ALLA SCOPERTA DELLA CAPPELLA SISTINA (VII)

Parete Sud. Storie di Mosè: Punizione dei ribelli (Sandro Botticelli) e Testamento e morte di Mosè (Luca Signorelli e Bartolomeo della Gatta)

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La parete sud mostra le Storie di Mosè, databili 1481-1482.

Il nostro viaggio “Alla Scoperta della Cappella Sistina” giunge al termine di un’altra tappa. Dopo aver incontrato gli artisti che hanno lavorato a questa meraviglia (riaperta al pubblico dal mese di febbraio 2021) concludiamo, con oggi, la “visita” alla parete sud dedicata ad episodi della vita di Mosè. Ritengo, con ciò interpretando l’opinione di tanti, che tutti i percorsi di arte e cultura non possano/debbano esaurirsi una fugace esposizione, rimessa ai seriali omogenizzati di dati e notizie condensati dal rigore editoriale. L’arte va contemplata perché le emozioni che suscita un’opera rifuggono i vincoli imposti dalla frettolosità. Il nostro cammino proseguirà, dunque. A partire dalla prossima edizione la ammireremo la parete nord. (Antonella Giordano)

1.Pietro Perugino e aiuti, Partenza di Mosè per l’Egitto e 2. Sandro Botticelli e bottega, Prove di Mosè

Vedi edizioni precedenti:

https://www.internationalwebpost.org/contents/ALLA_SCOPERTA_DELLA_CAPPELLA_SISTINA_(V)_21323.html#.YF4Vh69KiUk

2. Passaggio del Mar Rosso e 3. La discesa dal Monte Sinai

Vedi edizioni precedenti:

https://www.internationalwebpost.org/contents/ALLA_SCOPERTA_DELLA_CAPPELLA_SISTINA_(VI)_21388.html#.YGwObOgzaUk

4. La Punizione dei ribelli – Sandro Botticelli

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Il dipinto raffigura le punizioni che toccarono ai sacerdoti ebrei, membri delle famiglie di Qarah, Dathan e Abiram, che negavano a Mosè e Aronne l’autorità civile e religiosa sul popolo eletto, e per questo furono inghiottiti con le loro famiglie dalla terra e consumati dal fuoco. Si tratta di un’evidente allegoria del potere papale e della punizione che spetta a chi osi opporsi alla sua autorità derivata da Dio, soprattutto se si considera che nell’episodio simmetrico sulla parete opposta si trova la Consegna delle chiavi, cioè il fondamento del primato di Pietro e quindi della Chiesa di Roma. Mosè rappresenta i poteri civili e Aronne quelli sacerdotali, che vennero poi riunificati in Cristo, nuovo legislatore, guida e sacerdote massimo, e da questi passati alla Chiesa attraverso san Pietro.

Il dipinto va letto da destra verso sinistra, come tutti quelli della parete sud: a destra Giosuè salva Mosè dalla lapidazione dei ribelli; al centro, sullo sfondo dell’Arco di Costantino, Mosè alza la verga ed il fuoco divino disperde ed uccide i sacerdoti ribelli; infine, la terra si apre ed inghiotte i Leviti, ad eccezione di due giovani sollevati su piccole nubi.

Sullo sfondo si vede un paesaggio lacustre, con scogliere e navi; sulla destra una basilica in rovina, ispirata a quelle esistenti nel Foro Romano.

5. Testamento e Morte di Mosè – Luca Signorelli e Bartolomeo della Gatta

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L’affresco raffigura gli ultimi episodi della vita di Mosè, sapientemente coordinati su due piani principali: uno in primo piano, dove sono raffigurate due scene senza soluzione di continuità, e uno sullo sfondo, dove si trovano altri tre episodi e una piacevole apertura di paesaggio sulla destra. Il protagonista Mosè è sempre riconoscibile per la veste dorata e il mantello verde, che ricorre in tutte le scene della cappella. L’autore, inoltre, si attenne alle convenzioni che danno unità all’intero ciclo: uso di una stessa scala dimensionale, struttura ritmica e rappresentazione paesaggistica, gamma cromatica simile, con una profusione di rifiniture in oro, che facevano risplendere le pitture con i bagliori delle torce e delle candele.

Sullo sfondo si vede Mosè che, sul monte Nebo, riceve da un angelo il bastone del comando, che gli permetterà di comandare il popolo d’Israele verso la Terra promessa; l’angelo gli mostra con un gesto eloquente la sua destinazione, profetizzandogli anche che a lui, per volontà di Dio, non sarà concesso di vederla se non in quella stessa occasione. Poco sotto Mosè scende dalla montagna col bastone in mano, secondo uno schema usato anche nella scena vicina della Discesa dal monte Sinai di Cosimo Rosselli.

In primo piano a destra si vede Mosè che, alla veneranda età di centoventi anni, parla alla folla tenendo il bastone e un libro di Sacre Scritture, con raggi dorati che gli escono dalla testa a rappresentare quelle "corna" frutto di un’errata traduzione del testo biblico da parte di san Girolamo, che generò un equivoco sostenuto per secoli. Ai suoi piedi si vede l’arca dell’Alleanza, aperta per mostrare le due Tavole della Legge e il vaso della manna. Al centro il corteo degli astanti prosegue con alcune belle figure, tra cui una donna con un bambino sulle spalle vestita di soffici sete, un elegante giovane di spalle, un ignudo seduto. Questi ultimi due sono attribuiti a Signorelli, come anche l’uomo che si appoggia su un bastone accanto al trono di Mosè.

Più a sinistra si vede la nomina di Giosuè a successore di Mosè, con il primo riceve il bastone del comando inginocchiato davanti al profeta, che per l’occasione ha girato il suo mantello scoprendo una parte della fodera rossa, per una maggiore varietà dell’insieme. Infine, sullo sfondo a sinistra, tra lo sgomento dei presenti, si vede Mosè morto, disteso già in un sudario. La morte avvenne nella terra di Moab, dove i figli d’Israele lo piansero per trenta giorni.

Gruppo arte e cultura di Orietta Paganotti

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