AI GOLDEN GLOBES 2020 IL GLAMOUR FA FLOP

SOLO POLEMICHE GOSSIP E IPOCRITI BUONI PROPOSITI

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La 77esima edizione dei Golden Globes che si sono tenuti in California al Beverly Hilton Hotel è stata l’edizione più brutta sul fronte fashion di sempre e se il buon giorno si vede dal mattino questo 2020 non è iniziato sotto la stella del buon gusto e del glamour. Cosa si chiede ad una star? Semplice, farci sognare con i loro abiti da sogno sfoggiati durante i vari red carpet e se i Golden Globes sono la cartina tornasole degli Oscar siamo davvero messi male. Anche il grande designer Pierpaolo Piccioli non è riuscito nel compito, per altro semplice, di sublimare la bellezza della cantante Jennifer Lopez che più che una “divina” è sembrata un pacco regalo dal fiocco esagerato.

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La polemica più accesa che di certo ha dato pane ai giornalisti rispetto agli outfit del red carpet è stata innescata dal presentatore dei Golden Globes (sarà la sua ultima volta?) nonché attore e comico Ricky Gervais che dal palco ha cominciato a sparare a zero sui giornalisti della Hollywood Foreign Press Association rei, secondo il presentatore, di raddoppiare le categorie per accontentare il maggior numero di film; di snobbare il cinema in streaming senza alcun senso visto che i Golden Globes premiano anche le serie televisive. Dopo i giornalisti tocca ai suoi colleghi attori che vengono apostrofati come pronti a qualsiasi compromesso pur di fare un film e ricordandogli che Harvey Weinstein era l’amicone di tutti a Hollywood. Si congeda con una battuta che ha fatto ridere in pochi, ma che ha pietrificato i volti delle star sedute ai tavoli in modo più efficace del botox: “…se l’ISIS aprisse un servizio di streaming chiamereste subito il vostro agente per chiedere di lavorarci!”

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Ci hanno pensato Brad Pitt con il suo melenso: “se potete, siate gentili”, Patricia Arquette ricordando (e come dimenticarselo visto che Hollywood ce lo ricorda ogni secondo) che nel 2020 si vota in America e invitando gli americani a votare con la testa e Tom Hanks che dopo aver ricevuto il golden globe alla carriera ha detto non senza dimenticare le lacrime: “non sarei qui se la mia famiglia non avesse sopportato per mesi e mesi la mia assenza. Non posso spiegare cosa il vostro amore significhi per me” a riportare l’immarcescibile politically correct sul palco dei Golden Globes.

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A fronte di una 77esima edizione così povera di glamour il gossip assurge a protagonista assoluto, così non ci resta che attaccarci al volto estasiato di Jennifer Aniston mentre il suo ex, Brad Pitt parlava di gentilezza, a Sir Elton John che intento a raggiungere il palco stava ruzzolando pericolosamente sugli scalini, ma fortunatamente una mano provvidenziale l’ha prontamente afferrato evitando la tragicomica, a Rita Wilson, moglie dell’attore Tom Hanks che si sfoga sui social con tanto di selfie al naturale (chapeau!) perché il suo hair stylist e make up artist hanno un’ora e mezzo di ritardo. Puntuali sono arrivale le offerte di aiuto da parte di Julianne Moore e Kate Bosworth, ma alla fine il red carpet c’è stato visto la foto sorridente scattata accanto al marito con trucco e parrucco compresi.

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La medaglia della cafonaggine è andata di diritto alla coppia d’oro della canzone, Beyoncé e Jak-Z che dopo essere arrivati al gala con un’ora e mezza di ritardo si sono portati da casa lo champagne. La coppia è infatti proprietaria del costosissimo marchio Armand de Brignac, peccato però che lo sponsor dei Golden Globes fosse un altro marchio concorrente. Stendiamo un velo pietoso sull’abito della popstar con maniche che definire a palloncino è essere minimal…come dire buongusto questo sconosciuto!

