49MA EDIZIONE PREMI INTERNAZIONALI FLAIANO DI NARRATIVA E ITALIANISTICA

Da Pescara in esclusiva per la "Pagina della Cultura"

1656900565ITALIA_Bandiera.jpg

“Un Libro sogna. Il Libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni” (Ennio Flaiano)

Anche quest’anno grande attesa per il conferimento dei Premi Internazionali Flaiano di narrativa e italianistica “Luca Attanasio”. I Premi Internazionali Flaiano, fondati nel 1973 da Edoardo Tiboni per onorare Ennio Flaiano e riproporre costantemente lo studio della sua opera, costituiscono, come affermato in tutte le occasioni, “un patrimonio prezioso di Pescara e dell’Italia”,destinato a comunicare ed interessare, mediante scelte rigorose, di gusto e di rispetto della cultura nelle sue declinazioni di arte, letteratura e cinematografia. A parlarci della manifestazione, giunta alla 49ma edizione, è Grazia De Marco, nostra inviata a Pescara presso l’Auditorium omonimo, che ringrazio anche a nome dei lettori anche per gli scatti con cui ha voluto trasmetterci le emozioni del momento (Antonella Giordano)

Si è svolta a Pescara, lo scorso 2 Luglio, presso l’Auditorium Flaiano la Cerimonia per la 49 edizione dei Premi Internazionali Flaiano di narrativa e Italianistica “Luca Attanasio”, per chi si è distinto nell’ambito dell’italianistica e della narrativa e soprattutto a diffondere la cultura nel mondo.

Ad aprire la Manifestazione presentata da Martina Riva la presidente dei Premi, Carla Tiboni, a fondare i “Premi Flaiano” nel 1973 fu proprio suo padre Edoardo Tiboni.

La serata è entrata subito nel vivo con la consegna del premio per la categoria “Under 35” consegnato a: Maximiliano Manzo "El Vestito De Dora"

Un documentario per promuovere la cultura italiana nel mondo attraverso le nuove generazioni e attraverso nuovi strumenti di comunicazione, obiettivi questi perseguiti dal Premio Internazionale Flaiano di Italianistica “Luca Attanasio”.

Maximiliano Manzo (detto Maxi) è nato a Mar del Plata il 26 ottobre 1987.

cms_26659/2_1656898227.jpg

Musicista e operatore culturale, da sempre ha un legame speciale con le sue radici italiane ed è un membro della Rete dei Giovani Italiani nel Mondo della Commissione VII del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), che include circa 150 rappresentanti under 35 delle collettività italiane all’estero. È inoltre consigliere della Consulta dei Molisani nel Mondo e del CRAM (Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo).

Il documentario racconta l’esperienza dell’autore e quella di altre persone che, come lui, hanno intrapreso un percorso di ricerca delle proprie radici, con l’idea di trasmettere un messaggio positivo che invogli altri italo-discendenti a realizzare la stessa esperienza.

***** ***** *****

A ricevere il premio anche

HORST BREDEKAMP " Michelangelo"

cms_26659/3.jpg

Un vero e proprio studio a 360 gradi dell’opera di Michelangelo, in lingua tedesca, che offre al lettore una disamina ampia e rigorosa della produzione del geniale autore rinascimentale. Si passa dall’analisi dei lavori scultorei, pittorici ed architettonici, accompagnati da numerose illustrazioni che ne rendono visibili le caratteristiche analizzate, ai versi michelangioleschi. Ogni fase della vita di Michelangelo è introdotta da una disamina del relativo contesto storico-geografico e culturale che aiuta i lettori, inclusi i non specialisti, a comprendere la realtà in cui egli visse e operò. Horst Bredekamp ha studiato storia dell’arte, filosofia, archeologia e sociologia a Kiel, Monaco, Berlino e Marbungo. Nel 1974 consegue il suo dottorato presso l’Università di Marburgo con una tesi sull’arte con medium di conflitti sociali, focalizzandosi sulla “Bilderkämpfe” della tarda antichità alla rivolta hussita. Lavora prima come volontario presso la Liebieghaus a Francoforte sul Meno, dal 1976 è assistente presso il dipartimento di Storia dell’Arte presso l’Università di Amburgo.

