AGENDA 2030…ANCORA MOLTI GOALS DA METTERE A SEGNO

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cms_24352/1.jpgIn seguito alle Conferenze ONU per lo sviluppo sostenibile che si sono tenute a partire dal 1992, con cadenza decennale e allo scadere degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio alla fine del 2015, è emersa, in tutta la sua impellenza, la necessità di attuare un quadro di riferimento globale e universale in tale direzione.

Sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, e approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU, l’Agenda è costituita da 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Suistainable Development Goals, SDGs), inquadrati all’interno di un programma d’azione più vasto costituito da 169 target o traguardi, ad essi associati, da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030. Questo piano di intervento e di azione, rappresenta una grande sfida globale che certo non risolve tutti i problemi ma costituisce una buona base comune da cui partire per costruire un mondo diverso e dare a tutti la possibilità di vivere in un mondo sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale, economico.

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I 17 Goals fanno riferimento ad un insieme di questioni importanti per il benessere collettivo, che prendono in considerazione in maniera equilibrata le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – economica, sociale ed ecologica – e mirano a ridurre la povertà, a lottare contro lineguaglianza e la fame, ad affrontare i cambiamenti climatici, a costruire società pacifiche che rispettino i diritti umani, a promuovere l’istruzione nelle aree più svantaggiate del pianeta, a evitare e crisi sanitarie.

Tutti i Paesi sono chiamati a impegnarsi per definire una propria strategia di sviluppo sostenibile che consenta di raggiungere gli obiettivi fissati, comunicando i risultati conseguiti all’interno di un processo coordinato dall’ONU.

Ciascun Paese viene infatti valutato annualmente in sede ONU ed ogni quattro anni si svolge, inoltre, un dibattito sull’attuazione dell’Agenda 2030 in sede di Assemblea Generale dell’ONU, alla presenza di Capi di Stato e di Governo. Nel settembre del 2019 è stata effettuata la prima verifica.

I perni attorno cui ruotano 1 17 goals sono rappresentati dai 5 principi fondamentali quali le Persone, il Pianeta, la Prosperità, la Pace e la collaborazione (le 5 P in inglese: People – Planet – Prosperity – Peace – Partenership)

cms_24352/3.jpgIn Italia è stata istituita la Cabina di regia “Benessere Italia”, l’organo della Presidenza del Consiglio cui spetta il compito di “coordinare, monitorare, misurare e migliorare le politiche di tutti i Ministeri nel segno del benessere dei cittadini”.

La Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile 2017-2030 si configura come lo strumento principale per la creazione di un nuovo modello economico circolare, a basse emissioni di CO2 e resiliente ai cambiamenti climatici globali.

E’ interessante dare uno sguardo generale ai risultati rilevati in Italia per ciascuno dei 17 obiettivi che si evincono dal Rapporto delle Indagini Statistiche del 2019.

Per il Goal1 – POVERTA’ 0 – le condizioni di marginalità e disagio sociale diminuiscono in Italia ma resta critica la condizione di molti minori.

Per il Goal2 – FAME 0 – si stanno intensificando le coltivazioni biologiche per ridurre l’utilizzo di fertilizzanti e fitosanitari in agricoltura.

Per il Goal3 – SALUTE E BENESSERE – l’Italia occupa i livelli più bassi in Europa per la mortalità neonatale e sotto i 5 anni, dimostrando di aver tanto lavorato in questa direzione.

Mentre per quanto riguardo il GOAL4 – ISTRUZIONE DI QUALITA - l’Italia si colloca agli ultimi posti in Europa per numero dei laureati.

Resta ancora tanto da fare per ridurre l’emissione di anidride carbonica anche se nel corso degli ultimi dieci anni la complessiva quota di consumo di energia da fonti rinnovabili (FER) ha registrato in Italia un incremento considerevole, raggiungendo già nel 2014 l’obiettivo nazionale fissato per il 2020 (17%).

Il 31,6% del territorio nazionale è coperto da boschi, la cui estensione è aumentata di oltre il 20% dal 1990 al 2015. La crescita delle superfici forestali migliora l’assorbimento dell’anidride carbonica dall’atmosfera, ma è alimentata in larga misura dall’abbandono e dal degrado dei paesaggi rurali dell’entroterra.

L’Agenda 2030 è una sfida globale che si può affrontare con lo sforzo e con l’impegno di tutti e di ciascuno e l’educazione dovrebbe seminare l’idea che l’ umanità è una famiglia con interessi comuni e di conseguenza la collaborazione è più fruttuosa della competizione come presagì il saggista e filosofo britannico, Bertrand Russel.

Anna Maria Stanca

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