ALLERGIE O INTOLLERANZE?

Lo chiediamo al nostro Bioterapeuta, Renato Ventura

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cms_778/7723_1193679479607_462696_n.jpgHo riscontrato una grande confusione tra le allergie, il male del secolo e lei intolleranze. Mi sono documentato ma non ho avuto riscontri soddisfacenti, quindi signor Ventura in veste di bioterapeuta le chiedo di darmi qualche delucidazione.

- Si sente spesso parlare di allergie ed intolleranze alimentari quasi fossero sinonimi, Cominciamo a chiarire una cosa, c’è un’enorme differenza tra loro..

Cosa distingue l’intolleranza dall’allergia?

- In caso di allergia, il fisico da una risposta immediata. Le reazioni dell’organismo sono, solitamente, violente e ripetute ad ogni assunzione. Le stesse producono “shock anafilattico” e di solito rispondono ai tradizionali “Test Allergici Cutanei” e quindi, sono anche relativamente più facili da individuare. Le allergie sono molto meno frequenti delle intolleranze alimentari. Le intolleranze, invece, diventano evidenti, dopo aver assunto o esser venuti a contatto ripetutamente con un determinato alimento o un prodotto chimico-metallico.

Quando si sono verificati i primi casi di intolleranza ?

- Le prime intolleranze si sono presentate intorno alla prima metà degli anni 80 e spesso i medici non conoscendo la sintomatologia la consideravano come risposta ad uno stato di stress organico.

Quindi secondo il suo pensiero esiste un collegamento tra l’apparato gastro- intestinale e gli organi ?

cms_778/intestino_cervello.jpg- Mi spiego. Nel nostro fisico convivono ben due cervelli. Il cervello propriamente detto situato nella scatola cranica e il “cervello addominale” che è rappresentato dal nostro apparato digerente. Quest’ultimo produce sostanze psico-attive che influenzano direttamente gli stati d’animo, come la serotonina, la dopamina e sostanze oppiacee e antidolorifiche. Il collegamento tra questi due cervelli è assicurato dal midollo spinale del nervo vago. Al cervello addominale che è avvolto da un complesso sistema nervoso, sono affidate le decisioni viscerali, cioè spontanee e inconsapevoli. L’encefalo assorbe le emozioni dall’esterno come irritazione, stress o rabbia trasmettendole, successivamente, al secondo “cervello” (quello addominale) che sviluppa sensazioni con le tipiche patologie psicosomatiche o bioenergetiche che colpiscono lo stomaco.

Quali le cause che potrebbero scaturire le intolleranze ?

- Soprattutto nel settore alimentare (vedi celiachia) si sono verificati enormi cambiamenti. Anche i processi di alimentazione, digestione, assimilazione e metabolizzazione avvengono a seguito di una serie di reazioni chimiche. A volte accade, senza nemmeno rendercene conto, di alimentarci in modo errato. Consumando cibi industriali trattati per essere conservati a lungo o per accentuarne il sapore, ingeriamo prodotti chimici nocivi che il nostro organismo non riconosce rendendolo facilmente attaccabile dai batteri e, in molti casi, incapace di difendersi dagli agenti esterni. Prendiamo per esempio i succhi di frutta che quasi sempre contengono al massimo il 5% di frutta vera ! L’etichettatura a volte include parole che descrivono ingredienti che nel prodotto non vi sono per niente nascondendone altri, sia pure in basse percentuali, chimico/metallici.

Come mai le intolleranze non sono ancora totalmente riconosciute dalla medicina ufficiale?

cms_778/piramidealime.jpg- Noi siamo quello che mangiamo! Pertanto l’uso di cibi non tollerati dal nostro organismo è una tra le prime cause dei nostri malesseri. Le faccio un esempio pratico. L’acidità anomala che produciamo è causata da un’ errata digestione. Le conseguenze di una acidità anomala sono molte, dal reflusso gastrico alla persistente stitichezza, dalla sonnolenza post prandiale al leggero gonfiore del ventre per passare alle patologie più gravi come il colon irritabile o ulceroso. Altro fattore grave è rappresentato dall’acidità dell’intestino tenue dedicato all’assorbimento degli alimenti. Il segno più evidente può essere evinto dalla pelle secca ed acida, indice di mancanza di vitamina F, o da alterazione nell’ attività di occhi, bocca, arti, cranio, fegato, milza, pancreas e polmoni. Molte malattie del tipo Autismo, Sclerosi, Sclerodermia, Psoriasi, Meteorismo, Fibromialgia etc. si sono risolte in parte eliminando l’acidità anomala grazie ad un riequilibrio organico alimentare personalizzato.

Come capire di aver problemi di intolleranze alimentare?

- I disturbi legati alle intolleranze sono molto frequenti, si calcola che ne soffrano 8 italiani su 10 e sono diversi da quelli delle allergie. Sono meno acuti, tendono a ripetersi nel tempo e quindi difficilmente collegabili all’ assunzione di un determinato alimento o dal contatto di un composto chimico/metallico. Spesso si manifestano quasi sempre con una sintomatologia generale più o meno sfumata. Accade, infatti, che l’organismo mette in atto una serie di meccanismi compensatori per cui riesce a tollerare una determinata sostanza fino a quando, superato un certo limite, definito livello di soglia, si arriva alla manifestazione del disturbo.

Nel caso dovessi scoprire di essere soffrire di intolleranza alimentare a chi potrei rivolgermi?

- Il mio primo consiglio sarebbe quello di trovare un bravo operatore olistico che valuti tutte le situazioni del paziente, che effettui una adeguata anamnesi verbale, che riconosca le varie interazioni tra alimenti, chimici e minerali e che sia in grado di effettuare un valido test per individuare le intolleranze e riequilibrare al meglio l’organismo.

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