AFGHANISTAN: SCUOLA PER SOLI MASCHI

Le direttive del ministero dell’Educazione talebano

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I riflettori dell’intera comunità internazionale sono puntati sulle decisioni che il nascente governo talebano, con sede a Kabul, vorrà intraprendere. Il nodo dell’educazione è uno dei più cruciali, e purtroppo quelle emerse nelle ultime ore sono comunicazioni tutt’altro che rassicuranti. Il ministero dell’Educazione dei Talebani in Afghanistan ha disposto la riapertura delle scuole primarie, medie e superiori. Fin qui tutto bene, ma c’è un però: i servizi scolastici saranno ad esclusivo appannaggio dei maschi, sia sul fronte degli studenti che su quello degli insegnanti. Alle bambine, ragazze e donne intenzionate a metter piede in una scuola, per formarsi o per formare, nessun accenno.

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L’ex vicepresidente del Parlamento afgano, Fawzia Koofi, ha subito commentato la notizia twittando: “È contrario a ciò che avevano detto finora e contraddice il primo verso del nostro Profeta, che è rivolto sia ai ragazzi che alle ragazze”. A far presagire l’orientamento radicale del governo talebano era stata già la chiusura del ministero per gli Affari Femminili, rimpiazzato subito dal dicastero per la Promozione della Virtù la Prevenzione del Vizio, di cui sono state già affisse le insegne. Gli effetti dell’istituzione di questo ministero furono chiari nel primo regime talebano, tra il 1996 e il 2001, quando le afghane erano obbligate a uscire di casa solo se accompagnate da un uomo e se colte in flagrante venivano sottoposte a pesanti pene corporali. Una chiara violazione dei diritti umani fondamentali che oggi, vent’anni dopo, si ripropone prepotentemente sotto lo sguardo attonito del mondo intero.

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I talebani giustificano la segregazione sessuale sostenendo che sia necessaria alla sicurezza di donne e ragazze, altrimenti esposte alle angherie e alle oggettivazioni degli uomini. Parallelamente, promettono che una volta ristabilito l’equilibrio anche le afghane potranno tornare alle loro normali attività. Intanto, però, l’interdizione delle donne dai luoghi di lavoro produrrà enormi danni sull’economia: non sono poche le famiglie in cui il coniuge è invalido per le conseguenze dei combattimenti e quindi le entrate provenienti dal lavoro femminile sono le uniche a garantire sostentamento.

Leonardo Bianchi

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