ALLA SCOPERTA DEI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA

Castroreale

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Castroreale è un borgo medievale da mozzafiato, situato nell’entroterra della zona nord della meravigliosa Sicilia sul colle Torace, un rilievo dei monti Peloritani nord-occidentali ai cui piedi, presso le sponde del torrente Longano, con più di 2200 abitanti, oltre 394 m sul livello del mare, fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia e rappresenta la Sicilia nella competizione "Borgo dei borghi 2018".

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Il tessuto urbano è d’impronta medievale con strade e viuzze strette e ripide, lastricate con una caratteristica pavimentazione in pietra (jacatu nel dialetto locale), che si aprono su piazze-belvedere dalle quali si può godere dei molteplici panorami ( 7 tra quelli principali ) che si dispiegano tutt’intorno al borgo, dando un panorama a 360°.

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Nell’impianto del borgo medievale sorsero chiese, oratori e conventi che furono fondati dall’ X° al XVII° secolo tra cui i piu’ importanti: Duomo di Santa Maria Assunta XV secolo (1591), Chiesa della Candelora XIV secolo, Chiesa di San Filippo Neri XIV (1545) , Chiesa di santa Marina XIII secolo, Chiesa di Sant’Agata XV secolo, Chiesa di Gesu’ e Maria ( 1308), Chiesa dell’Immacolata Concezione XV secolo, Chiesa della Santissima Annunziata e convento dell’Ordine dei frati minori conventuali (1503), Chiesa di Sant’Agostino e convento dell’Ordine degli agostiniani conventuali (1522), Chiesa del Santissimo Salvatore XV secolo, con varie opere di scultura, pittura ed arti decorative di pregevole fattura quali affreschi, crocifissi lignei, statue lignee, statue marmoree, monumenti funebri in marmo, custodie, arredi sacri, tavole, pali, tabernacoli, fonti battesimali sono stati realizzati dai piu’ rinomati artisti Siciliani e non, che hanno lasciato la loro impronta tra cui Antonello Gaggini, Andrea Calamech, Rinaldo Bonanno, Antonino Amato, Giovan Filippo Criscuolo, Giovan Battista Auria, Guido Reni, Michelangelo Naccherino, Antonello De Saliba, Filippo Juvara e Francesco Lo Giudicee.

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La Torre di Federico II ultima vestigia del castello menzionato nel in un diploma datato 1324 con cui Federico III d’Aragona ordina la ricostruzione di un preesistente castello.

L’abitato che si sviluppò intorno al fortilizio venne rinominato Castro e in seguito Castroreale perché residenza preferita del re Federico III d’Aragona e rimase sempre città demaniale accrescendo nel corso dei secoli la propria importanza, prosperità economica ed estensione territoriale grazie anche alla posizione strategica.

L’Arco moresco è il rudere di primitiva sinagoga ubicato alle spalle del Monte di Pietà, testimonianza della comunità ebraica locale. Insieme al quartiere della Giudecca, via della Giudecca, via della Moschita, retaggio architettonico e antica toponomastica riferiti al territorio della giurisdizione parrocchiale della Chiesa del Santissimo Salvatore, con particolare riferimento all’antico aggregato francescano delle clarisse di Santa Maria degli Angeli del 1581, dietro Monte di Pietà.

All’istituzione è associata la Confraternita di San Leone, detta degli Azzurri o del Monte di pietà, in seguito fusa con la Confraternita del Santissimo Sacramento attestata presso la Chiesa Madre.

Porta Rainieri fu il varco d’accesso posto a tramontana.

Uno dei quattro varchi d’accesso documentati assieme alla Porta delle Legna, Porta del Castello, Porta di Cristino. Palazzo Peculio, sede degli uffici comunali.

il Museo Civico allocato all’ex Oratorio dei padri filippini e la Pinacoteca di Santa Maria degli Angeli istituita presso l’omonima chiesa custodiscono pregevoli opere di pittura, scultura e arti figurative provenienti da varie chiese non più dedicate al culto o rovinate a causa dei sismi verificatisi nella zona nel corso del tempo.

La Casa di Maria, ubicata nel corso principale in via Umberto I, ospita nel suo interno il Museo Etno Antropologico per far rivivere il fascino dei tempi andati con gli arredamenti interni della Sicilia del 1800.

I campanili, i monumenti, vicoli, cortili, archi, fontane, piazze, palazzi ed abitazioni nel centro storico hanno diverse strutture architettoniche, che si sono mescolate nel tempo tra cui quelle dallo stile romanico, gotico chiaramontano, manieristico e barocco.

L’aria salubre, il clima mite e la ricchezza d’acqua favoriscono la crescita dei frutteti, uliveti ed agrumeti con innesti variegati che esaltano gli odori del fiori tipicamente Siciliani.

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I prodotti tipici sono legati alla zootecnia autoctona della zona; olio extravergine d’oliva, salumi, ricotta infornata, biscotti della badessa ai semi di anice, biscotti al limone, mandorle, piparelle al pistacchio e peperoncino, dolci, miele, riso nero sono tra i prodotti principali a kilometro zero.

Tregor Russo

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