ANTONIO DI GENNARO, COMMENTATORE RAI: “SIAMO IN GUERRA”

L’EX AZZURRO SI SOFFERMA ANCHE SUL BARI E SULLA RIPRESA DEL CALCIO

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Noto nel panorama calcistico italiano, Antonio Di Gennaro è attualmente uno dei commentatori televisivi più apprezzati nel mondo del calcio. Cresciuto nelle giovanili della Fiorentina, il “Dige” vince uno storico scudetto con la squadra del Verona nella stagione 1984/1985. Quindi approda in Nazionale (14 presenze e 4 reti) e nel 1986 disputa, da titolare, i Campionati Mondiali del Messico. Qualche anno dopo l’ex azzurro raggiunge la promozione in Serie A con il Bari nel campionato 1988/1989. Nel 2014 intraprende la carriera di commentatore televisivo collaborando inizialmente con Sky Sport, poi con Mediaset Premium e infine, dal 2018, con la Rai per commentare le partite della Nazionale e della Champions League in chiaro.

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Di Gennaro partiamo dall’attualità. Avrebbe mai pensato di vivere una situazione così drammatica?

No. Siamo in guerra. Una guerra diversa da quella vissuta dai nostri padri e dai nostri nonni, ma pur sempre una battaglia con limitazioni nello stare insieme, nelle relazioni sociali. Per certi versi è preoccupante, dall’altro, invece, l’isolamento potrebbe essere l’occasione per rivalutare la famiglia e per riflettere su quello che potremmo essere dopo… chissà, un po’ migliori, più uniti. Non è retorica, almeno da parte mia. Questo periodo ci deve far riflettere.

Come sta vivendo questo periodo di riposo forzato?

Sto vivendo a casa, come penso e mi auguro tutti quelli che dovrebbero attenersi alle disposizioni del Governo, cercando di riflettere e di pregare. E poi penso a tutti quelli che si stanno prodigando per gli altri, alle forze dell’ordine, alla comunità scientifica e a tutte le autorità che ci stanno dando una mano.

La preoccupa qualcosa in particolare?

Beh, mi preoccupa un po’ tutto. È un periodo diverso non soltanto per me, ma per tutti, per chi gioca a calcio, per chi svolge il proprio lavoro in genere. Un momento particolare, difficile, preoccupante e inatteso. Facciamo la corsa all’innovazione, alla tecnologia e poi un virus invisibile blocca il mondo …

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Ed in effetti ha bloccato anche il calcio, una cosa impensabile fino a ieri. Con una pausa così lunga potremmo parlare di nuovi campionati alla ripresa?

Penso di sì. La pausa potrebbe far bene a quelle squadre che stavano in sofferenza e viceversa, così come agevolerà il recupero degli infortunati. Anche giocare a porte chiuse non è come giocare con i tifosi. Inoltre, con tutto quello che sta accadendo, non sarà facile giocare per i calciatori da un punto di vista mentale e psicologico. La testa agisce sulle gambe e sui muscoli. Quindi, penso che cambierà tanto.

Cambierà qualcosa anche per l‘allenamento?

In attesa di tornare nuovamente in campo, i calciatori dovranno cercare di farsi trovare pronti per la ripresa. Sono sicuro che i preparatori atletici avranno studiato programmi individuali per l’allenamento a casa degli atleti. Più o meno ciò che accade quando si va in vacanza. Solo che in questo caso bisognerà attrezzarsi per farlo al chiuso di una casa. Sicuramente alla ripresa ci sarà una mini preparazione per tutte le squadre di calcio e per tutti i campionati, dalla A alla Lega Pro, per finire ai dilettanti.

A proposito di Lega Pro e del Bari, come ha visto la squadra di Vivarini?

Con Vivarini la squadra gioca bene, almeno per un’ora, ma deve chiudere le gare altrimenti si rischia di pareggiare, come è accaduto più volte. Deve tirare fuori la qualità dei singoli e la personalità soprattutto quando gli avversari aumentano i ritmi di gioco. Il Bari è proprio lì che deve migliorare.

Si riferisce ai tanti pareggi ottenuti soprattutto in trasferta?

Proprio così. Il punto preso a Reggio Calabria, in realtà, è stato d’oro ed è servito tanto, ma gli altri pareggi esterni valgono quasi come una sconfitta, soprattutto quando devi recuperare punti. E tutti questi pareggi hanno dimostrato che se il Bari vuole lottare per vincere deve avere, ripeto, più personalità e più forza.

Ammesso che si riprenda a giocare, secondo lei si possono ancora recuperare punti sulla Reggina?

Dopo il pareggio di Reggio ero molto più fiducioso, ma ora penso sia difficile recuperare punti anche perché nel girone di ritorno il Bari non ha saputo approfittare del calo della capolista. Inizialmente avevo addirittura pronosticato la vittoria del Bari senza play-off perché la ritengo - ancor più dopo il mercato di gennaio - una delle squadre più forti del campionato. Poi si è inserita molto bene la Reggina che ha avuto anche un po’ di fortuna. Ma ai play off siamo i favoriti, non c’è dubbio … sempre che si facciano.

Vuole chiudere con un pensiero particolare?

Beh, ritornando all’emergenza coronavirus, spero che si possa tornare alla normalità quanto prima e con il giusto entusiasmo, ma dobbiamo dare una mano ai medici, infermieri e a tutti quelli che si stanno occupando di noi rispettando le regole, altrimenti ci vorrà molto più tempo per venirne fuori. Ma sono convinto che non sarà più come prima, questo è sicuro.

(Foto da it.wikipedia.org e da derbyderbyderby.it – si ringrazia)

Rino Lorusso

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