ARMENIA E AZERBAIJAN VERSO I COLLOQUI DI BRUXELLES DEL 15 DICEMBRE

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Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ritiene che i contatti tra i rappresentanti dell’Armenia e dell’Azerbaigian dovrebbero avvenire frequentemente per evitare crisi. Lo ha detto martedì durante una conferenza stampa online del 23 novembre scorso. "Sulla base della situazione attuale, credo che gli incontri tra i rappresentanti dell’Armenia e dell’Azerbaigian dovrebbero svolgersi frequentemente in modo da poter trovare vie d’uscita alle situazioni di crisi" ha affermato il premier armeno.
Ha sottolineato che i ministri della difesa dell’Armenia e dell’Azerbaigian hanno stabilito una comunicazione operativa tra loro per prevenire incidenti.

"Durante la comunicazione con il presidente dell’UE Charles Michel, è nata l’idea di creare un collegamento operativo tra i capi dei ministeri della Difesa armeno e azero, il cui scopo è prevenire scontri. La sola possibilità di creare un simile collegamento, a cui ho dato il mio consenso, aiuterà a stabilizzare la situazione nella regione. Questo non è mai accaduto prima. E oggi tale collegamento è già operativo" ha detto Pashinyan. Il Primo Ministro armeno ritiene inoltre che, nell’incontro del prossimo 15 dicembre a Bruxelles, le parti discuteranno il ritorno dei prigionieri di guerra armeni: "A Bruxelles discuteremo di questioni umanitarie, compreso il ritorno dei nostri prigionieri di guerra. C’è una forte tensione nella regione e dobbiamo sfruttare le opportunità per i negoziati e la soluzione dei problemi"

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L’Armenia chiede il ritorno di tutte le persone detenute dall’Azerbaigian. Yerevan ha ripetutamente sottolineato che l’ulteriore risoluzione della situazione nella regione è una questione di assoluta priorità. Baku afferma che tutti i cittadini armeni catturati durante le ostilità nella zona di conflitto intorno al Nagorno-Karabakh nell’autunno del 2020 sono stati restituiti e che sono detenuti solo "terroristi e sabotatori". Pashinyan ha ribattuto martedì che, dopo l’escalation delle tensioni al confine il 16 novembre di quest’anno, altri 32 militari che difendevano il territorio sovrano della Repubblica d’Armenia sono stati catturati dall’Azerbaigian e di questi alcuni giustiziati in stato di prigionia.
Il primo ministro ha affermato che il Karabakh e lo sblocco delle vie di trasporto non dovrebbero essere discussi nel formato "3+3". "I problemi discussi nei formati già creati non possono essere discussi nel formato 3 + 3. Ad esempio, esiste un formato di gruppo di Minsk per la soluzione del problema del Karabakh e non lo discuteremo in un formato diverso C’è un gruppo di lavoro sullo sblocco delle comunicazioni, quindi questo problema non dovrebbe essere discusso nel formato 3 + 3" ha detto.

Ha poi aggiunto che l’Armenia valuterà la possibilità di partecipare al formato "3 + 3", se ci sono domande e un ordine del giorno corrispondente per lui. In precedenza, Pashinyan aveva affermato che il formato "3 + 3" fosse interessante per Yerevan, come qualsiasi altro progetto regionale, nel caso in cui non implicasse la sostituzione di altri formati esistenti.

I leader dell’Azerbaigian e della Turchia, Ilham Aliyev e Recep Tayyip Erdogan, hanno già presentato un’iniziativa su un formato a sei per affrontare i problemi relativi all’Artsakh (Nagorno-Karabakh) che, a loro dire, sarebbe in grado di sbloccare la questione dei rapporti economici e di trasporto nel Transcaucaso centro meridionale. L’Iran ha accolto con favore questa idea, impegnandosi a promuovere iniziative per consolidare la pace nella regione. Secondo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, la parte russa sta lavorando con i colleghi dell’Armenia.

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Mercoledì 24 novembre il Primo Ministro della Georgia ha declinato definitivamente l’invito a partecipare ai colloqui nel formato "3 + 3", assai caro ad Azerbaijan, Russia e Turchia ma che taglia fuori in modo definitivo il gruppo di Minisk dell’OSCE, in particolare gli Stati Uniti e la Francia, che ne fanno parte insieme alla Russia. Ha inoltre aggiunto che la Georgia intende utilizzare la propria posizione esterna per fungere da ponte e intensificare il dialogo diretto tra le due nazioni in conflitto. Giovedì 25 novembre numerose proposte sulla conclusione del conflitto sono state avanzate per porre definitivamente fine alla guerra che si trascina ormai da trent’anni. Valentina Matvienko, Presidente del Consiglio Federale della Federazione Russa, ricordando che la Russia ha tutto l’interesse che la regione sia pacifica ha dichiarato: "La Russia ha offerto assistenza, visto che le mappe del periodo sovietico sono conservate solo da noi al Ministero della Difesa. Sono calibrati, precisi e definiscono i confini esatti tra Armenia e Azerbaigian. I negoziati possono essere condotti con fiducia sulla base di queste mappe e l’Armenia e l’Azerbaigian sostengono questo approccio [...] c’è comprensione e accordo, ma il processo sta procedendo lentamente. Per questo motivo continua una certa tensione".

Carlo Coppola

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