratori, gli imprenditori, i sindacati, i mass media, le singole persone (tu ed io = noi) si cooperasse anteponendo il Bene Comune a quello di parte non staremmo a perorare cause di sorta. Se ognuno si sforzasse di amare il prossimo come sé stesso (come Lui ha amato è improponibile) e vedesse nell’altro il fratello, la sorella, la madre, il figlio, la figlia… che bella famiglia sarebbe quella umana! Animali, Piante e Terra compresi. Elementare, no?

Antonio Villa

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