ANCORA UN CASO DI VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO

Questa volta è accaduto a Savona, abusano della sorella di un amico; ma quali sono le reali dinamiche di uno stupro?

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Sono state emesse due misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emanate dall’autorità giudiziaria di Savona, a carico di due ragazzi ventenni con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. Secondo la ricostruzione dell’accaduto, i due ragazzi in questioni avrebbero abusato della sorella di un loro amico, durante una festa di compleanno in un appartamento di amici. La ragazza che ha subito violenza, da poco maggiorenne, è stata violentata dai due ragazzi, i quali l’hanno stordita proponendole alcolici, prima di abusare sessualmente di lei. Sembra che i ragazzi non abbiano denunce precedenti per violenze sessuali. Ad ogni modo, le indagini sono in corso e a seguirle è il pubblico ministero Maddalena Saba. Quando si parla di violenza sessuale sulle donne, si intende ogni atto di potere e di dominio maschile sul genere femminile che manifesta forme di mantenimento del controllo attraverso il coinvolgimento sessuale della donna senza un suo esplicito consenso: viene considerata violenza sessuale sia la pronuncia di insulti o umiliazioni non consensuali durante un rapporto, sia la costrizione ad assistere ad atti sessuali, sia uno stupro.

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A partire dalla fine degli anni Sessanta, il pensiero femminista ha sradicato dalla credenza comune che lo stupro, i maltrattamenti sessuali e le percosse sulle donne fossero un problema da risolvere privatamente, sostenendo che la violenza sessuale è una forma di manifestazione del rapporto asimmetrico di potere tra generi, e non un reato contro la moralità pubblica e il buon costume come sancito nel Codice Rocco del 1930. Nel Codice Rocco, entrato in vigore il primo luglio del 1931, mentre si afferma che la violenza sessuale non sia un reato contro la persona, viene dimostrato come sia più importante tutelare la pubblica moralità e non garantire la libertà della donna. Oggi In ambito legislativo, la violenza sessuale di gruppo è il delitto commesso da chiunque partecipi con più persone ad atti di violenza sessuale di cui all’art. 609 bis c.p. presente nella sezione dei delitti contro la persona e la libertà individuale.

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Trova la sua disciplina nell’art. 609 octies c.p., che così sancisce: “La violenza sessuale di gruppo consiste nella partecipazione, da parte di più persone riunite, ad atti di violenza sessuale di cui all’art. 609 bis. Chiunque commette atti di violenza sessuale di gruppo è punito con la reclusione da otto a quattordici anni. Si applicano le circostanze aggravanti previste dall’art. 609 ter. La pena è diminuita per il partecipante la cui opera abbia avuto minima importanza nella preparazione o nella esecuzione del reato. La pena è altresì diminuita per chi sia stato determinato a commettere il reato quando concorrono le condizioni stabilite dai numeri 3) e 4) del primo comma e dal terzo comma dell’art.112” (cfr. art. 609 octies c.p., introdotto dalla L. 15 febbraio 1966, n. 66). La violenza sessuale sulle donne non è un affare privato, per questo dobbiamo tutte e tutti insieme affrontarla e prevenirla.

Nicòl De Giosa

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