AMMINISTRATIVE 2021,INCOGNITA BALLOTTAGGI

Sull’alleanza Pd-M5S pesa il nodo Raggi - Salvini: "Paghiamo ritardi e divisioni" - Meloni: "Sfido Letta, sì Draghi al Quirinale se elezioni subito"

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cms_23395/conte-raggi-letta-900x600.jpgSull’alleanza Pd-M5S pesa il nodo Raggi

Alle elezioni amministrative 2021 la coalizione funziona, in squadra col Pd e gli altri protagonisti dell’alleanza progressista si vince. Lepore a Bologna e Manfredi a Napoli ne sono la prova. In una giornata che molti descrivono come una ’Caporetto’ per il M5S - con la perdita di Torino, mentre a Roma il ballottaggio sembra sfuggire di mano - l’unica certezza che filtra dai vertici del Movimento è che la squadra, quando si muove insieme, centra il risultato. Senza passare dai ballottaggi. Ma è proprio sulle sfide al voto da qui a due settimane che rischia di franare il Movimento 5 Stelle. Perché se è vero che Conte ha detto a caldo che i voti dei cittadini "non sono pacchi postali" da spostare da un candidato all’altro, è pur vero che all’ex premier piacerebbe puntellare la coalizione, appoggiando i candidati dem al voto. A partire da quel Roberto Gualtieri con cui la sintonia era piena ai tempi di Palazzo Chigi, quando Conte governava il Paese e l’allora ministro dell’Economia cercava di far quadrare i conti.

Ma il primo scoglio da superare è proprio in Virginia Raggi, che di alleanze con i dem non ha mai voluto sentire parlare. Del resto, il primo commento post voto della sindaca uscente non lascia adito a dubbi: "Sottolineo che a Roma sono l’unica che tiene testa alle corazzate di centrodestra e centrosinistra". Nemici entrambi, senza alcuna distinzione di sorta. In guerra con Michetti, dunque, come con Gualtieri e Calenda. Interprete del grillismo della prima ora, forse, anche se lo stesso Beppe Grillo dell’alleanza con i dem, da anni ormai, ha fatto un punto fermo, rinnegando le convinzioni degli albori.

Nel Movimento, intanto, si iniziano a fare i conti: "E’ inutile nasconderlo: sul futuro della coalizione con il Pd - ragiona un deputato - influirà anche la nostra posizione sui ballottaggi". Anche se nei gruppi parlamentari c’è chi avanza dubbi sulla convenienza della coalizione con i dem: "E’ un’alleanza sbilanciata - tuona un eletto lombardo in chat - loro sono Batman e noi Robin".

La prima apertura di peso all’ipotesi di un sostegno M5S a Gualtieri, nella Capitale, arriva da Roberta Lombardi, storica rivale di Raggi. "Aspettiamo i risultati finali. Ma vorrei sottolineare che in questi anni il M5S è maturato e non ha paura del confronto, con nessuno", risponde all’Adnkronos l’assessora alla Transizione ecologica nella Regione Lazio, componente della giunta giallorossa di Nicola Zingaretti. Il M5S appoggerà l’ex ministro dell’Economia? "La storia che stiamo facendo ci porta ad essere inclusivi e non pregiudizialmente oppositivi. Cambiamo anche il nostro linguaggio. La politica del territorio non è Risiko", apre Lombardi, rispondendo indirettamente alla sindaca uscente Virginia Raggi, la quale ha rivendicato il suo ruolo di argine alle "corazzate del centrodestra e del centrosinistra".

"I carrarmatini lasciamoli ai bambini ed ai nostalgici dei tetti. Prima i progetti per Roma, poi le persone per realizzarli", rimarca ancora Lombardi, "perché abbiamo il dovere morale di non disperdere il lavoro fatto in questi 5 anni". Il deputato romano Francesco Silvestri sceglie la strada della prudenza quando gli viene chiesto della possibile convergenza su Gualtieri: "Lo vedremo insieme a Conte - spiega all’Adnkronos il tesoriere grillino alla Camera - sarà un ragionamento collegiale che si farà con Conte e con Virginia Raggi". A Torino (altra roccaforte M5S caduta dopo i 5 anni targati Chiara Appendino) il Movimento per ora nega il proprio sostegno al candidato del centrosinistra Stefano Lo Russo: "Tra tutte le città del Nord, qui a Torino il M5S ha tenuto", commenta la candidata pentastellata Valentina Sganga, che avverte: "Non daremo indicazioni di voto per il ballottaggio e ci collochiamo orgogliosamente all’opposizione".

cms_23395/salvini_triste_fg.jpgSalvini: "Paghiamo ritardi e divisioni"

Il primo a commentare la sconfitta del centrodestra alle elezioni 2021, almeno nelle grandi città, è Matteo Salvini. "Sono abituato a metterci la faccia", dice il leader della Lega, sovrastato da un cartellone che recita ’chi sbaglia paga’, relativo però ai referendum sulla giustizia, affisso a via Bellerio. Primo dato che Salvini indica per analizzare il voto è "l’affluenza bassissima, visto che la maggioranza delle persone non ha ritenuto utile andare a votare e questo comporta una autocritica".

