ADDIO AD AMOS OZ!

È morto lo scrittore e saggista israeliano sostenitore della “Soluzione dei due Stati”: predicava dialogo e moderazione

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La voce di Israele è morta. Amos Oz, celebre scrittore e saggista israeliano, nato a Gerusalemme il 4 maggio del 1939, è scomparso all’età di 79 anni a causa di un cancro che lo aveva da tempo colpito. “Klausner” era il suo cognome, che cambiò in “Oz” - in ebraico “forza” - per il rapporto contrastante che aveva con suo padre Yehuda Arieh, intellettuale di destra: una decisione radicale che lo scrittore prese per ribellarsi al mondo militante della figura paterna ed in seguito al suicidio di sua madre Fania, malata di forte depressione, che si tolse la vita quando Amos aveva solo 13 anni. All’ età di 15 anni scoppiò la sua prima più grande rivoluzione, quando andò a vivere nel rigido kibbutz di Hulda, basato su regole rigorosamente egualitarie e sull’idea della proprietà comune, realtà nel quale Amos si immerse completamente, restandoci per più di trent’anni, alla guida di trattori: «Non rinnego un solo momento della mia vita nel kibbutz, che è stata la migliore università possibile. In una comunità di trecento persone, di cui si sapeva ogni segreto, ho imparato più cose sulla natura umana che se avessi fatto dieci volte il giro del mondo. – Continua lo scrittore ­- Il kibbutz è una sorta di laboratorio dove tutto è concentrato: amore, morte, solitudine, nostalgia, desiderio, desolazione. E mi dà lo spunto per raccontare l’umanità: quel continuo tendere gli uni verso gli altri – come le celebri dita di Dio e di Adamo nella Cappella Sistina – senza mai riuscire a toccarsi. È dal kibbutz che attinge la mia scrittura».

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Dopo aver prestato servizio per tre anni nell’unità Nahal dell’esercito israeliano, studiò letteratura e filosofia all’università ebraica di Gerusalemme, come si può leggere nella sua autobiografia, pubblicata nel 2002, Una Storia di Amore e di Tenebra. Le esperienze militari portarono Amos Oz ad avere chiare posizioni politiche moderate e aperte al dialogo, e ad essere un autorevole sostenitore, fin dal 1967, della Soluzione dei due Stati”, per porre fine al conflitto israelo-palestinese. Isaac Herzog, politico e avvocato israeliano, ricorda con queste parole lo scrittore, vincitore di numerosi premi internazionali ed autore di 18 libri in ebraico, tradotti in più di 40 lingue: «Amos Oz sarà ricordato come un gigante. I suoi scritti hanno influenzato generazioni di israeliani, di ebrei e di persone in tutto il mondo. La sua lingua ricca e originale, la sua forza morale e la sua lotta per la giustizia e la pace saranno la sua eterna eredità».

Nicòl De Giosa

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