ALESSANDRO MAGNO (parte II)

La morte improvvisa di una vita straordinaria…E’ ancora un mistero irrisolto?

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Nel 400 l’arcivescovo Giovanni Crisostomo visitando la città di Alessandria, non trovò la tomba e neanche gli alessandrini a cui chiese, erano a conoscenza di tale luogo.

Nell’803 altre testimonianze successive all’invasione araba, parlano di una piccola cappella, sede di un importante sepolcro tradizionalmente riferito ad Alessandro Magno, tenuto in grande considerazione dai musulmani, situata accanto a una chiesa dedicata a San Marco, mentre nei XVI/VII secoli molti erano gli stranieri che si recavano ad Alessandria per rendere omaggio a quella che si riteneva la tomba di Alessandro.

Cosa poteva essere successo?

Probabilmente la tomba venne riconvertita in qualche edificio cristiano e la memoria del luogo si mantenne lungo i secoli dopo la conquista degli islamici.

Il luogo dove si trovano la tomba e il corpo di Alessandro è uno dei più grandi misteri dell’archeologia… un’ipotesi assurda ma non impossibile è la strada veneziana.

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L’ipotesi veneziana si basa su un fatto storico realmente accaduto: nell’anno 828, il doge inviò ad Alessandria due mercanti di Venezia, per recuperare e portare in salvo le reliquie di San Marco, evangelizzatore in Egitto e fondatore della chiesa alessandrina. Lo scopo della spedizione era di salvare le ossa di San Marco, in quanto l’Egitto era stato invaso dagli infedeli musulmani, ma le spoglie portate a Venezia sarebbero state invece quelle di Alessandro Magno.

Come era mai stato possibile questo scambio?

Secondo alcune fonti, l’edicola della tomba di Alessandro era visibile ancora nel IV secolo, trovandosi accanto ad una chiesa intitolata a san Marco; nel 380 con l’editto di Teodosio, il cristianesimo diventa l’unica religione, tutte gli altri culti diventano eresie, è proprio in questo frangente che compaiono i resti di San Marco e scompaiono quelli di Alessandro… è possibile che con enfasi religiosa il sarcofago di Alessandro, ormai solo un pagano, sia stato usato per i probabili resti di San Marco.

E il corpo di Alessandro fu gettato via?

Nel 1811, fu eseguita un’ispezione ai resti di San Marco, certo non molto accurata, in quanto non c’erano i mezzi super tecnici di oggi, sembra comunque che vi fossero delle ossa e una salma intera, che potrebbero essere quelle di Alessandro il cui corpo fu mummificato. Un altro elemento concorre a questa tesi: nel 1962 durante un restauro nelle fondazioni della Basilica di San Marco è stato ritrovato un grosso blocco di pietra murato all’esterno dell’abside centrale su cui è scolpito uno scudo macedone, con il motivo della stella a otto punte chiamata Stella argeade. (Alessandro era mitologicamente discendente da parte di madre da Achille e da parte di padre da Eracle. La dinastia argeade fu un’antica casa regnante greca/macedone dal 700 al 310 a.C. tradizionalmente originaria da Argo, nel Peloponneso, il cui leggendario antenato era Temeno, nipote del pronipote di Eracle. I membri più famosi furono Filippo II di Macedonia e Alessandro Magno, sotto il cui governo il regno di Macedonia predominò la Grecia, sconfisse l’impero achemenide espandendosi poi sino all’Egitto e all’India.

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La Stella argeade è la raffigurazione di una stella simbolica a 8 o a 16 raggi; chiamata anche Sole di Verghina, in quanto nel 1977 durante alcuni scavi archeologici a Verghina, nella regione greca della Macedonia, fu ritrovata sul sarcofago d’oro in cui era custodito il corpo attribuito a Filippo, padre di Alessandro, una stella a 16 raggi. Questo ritrovamento, ha creato un grande scompiglio, fra Grecia, Macedonia e Albania dando vita una disputa che pare oggi risolta, ma in effetti ognuno continua per la sua strada. La Stella fu infatti usata in tutta la Grecia come simbolo di continuità culturale e ritenuta greca in quanto ritrovata su tale territorio, allo stesso tempo la Stella o Sole di Verghina fu utilizzata, dal 1992, come bandiera nazionale, dalla nuova Repubblica di Macedonia. In questo contezioso si è inserita l’Albania, la cui moneta nazionale è chiamata Lek, che non è altro che il diminutivo con cui gli albanesi chiamano affettuosamente Alessandro Magno… gli storici albanesi dicono che Alessandro Magno era albanese, quelli macedoni che era macedone, i greci dicono che era greco)

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Nella parete nord della Basilica di San Marco vi è un rilievo bizantino del X-XIII secolo proveniente da Costantinopoli che rappresenta l’apoteosi del Macedone: trae ispirazione dal Romanzo di Alessandro in cui è raccontato in modo fantastico la sua ascesa al cielo, questo tema iconografico ebbe molta diffusione nell’arte medievale e bizantina… potrebbe comunque essere una testimonianza, fantasia?

Molto probabile, sia solo una chimera, ma i veneziani furono maestri per incamerare opere e reliquie altrui e i due veneziani nell’anno 828 potrebbero aver preso tutto quello che era avanzato sia nella cappella di San Marco che nella tomba posta lì accanto.

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Sempre a Venezia Alessandro si trova raffigurato sulla pala d’Oro: “[…] sul lato inferiore sono incastonate 5 placche tonde raffiguranti il volo di Alessandro che in altri inserti è raffigurato in scene di caccia. Le rappresentazioni del re macedone sono incastonate tra quelle dell’imperatore Costantino e della madre Elena le quali reliquie sono a Venezia”. (venezia.italiani.it)

Altra fantasia è la probabile discendenza italiana di Alessandro Magno, che non ebbe eredi, tanto è che gli Argeadi si estinsero storicamente con Alessandro Magno tra il 310/300 a.C., tuttavia la “Gens Alexandri” del Sud Italia, di origine ellenico-bizantina, si collega in qualche modo, tramite medesimi simboli, alla leggendaria stirpe macedone in quel di Napoli, in cui si incontra pure l’eroe nazionale dell’Albania, Giorgio Castriota, chiamato dai turchi Skënderbe che vuol dire il principe Alessandro; inoltre il figlio di Castriota, Giovanni sposò l’ultima discendente della famiglia imperiale di Bisanzio, Irene Paleologo… ma questa è un’altra storia.

ALESSANDRO MAGNO (parte I)

https://internationalwebpost.org/contents/ALESSANDRO_MAGNO_(parte_I)_19464.html#.X4UKWGgzaR8

Paola Tassinari

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