AFGHANISTAN, TALEBANI LITIGANO SU GOVERNO:’RISSA’ A kABUL

Talebani sgomberano case: migliaia in piazza a Kandahar - Donne sfidano talebani indossando abiti colorati

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cms_23180/1.jpgTensioni tra talebani, con liti sulla formazione del nuovo governo. La Bbc riferisce che al palazzo presidenziale di Kabul è andato in scena lo scontro tra il mullah Abdul Ghani Baradar, vice primo ministro, e Khalil ur-Rahman Haqqani, ministro per i rifugiati e cardine della rete legata alla famiglia Haqqani. Alla tensione tra le due figure di spicco si è aggiunto lo scontro tra i sostenitori delle due fazioni. La Bbc sottolinea che da alcuni giorni Baradar non compare sulla scena.

Lo scontro, come hanno confermato due fonti, sarebbe avvenuto la scorsa settimana e sarebbe stato innescato dall’insoddisfazione manifestata da Baradar per la composizione dell’esecutivo. Il vice primo ministro, che ha firmato l’accordo di Doha alla base del ritiro americano, ritiene necessario premiare figure che hanno mostrato capacità di negoziare e hanno un approccio diplomatico. Dall’altra parte, invece, si rivendica il peso di chi ha combattuto armi in mano. A completare il quadro, divisioni e veleni anche tra gruppi diversi che rivendicano il ruolo principale nella conquista del controllo del paese.

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cms_23180/3.jpgMigliaia di persone sono scese oggi in piazza a Kandahar, nel sud dell’Afghanistan, per protestare contro la decisione dei talebani di sgomberare le case appartenenti alle famiglie di ex membri delle forze di sicurezza. Le proteste hanno avuto luogo davanti alla sede dell’ufficio del governatore di Kandahar dopo che i talebani hanno ordinato a 3mila famiglie di lasciare le loro case entro tre giorni, secondo informazioni raccolte dall’agenzia di stampa Jaama. I dimostranti hanno bloccato uno dei principali accessi alla città.

Il provvedimento riguarda una serie di blocchi abitativi situati tra il quartier generale della polizia e diverse basi militari della zona dove risiedono generalmente i familiari del personale delle forze afghane. Alcune delle famiglie vivono in queste case da più di trent’anni. Secondo Jaama, un giornalista afghano ha denunciato di essere stato picchiato dai talebani mentre seguiva le proteste.

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cms_23180/2_1631768285.jpgUna foto con indosso un abito tradizionale verde smeraldo, con il capo coperto da uno scialle bianco. Così Kahkashan Koofi, 28enne afghana che con il ritorno dei Talebani ha perso il suo posto alla televisione di stato, ha sfidato i nuovi padroni dell’Afghanistan che impongono alle donne nelle poche occasioni in cui è permesso loro uscire di indossare il burqa nero.

Come hanno fatto le donne che sabato scorso hanno preso parte ad una manifestazione inscenata di fronte all’università di Kabul per sostenere il nuovo governo dei Talebani. Scene che hanno spinto Koofi ed altre donne afghane a reagire pubblicando sui social proprie foto in cui indossano abiti, ognuno legato alla tradizione del proprio gruppo etnico e della propria regione, tutti colorati.

"Quando mi sono guardata allo specchio ho avuto un attimo di pace, qui viviamo in prigione", ha raccontato al Washington Post la giovane che dopo la vittoria dei Talebani si è nascosta insieme alla sua famiglia per paura di rappresaglie. La campagna con cui le donne afghane vogliono sfidare i Talebani è partita da Bahar Jalali, ex docente di storia all’American University, che ha raccontato alla Bbc di aver iniziato a postare foto con abiti tradizionali afghani perché "l’identità e la sovranità afghane sono sotto attacco".

Redazione

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