AFGHANISTAN, HANNO VINTO I TALEBANI!

Concluso l’accordo con gli USA per il ritiro delle truppe americane. Ora l’Afghanistan è in mano ai terroristi

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Stati Uniti e talebani hanno firmato a Doha uno storico accordo per l’Afghanistan che, nelle intenzioni ufficiali, metterebbe fine a 18 anni di guerra. Gli Stati Uniti inizieranno subito a ritirare una parte del contingente in Afghanistan, riducendolo a 8.600 unità, per poi azzerare la propria presenza militare in 14 mesi. Nell’intesa è previsto anche lo scambio di prigionieri tra americani e talebani. Ebbene sì, gli USA, tramite il segretario di Stato Mike Pompeo, hanno accettato di scendere a compromessi con i talebani: quelli della sharia, dell’11 settembre, della lapidazione come punizione per l’adulterio, del divieto di qualsiasi manifestazione culturale.

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Quei talebani contro i quali giovani donne come Malala Yousafzai lottano quotidianamente anche a costo della vita, perché per loro le donne non devono istruirsi. Da domani, proprio quei talebani avranno uno Stato a disposizione. E non si cada nell’inganno di rassicurarsi quando si legge che gli Stati Uniti potrebbero recedere dall’accordo nel caso in cui i talebani non rispettino l’impegno a trattare una pace col governo di Kabul e a dissociarsi da Al Qaeda: si tratta di soggetti privi di scrupoli, e che per definizione non si fermeranno fino al momento in cui avranno raggiunto il proprio obiettivo. Il fondamentalismo (di qualsiasi religione come di qualsiasi ideologia politica) non si abbatte firmando pezzi di carta: si distrugge e basta. Non si possono ammettere compromessi con i talebani, così come non si sarebbero potuti ammettere compromessi con la Germania nazista al tempo di Hitler. Pensare che da un momento all’altro uno dei gruppi più sanguinari che il mondo abbia conosciuto accetti di rientrare nei ranghi della diplomazia e del rispetto delle regole è semplicemente folle, proprio perché folle è la loro ideologia.

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Gli Stati Uniti, dopo essersi ritirati dal Kurdistan, lasciando una popolazione nelle mani dei macellai turchi e dei terroristi siriani, hanno confermato la loro codarda scelta di politica estera: lavarsene le mani, lasciando sui territori in conflitto migliaia di civili inermi alla mercé di criminali internazionali conclamati, pronti a fare di loro ciò che vogliono. Termina così, quindi, il conflitto afghano, che solo lo scorso anno aveva portato alla morte di 3400 civili, e al ferimento di quasi 7000. Ma lasciare libertà ai talebani causerà (ne sono certo) molti altri morti, molta altra sofferenza, moltissima altra instabilità, in un territorio maledetto che non sembra poter trovare la pace, e che non sarà pronto a trovarla fino a quando l’ultimo esponente dei talebani non si sarà definitivamente arreso. Adesso, quel giorno sembra molto più lontano.

Giulio Negri

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