AMERICANI IN NIGERIA

Liberato Philip Walton, figlio di un missionario

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Nella notte dello scorso 26 ottobre, lo stato americano ha salvato un concittadino recentemente rapito in Niger: si tratta del figlio di un missionario che vive in Africa da anni. Appena appreso della scomparsa del ragazzo, gli Stati Uniti si mettono in contatto con le forze dell’ordine nigeriane per ricercare Philip Walton e in pochi giorni riescono a rintracciare l’uomo grazie all’aiuto delle forze speciali Usa.

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Il cittadino americano è in salvo e Trump gioisce del successo durante la corsa alle elezioni, spalleggiato dal segretario di Stato Mike Pompeo. Così appare la notizia sui principali mezzi di informazione, eppure occorre precisare la presenza di militari americani nel paese a partire dall’attacco alle Torri Gemelle, che rendono instabile una regione già martoriata dalla corruzione e dalla tirannia dei leader africani.

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È l’Africa mai divenuta indipendente nei fatti e ancora oggi lontana da un equilibrio stabile. In particolare, alcune regioni arretrate in cui tiranneggiano interessi di ogni tipo, soprattutto esteri perché si sa che è un luogo ricco di risorse inestimabili e sfruttabili a costi molto bassi. In fondo, il lavoro minorile occupa ancora una buona fetta di mercato, le multinazionali abbisognano delle ricchezze africane, le armi prodotte nel mondo vengono vendute principalmente in Africa e il terrorismo impera grazie a ignoranza, omertà, corruzione e povertà.

Alessia Gerletti

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