ALLA SCOPERTA DEI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA

Castronovo di Sicilia

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Castronovo Di Sicilia è un borgo medievale senza tempo, situato nella zona centrale nel cuore antico della stupefacente Sicilia, alla scoperta della sua memoria, dei suoi tesori tra cui le radici storiche, tradizioni, folclore, cultura, arte e religione.

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Le origini trovano conferma nell’esistenza di un insediamento arcaico costituito da abitazioni trogloditiche nella contrada Grotte, sulle sponde del fiume Platani, riconducibili al popolo sicano.

La prima perlustrazione scientifica di tali insediamenti, almeno in tempi recenti, risale al 1743. Fu chiamata Kars-nubu dagli arabi, fino a divenire Castrum per i normanni.

All’inizio del XII secolo, dopo la distruzione della cittadella sulla rupe, parte della popolazione si trasferì nella sottostante collina, dove sorsero due borgate intorno a due ricche sorgenti: il Rabat e il Rakal-biat.

È da questi due borghi che sorse l’attuale centro urbano.

La vera e propria città sull’altopiano del Kassar fu fondata nel VI secolo a.C.

La città possedeva un’importante fortezza, molto contesa tra agrigentini e imeresi; la lotta per il suo possesso portò alla distruzione della città.

Il popolo superstite si rifugiò sulla rupe di San Vitale, allora nota con il nome di “Montagna Reale”: qui gli abitanti si sentivano molto più protetti dai nemici, vista la posizione strategica della rupe, vi trascorreranno più di cinque secoli, durante i quali si succederanno bizantini, arabi e normanni.

Castronovo di Sicilia è di certo uno dei più esemplari borghi medievali della Sicilia con più di 2900 abitanti, oltre 660 m sul livello del mare, è ubicata tra i monti sicani, consentendo di assaporare un’aria salubre ed intensa e facilita la riscoperta dell’antica arte dei nostri antenati grazie alla presenza dei manufatti dell’edilizia rurale (pagliai, marcati ed altri opifici).

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Le giogaie montuose che s’innalzano dal fiume Platani che nasce proprio dal borgo fino a lambire il cielo, custodiscono una delle più belle e caratteristiche perle naturali della regione siciliana: la Riserva di Monte Carcaci.

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La posizione geografica, il clima mite e la ricchezza d’acqua, favoriscono la crescita di essenze aromatiche che esaltano un’ottima produzione agricola, allevamento di bovini e casearia.

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Le chiese , oratori ed i conventi furono fondate dall’ XI° al XIX° secolo, con varie opere quali affreschi, crocifissi lignei, statue lignee, tabernacoli, fonti battesimali sono stati realizzati dai piu’ rinomati artisti Siciliani che hanno lasciato la loro impronta tra cui lo scultore Domenico Gaggini.

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Tra i monumenti ed i luoghi d’interesse spicca il palazzo Giandalia costruito nel 1200, è costituito da tre elevazioni: le volte degli ambienti del primo piano sono decorate con affreschi realizzati da Giuseppe Enea, pittore e decoratore del Teatro Massimo di Palermo.

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Il Palazzo ospita al pian terreno la Biblioteca, alcuni reperti archeologici ed il Museo Etno Antropologico con oggetti del passato, testimoni di usi e mestieri di altri tempi.

Castronovo di Sicilia è meta per antonomasia in fatto di ospitalità lungo la Magna via Francigena, che si estende da Palermo ad Agrigento, per via degli itinerari dei pellegrinaggi religiosi più antichi di Sicilia. Percorsi naturalistici, arte, folclore, panorama, ed ambiente si mescolano in uno scrigno ricco di opere e di attrazioni immersi in luoghi magici che il suo patrimonio custodisce.

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All’interno dei quattro quartieri dominano le restanti 6 Chiese delle 48 esistite ( 24 dentro il borgo e altre 24 in periferia ) di cui le più importanti sono quelle del Duomo della Santissima Trinita’ ( Chiesa Madre) , Santa Caterina D’Alessandria ( Chiesa della Batia ) , Chiesa della Santissima del Rosario ( Chiesa di San Giorgio) , Santa Rosalia, San Francesco d’Assisi e il Calvario.

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I campanili, i monumenti, vicoli, cortili, archi, fontane, piazze, palazzi ed abitazioni nel centro storico hanno diverse strutture architettoniche, ma risaltano quelle dallo stile romanico, gotico chiaramontano al barocco.

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I prodotti tipici sono legati alla zootecnia autoctona della zona; olio extravergine d’oliva, carni, dolci, formaggi pecorini sono tra i prodotti principali a kilometro zero.

Tregor Russo

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