ANNULLATA LA DECISIONE DI BRUXELLES DEL 2016

Tribunale UE: illegittimo il pagamento di 13 miliardi di imposte da parte di Apple e Irlanda

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Ribaltone. Anzi, se fosse una partita di calcio, il tabellone reciterebbe così: Apple e Irlanda – 1, Commissione Europea – 0. La decisione di Bruxelles del 2016, che aveva condannato l’azienda di Tim Cook al pagamento di 13 miliardi di imposte arretrate, è stata annullata. L’indennizzo era destinato alle casse del Fisco di Dublino, secondo un accordo siglato con il governo irlandese. Il cosiddetto tax ruling va a favore del colosso americano in quanto la Commissione Europea non è riuscita a dimostrare l’esistenza di un vantaggio anticoncorrenziale.

Secondo il Tribunale “la Commissione Europea ha sbagliato a dichiarare che la Apple ha avuto un vantaggio selettivo e quindi, per estensione, un aiuto di Stato”, aggiungendo che “Bruxelles ha concluso erroneamente che le autorità fiscali irlandesi hanno dato ad Apple questo effettivo vantaggio, e la Commissione Europea avrebbe dovuto dimostrare che il reddito rappresentava il valore delle attività realmente portate avanti dalle filiali irlandesi”.

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Breve cronistoria: la prima indagine risale addirittura al 2013, e riguarda il trattamento fiscale di cui la Apple aveva beneficiato dal 1991 al 2015 – nonostante, a dirla tutta, la competenza della Commissione Europea sia relativa soltanto al decennio 2003-2013. Erano i numeri a non quadrare: in Irlanda l’imposizione fiscale è del 12.5%, ma i pagamenti partivano dall’1% del 2003 per scendere allo 0.5% del 2011 e allo 0.005% del 2014. Ciò è avvenuto poiché le aziende collegate ad Apple avrebbero concordato con il governo di Dublino un complicato meccanismo finanziario.

Non solo: la Apple aveva creato ben due società di diritto irlandese, corrispondenti alle nostre società per azioni. Sia la Apple Sales International che la Apple Operations Europe sono detentrici dei diritti di uso della proprietà intellettuale della Apple stessa, e possono fabbricare e vendere prodotti con quel marchio fuori dagli Stati Uniti. Qual è il collegamento con l’Irlanda, allora? Semplice: le vendite effettuate in Europa venivano registrate sull’isola, ma solo una parte era effettivamente tassata.

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Questo il commento del ministro delle Finanze irlandese: “Accogliamo la sentenza della Corte che annulla la decisione della Commissione Europea, noi avevamo sempre detto con chiarezza che non c’era stato alcun trattamento speciale alle due società della Apple alle quali era stato addebitato il corretto ammontare di imposte in linea con le regole fiscali irlandesi”. Inoltre, sempre secondo il Tribunale, “la Commissione avrebbe dovuto dimostrare che il reddito rappresentava il valore delle attività realmente portate avanti dalle filiali irlandesi”.

Francesco Bulzis

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