ALLA SCOPERTA DELLA CAPPELLA SISTINA (VIII)

Parete Nord. 1. Pietro Perugino e aiuti, Il Battesimo di Cristo 2. Sandro Botticelli, Tentazioni di Cristo

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La parete nord mostra le Storie di Cristo, databili 1481-1482. Dall’altare si incontrano:

  1. Pietro Perugino e aiuti, Battesimo di Cristo
  2. Sandro Botticelli, Tentazioni di Cristo
  3. Domenico Ghirlandaio, Vocazione dei primi apostoli
  4. Cosimo Rosselli, Discorso della montagna
  5. Pietro Perugino, Consegna delle chiavi
  6. Cosimo Rosselli, Ultima Cena
  7. Biagio d’Antonio, Parete di fondo Ultima Cena

1.Pietro Perugino e aiuti. Il Battesimo di Cristo

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Il Battesimo di Cristo è un affresco (335x540 cm) di Pietro Perugino e aiuti, realizzato verso il 1482 e facente parte della decorazione del registro mediano della Cappella Sistina in Vaticano. Si tratta dell’unica opera firmata di tutta la cappella.

La scena del Battesimo di Cristo è la prima della parete a destra dell’altare, guardando verso di esso, ed è in parallelo con la Partenza di Mosè per l’Egitto e circoncisione di suo figlio Eliezer sul lato opposto. C’era infatti un preciso parallelismo tra le cerimonie della circoncisione e del battesimo rispettivamente nel mondo ebraico e cristiano, sottintendendo anche la dimensione più profonda e spirituale del secondo. In tale senso il battesimo, come scritto anche da sant’Agostino e molti dei Padri della Chiesa, era una sorta di "circoncisione spirituale" per i fanciulli.

La scena è impostata secondo uno schema simmetrico, tipico di Perugino. Al centro il fiume Giordano scorre dritto verso lo spettatore, fino ai piedi di Gesù e di Giovanni Battista che lo sta battezzando, in primo piano. Dal cielo scende la colomba dello Spirito Santo, inviata da Dio Padre in alto, rappresentato entro un nimbo di luce con serafini e cherubini e affiancato da due angeli in volo. A questo asse centrale converge anche il paesaggio, con una visione simbolica della città di Roma (si riconoscono tra le mura un arco di trionfo, il Colosseo e il Pantheon) verso la quale tendono le linee di forza delle due quinte rocciose digradanti ai lati. Alle due estremità si svolgono due episodi secondari, pure improntati a una simmetria che ne sottolinea le analogie dottrinali: la predica alle folle del Battista (sinistra) e di Gesù (a destra). Tipico dell’artista è anche il paesaggio che sfuma dolcemente in lontananza, punteggiato da esili alberelli, che divenne uno degli elementi più riconoscibili della scuola umbra.

Alla scena in primo piano partecipano anche due angeli inginocchiati che tengono un asciugamano, evidente citazione nordica, che ricorda Hugo van der Goes e il Trittico Portinari, e un battezzando che si sta spogliando, secondo una tradizione iconografica consolidata. Chiudono infine ai lati, in primo piano, una serie di ritratti di personaggi contemporanei, molto rari nelle scene sacre di Perugino, che vennero ispirati dalle analoghe composizioni di Domenico Ghirlandaio, pure al lavoro nella Sistina.

Sul fregio superiore compare la firma OPVS PETRI PERVSINI · CASTRO PLEBIS.

2. Sandro Botticelli. Le tentazioni di Cristo

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Prove di Cristo è un affresco (345,5x555 cm) di Sandro Botticelli e aiuti, realizzato tra il 1480 e il 1482.

La scena delle Prove di Cristo raffigura le tre Tentazioni di Gesù e ha evidenti parallelismi con la scena sulla parete opposta in posizione simmetrica, sempre di Botticelli, le Prove di Mosè. L’iscrizione sul fregio chiarisce il significato del dipinto: "TEMPTATIO IESU CHRISTI LATORIS EVANGELICAE LEGIS".

In alto a sinistra Cristo incontra il demonio, sotto le sembianze di un eremita, che lo invita a tramutare in pane le pietre; al centro Cristo e il demonio sono sulla sommità del frontone di un tempio, ispirato all’Ospedale di Santo Spirito in Saxia, e il demonio sfida Gesù a gettarsi nel vuoto e ad essere salvato dai suoi angeli; infine, a destra, Cristo fa precipitare il demonio nudo da una rupe dopo il suo rifiuto di dominare il mondo.

In primo piano si svolge un rito sacrificale, interpretato come quello offerto dal lebbroso dopo essere stato risanato da Cristo e in cui il sommo sacerdote simboleggia Mosè, che passa la Legge, e il giovane si identifica con Cristo, che sarà lui stesso sacrificato per redimere l’umanità intera.

Gruppo arte e cultura di Orietta Paganotti

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