ALLA GALLERIA DEGLI UFFIZI LA MOSTRA FRA ARTE E SCIENZA - III^

Da dove veniamo, cosa siamo e dove andiamo?

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Joseph Wright of Derby -Esperimento con una pompa ad aria- National Gallery, Londra

La prima rivoluzione industriale ha portato progresso e povertà, nuove opportunità e profonde divisioni sociali, tuttavia si è cercato di migliorare la condizione dei più deboli, che dalla tecnica inizialmente ebbero solo sfruttamento, anche se le migliorie molti pensano siano sopraggiunte con rivoluzioni e governi totalitari che partiti bene sono andati dritti all’inferno. Non è del tutto vero, perché le condizioni di estrema povertà causata dalla prima rivoluzione industriale, avvenuta alla fine del XVIII secolo in Inghilterra, con sfruttamento dei lavoratori in ambienti malsani e turni di ore massacranti, addirittura con lo sfruttamento minorile, che portò all’opposto molti benefici per il ceto medio, ebbe notevoli miglioramenti non con sommosse o rivoluzioni, ma piuttosto tramite la denuncia di scrittori come Dickens, Andersen, la Alcott (questi ultimi due non sono inglesi ma vi ebbero grande diffusione) e una truppa di letterate che mossero i cuori di sasso ad ammorbidirsi. “Canto di Natale”, “La piccola fiammiferaia”, “Piccole donne” sono letture che stimolano ai buoni sentimenti, all’altruismo, alla condivisione.

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Charles Dickens- Canto di Natale- 184

La consapevolezza cominciò a farsi sentire e il governo inglese a inizio Ottocento promosse campagne efficaci per ripulire le città, furono costruiti ospedali moderni, introdotti servizi come acqua, gas e illuminazione, strade asfaltate, luoghi di intrattenimento, case pubbliche, sale da musica, parchi e stadi e negozi.

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Questa è stata l’ iniziale speranza, che abbiamo cavalcato, sino ad oggi, noncuranti del crollo del Positivismo nell’animo degli uomini. La tecnica delle camere a gas, delle bombe atomiche della Seconda Guerra Mondiale ha tolto credibilità, e fiducia nella scienza, che già all’inizio presentava delle discordanze: oltre al dipinto che ho presentato si pensi a “Frankenstein” il romanzo scritto dall’autrice britannica Mary Shelley fra il 1816 e il 1817. D’altronde la scienza ha sbagliato e parecchio e se “ridacchia” degli pseudo scienziati è bene rammenti che quello che oggi è scienza può essere altrettanto pseudo scienza domani. La frenologia fu una teoria scientifica, affermatasi nel XIX secolo, che aveva diviso il cervello in vari settori, gioia, tristezza, orgoglio, fantasia, rispetto ecc., ogni aerea un’emozione, prevedeva anche la lettura della mano, da tempo non è più valida, eppure qualcosa di vero c’era: l’emisfero sinistro del cervello è più collegato all’uso del linguaggio, mentre l’emisfero destro è più intuitivo e creativo, questo non vuol dire che la frenologia avesse ragione in toto e che la lettura della mano sia scientifica, può darsi, chissà, un giorno, ma noi dobbiamo stare nel presente non nel futuro che è solo immaginabile.

Il mondo occidentale ha avuto tanto in progresso materiale, talmente tanto da sconfinare nel consumismo più sfrenato, dannoso, intemperante, col predominio della materia sullo spirito. Abbiamo ‘ucciso’ Dio e ora lo cerchiamo disperatamente sazi e satolli e infelici, depressi, irosi, viziosi e disperati cerchiamo il magico, negli alieni, nei complotti, in filosofie orientali, lontane ed esotiche, nel gioco, nell’alcol e altro. Il Covid 19 porterà una svolta, un’opportunità per ridare fiducia al mondo, fiducia alla scienza, fiducia ai nostri governanti, fiducia negli altri, fiducia a Dio, qualunque Egli sia? Perché se si ama la propria religione, si rispettano anche le altre.

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Le grotte di Lascaux, definite la “Cappella Sistina della preistoria”, scoperte nel 1940 in Dordogna, Francia, sono Patrimonio dell’umanità. Risalenti al Paleolitico superiore, realizzate tra il 13.000 e il 15.000 a. C., raffigurano soprattutto animali, buoi, cavalli, stambecchi e altri. La pittura è stesa direttamente sulla roccia, con le mani, con pennelli oppure mischiata in bocca e poi spruzzata sulle pareti. Il cosiddetto “cavallo cinese” è rappresentato con molta naturalezza, chi l’ha realizzato dimostra padronanza e sicurezza, tanto da sfumare il muso e gli zoccoli e la coda col nero, da tratteggiare la criniera e di imitare il crine del cavallo, tratteggiando delle linee/peli nel sottopancia, inoltre l’artista in corrispondenza di una parte sporgente della roccia ha scelto di dipingere l’addome esaltando così la rotondità di questa parte dell’animale, tutto questo rende evidente il pensiero e il raziocinio dell’artista, dunque arte e scienza, ma il perché la mimesi, la copia di questi animali, quale era la funzione? Riti propiziatori di tipo magico, disegnare una scena di caccia avrebbe portato fortuna ai cacciatori… ma si è mai visto un animale ‘solo animale’ avere questo senso di vita e di morte, questo cercare un legame invisibile, con gli spiriti degli animali e della natura, con un altro mondo? Non è forse senso religioso questo?

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Cavallino cinese- 15000 a. C. - Grotte di Lascaux – Francia

E ora, come avevo promesso all’inizio dell’articolo, un’immagine strepitosa, che testimonia che scienza, arte e religione per tanto tempo, molto più di quello che si crede, hanno convissuto legate fra loro.

La grotta Chauvet è uno dei più noti e importanti siti preistorici europei, ricco di testimonianze, simboliche ed estetiche. È il più antico esempio di arte preistorica del mondo. È stata scoperta nel 1994, nel sud della Francia, i dipinti più antichi risalgono a 32.000 anni fa, è così chiamata dal nome di uno dei suoi scopritori, è rimasta intatta perché circa 20.000 anni fa, una frana ne ha sigillato l’ingresso. Sconvolgente è la parete che raffigura decine di leonesse che inseguono mammuth, rinoceronti e bisonti, in quanto l’artista rivela di conoscere benissimo l’anatomia degli animali, rende la profondità tramite le linee più sottili e quelle più larghe e sostenute per simulare il primo piano e soprattutto sa rendere il movimento: questa pittura è secondo gli esperti impossibile da realizzare per l’uomo preistorico eppure la scienza, grazie ad approfondite analisi ha stabilito che le pitture sono state eseguite 32.000 anni fa. Con questa immagine salta il concetto che l’evoluzione artistica abbia seguito un percorso lineare cronologico. Sulle raffigurazioni presenti nella grotta, ci sarebbe molto da scrivere, mi limito a segnalarvi che è stata avanzata una teoria per cui la grotta potrebbe essere un viaggio iniziatico dalla morte verso una rinascita attraverso un simbolismo femminile.

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Grotta di Chauvet- età della pietra- Francia

Personalmente, quando, sempre sorprendendomi, osservo questa immagine, nella mente mi salgono la musica e le parole di una canzone che fa più o meno così: “Sono qui a lodarTi, qui per adorarTi/Qui per dirTi che Tu sei il mio Dio/E solo Tu sei Santo, sei meraviglioso…”

Paola Tassinari

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