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La 77esima edizione dei Golden Globes sarà ricordata per la prima cena di gala vegana con somma felicità di Leonardo DiCaprio e di Joaquin Phoenix che salendo sul palco per ritirare il premio per il film “Joker” alla lista dei doverosi e noiosi ringraziamenti ci ha infilato pure la quinoa. Ma a ben guardare le star di Hollywood predicano bene, ma razzolano male visto che viaggiano su jet privati e giungono sui red carpet scendendo dalle loro bellissime, ma non proprio ecosostenibili limousine. Lo star system se la cava con poca spesa e massima resa mediatica, una buona cena vegana non salverà il mondo, ma è così semplice e chic! Al netto delle polemiche e del gossip sul red carpet dei Golden Globe 2020 hanno sfilato banalità, la totale inconsapevolezza della propria body shape e di quello che meglio la esalta, non c’è stato nessun guizzo creativo, nemmeno un orlo decente; è stato un deserto dei Tartari per tutte le fashioniste; gli outfit passabili, ma anonimi si possono contare sulle dita di una mano, al contrario gli orrori di stile sono stati tanti e di seguito troverete quelli che hanno popolato i miei incubi.

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La cantante Jennifer Lopez alias “pacco regalo” si presenta sul red carpet in Valentino haute couture con della stoffa buttata addosso e una palette colori che fa a pugni. L’imponente gonna di un bianco ottico (colore freddo) stride con il corpetto a cuore e intreccio pericoloso da cui scaturisce un amabile maxi fiocco color oro e verde bosco (entrambi colori caldi). Sotto tanta stoffa l’invidiabile silhouette della cantante si perde e per dare quel twist in più ad un abito così “minimal” la Lopez pensa bene di andare giù pesante con il make up, un’acconciatura con maxi “cofana trecciosa” e una clutch nera tanto per gradire (perché poi nera resterà un mistero!). Che dire anche i grandi cadono e in questo caso il designer Pierpaolo Piccioli ha fatto davvero rumore.

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La sempre chic Cate Balchett, icona e testimonial della maison Armani per questo red carpet decide di “tradire” re Giorgio per la designer Mary Katrahtzou e la cosa le costa tantissimo. La Blanchett si trasforma in un inquietante faraone; un abito con troppi giochi di plissé, di giochi pericolosi tra silver e gold che danno vita ad un bustino sadomaso che mortifica il suo decolté. L’inutile volume sui fianchi dato dalla gonna modello anfora è inammissibile e il colore dell’abito è un affronto alla carnagione dell’attrice. Sono certa che sia scattato un mandato d’arresto per il suo hair stylist per questa cofana da casalinga disperata.

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L’attrice Joey King per accompagnare degnamente lo champagne ha pensato bene di adottare un outfit mood “ostrica” della designer olandese Iris Van Herpen. L’abito corto non è mai una buona idea per una serata di gala soprattutto quando non si hanno ginocchia perfette, le décolleté sono da denuncia come tutto l’outfit che fa venire il mal di mare.

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Gwyneth Paltrow per l’emozione e la fretta di calcare il primo red carpet del 2020 ha dimenticato di cambiarsi uscendo di casa con la camicia da notte dalla nuance peraltro terribile per il suo sottotono di pelle. Al netto che il tulle, le ruches e le trasparenze sono un must anche per il 2020 indossarli tutti in un solo outfit risulta too much nonché totalmente privo di glamour. La ciliegina sulla torta sull’altare del cattivo gusto è il collier silver, primo perché mal si accorda con il colore caldo dell’abito, secondo perché non c’è cosa più brutta che vedere dei bijoux che fanno capolino sotto capi trasparenti.

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Altro giro altro pacco regalo, altra abbuffata di stoffa che si presentano sul red carpet sotto le mentite spoglie dell’attrice Scarlett Johansson irriconoscibile sotto l’abito della designer Vera Wang. In questo caso, a differenza della Lopez, il maxi fiocco è posizionato (non strategicamente) sul lato B, il lungo strascico è impensabile su di una silhouette petite e il bustino a cuore con scollo abissale mortifica il decolté dell’attrice schiacciandolo e separandolo in modo indecente. Fortunatamente la Johansson decide di adottare un’acconciatura e un make up più sobri rispetto alla Lopez.

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L’attrice Michelle Williams nel suo abito della maison Louis Vuitton è l’emblema di come indossare un colore “nemico” del proprio sottotono di pelle ci faccia apparire stanche e tristi. L’abito oltre ad essere sbagliato per colore ha una linea peplo che mal si addice alla silhouette dell’attrice e di fiocco ne bastava uno solo, quello sul braccio poteva risparmiarcelo come, del resto, l’incomprensibile fiore azzurrino; orlo non pervenuto come per tutti gli altri outfit visti su questo disgraziato red carpet.

La missione fashion per questi Golden Globe 2020 è stata un totale flop, è stato un cammino lastricato da tante bucce di banana e zero glamour, tutte le aspettative fashioniste riposte in una star di Hollywood sono state disattese…zio Oscar, almeno tu ci farai sognare?

T. Velvet

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