Poi ammette che "abbiamo presentato, ad esempio a Milano e Bologna, la proposta di cambiamento troppo tardi, senza farci conoscere", dice ancora provando a difendere i candidati civici ("da me non arriverà mai una parola negativa per Bernardo, né per Michetti"). Salvini si rivolge a "Silvio e Giorgia": "La lezione di questa tornata è che il centrodestra unito vince, ma deve essere unito davvero", quindi ora, entro novembre, scegliamo assieme i prossimi candidati sindaci che verranno eletti l’anno prossimo".

"L’anno prossimo vanno al voto 25 capoluoghi e città importanti da Genova a Palermo, da Monza a Lecce. Il centrodestra ha il dovere di individuare i suoi candidati il prima possibile, entro il mese di novembre per avere 5 o 6 mesi di tempo per spiegare la nostra idea di buon governo. Bisogna fare presto e insieme", spiega poi in collegamento con lo speciale Tg1 sull’esito delle elezioni amministrative. "Ci sono due ballottaggi importantissimi, Torino e Roma, dove La Lega e il centrodestra sostituiscono il M5S e lì avremo 15 giorni di tempo per un cambiamento epocale, che tale sarebbe a Torino e Roma", continua.

"Quando uno perde, perde...Per questo, subito dopo i ballottaggi, invito gli amici del centrodestra a scegliere i candidati per le amministrative del prossimo anno. Le sconfitte se prese con intelligenza servono". D’altra parte, il centrodestra è maggioranza nel Paese ma ora dobbiamo essere più compatti".

cms_23395/meloni_mano_fg.jpgMeloni: "Sfido Letta, sì Draghi al Quirinale se elezioni subito"

Certo, si poteva fare meglio", ma "non mi sento sconfitta", la "partita è aperta". Lo ha detto Giorgia Meloni in una conferenza stampa al Comitato elettorale di Enrico Michetti, commentando le elezioni amministrative 2021.

Numeri alla mano, ha sottolineato, "Fdi risulta primo partito del centrodestra a Roma, Bologna, Torino e Trieste". Ma "non mi interessa questo racconto che a Roma ha vinto Fdi. C’è stato un gioco di squadra. Chiederò oggi a tutti gli esponenti di centrodestra di concentrarsi su Michetti... Al di là di alcune dichiarazioni allegre, alla fine, mi pare che il risultato di Michetti sia stato il migliore". Ed ha invitato gli alleati a "lavorare di squadra" per sostenerlo. La presidente di Fdi ha annunciato che si sentirà con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

"Le prossime due settimane saranno fondamentali - ha rimarcato la presidente di Fdi - Con i nostri alleati possiamo fare del nostro meglio" a sostegno di Michetti a Roma in occasione del ballottaggio. "Non è una Meloni che si accolla Michetti, ma, spero, ci siano tutti ad accompagnarlo" a vincere, ha affermato.

"Io credo - ha continuato - che stiamo messi meglio degli altri. Questo tafazzismo tipico di un certo centrodestra", che si sofferma solo su "quello che non funziona", non va bene. "Quando si combatte, si deve combattere tutti insieme...". Stop a chi va "a cercare sempre il pelo nell’uovo...".

Non è mancata una critica a Conte: "Ho trovato di pessimo gusto che Giuseppe Conte, a fronte di un risultato molto significativo di Virginia Raggi, dalla quale sono lontana ma le riconosco l’onore delle armi, sia scappato ad abbracciare il candidato vincente di un altro partito in un’altra città. L’ho trovato ingeneroso e anche un po’ vigliacco...".

Poi, parlando della successione al Colle: "Ho proposto e sfidato Letta a sostenere tutti insieme Draghi per il Quirinale a patto che si vada immediatamente a votare. Registro l’indisponibilità di Letta...". "Evidentemente - ha aggiunto - il Pd non è disponibile a sostenere Mario Draghi alla presidenza della Repubblica, probabilmente perché non vuole elezioni subito e non è convinto di questa grande capacità di vittoria, che pure reclama nelle conferenze stampa...".

Redazione

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