***** ***** *****

ATHANASIA DRAKOULI

Isac Rapresentation di Luigi Groto cieco d’Adria

cms_26659/4.jpg

Questa edizione critica di Isac – opera teatrale di Luigi Groto non reperibile in un’edizione recente – include la trascrizione e la traslitterazione dall’edizione del 1673 redatta in dialetto veneziano che, grazie al lavoro a più mani condotto da un gruppo di studenti dell’Università di Creta e della loro docente, è stata trasposta in lingua italiana odierna.

Athanasia Drakouli è laureata in: “Lettere Classiche” (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”) e in “Lingua e Letteratura Italiana” (Università Nazionale e Capodistriaca di Atene). Ha conseguito i Master di II livello in: a). “Paleografia greca” (Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica-Archivio Segreto Vaticano), b) “Linguistica ed Onomastica” e c) Education and Disability (Università degli Studi di Roma “_or Vergata”). È Dottoranda di Ricerca presso l’Università Nazionale e Capodistriaca di Atene (Facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Lingua e Letteratura Italiana).

***** ***** *****

THERESIA PRAMMER

Pier Paolo Pasolini, Nach meinem Tod zu veröffentlichen – Späte Gedichte

cms_26659/5.jpg

Questo volume, pubblicato dalla Suhrkamp Verlag, è una raccolta con testo a fronte delle poesie tarde di Pier Paolo Pasolini, tradotte per la prima volta in tedesco. L’ottima traduzione dei testi è arricchita da schede finali di presentazione dei vari componimenti e da un saggio su Pasolini e la sua scrittura poetica, sempre a firma della traduttrice.

Theresia Prammer è nata in Austria nel 1973 e vive a Berlino. È autrice della monografia su Zanzotto Lesarten der Sprache (2005) e del volume di saggi sulla poesia tedesca contemporanea Übersetzen. Überschreiben. Einverleiben (2009). Ha curato diverse antologie e numeri monografici di rivista dedicati ad autori contemporanei in Austria, Italia e Germania. Nel 2010 ha curato un volume su Pasolini e Roma (con A. Kopetzki e D. Dieckmann). Ha tradotto in tedesco vari poeti italiani, tra cui Montale, Zanzotto, Rosselli e Pasolini.

A consegnare il Pegaso D’oro ai vincitori insieme a Martina Riva la consigliera Simona Battiloro e la moglie dell’ambasciatore Zakia Attanasio moto il 22 Febbraio 2021 in un agguato in Congo

La giuria era composta da: Isabella Camera D’Afflitto, Andrea Moro, Mariaconcetta Costantini, Andrea Raos ha decretato i seguenti vincitori.

***** ***** *****

Un Premio Speciale per la Narrativa poi è stato consegnato ai due ospiti d’onore intervenuti in collegamento video: Carlo Verdone e Valerie Perrin.

CARLO VERDONE

La carezza della memoria

cms_26659/6.jpg

Carlo Verdone, nato a Roma il 17 novembre 1950. Negli anni ’70 si cimenta nella regia con piccoli cortometraggi, sperimentazioni dedite a illustrare la cultura artistica di quegli anni, con particolare attenzione all’underground cinematografico americano. Come ogni regista in erba, la gavetta che lo attende lo vede ricoprire diversi ruoli, soprattutto come assistente ed è in quest’occasione che collabora talvolta anche con Franco Zeffirelli.

La memoria è una scatola. Aprirla, guardare, ricordare, raccontare sono atti naturalmente concatenati in questa raccolta di storie e racconti di Carlo Verdone. L’attore e regista aveva già lavorato sulla memoria ne “La casa sopra i portici”, pubblicato da Bompiani nel 2012, ritornando nelle stanze della casa di famiglia e ascoltando le vicende evocate da quel luogo. Nel suo nuovo libro è il disordine delle immagini in cui si imbatte, immagini dal passato, ad accendere la narrazione. Ogni racconto è un momento di vita vissuta rivisitato dopo tanto tempo: dal legame col padre ai momenti preziosi condivisi con i figli, dai primi viaggi alla scoperta del mondo alle trasferte di lavoro, dalle amicizie romane a un delicato amore di gioventù. Ovunque, sempre, il gusto per l’osservazione della commedia umana, l’attenzione agli altri – come sono, come parlano, come si muovono – che nutre la creazione dei personaggi cinematografici, e uno sguardo acuto, partecipe, a tratti impietoso a tratti melanconico su Roma, sulla sua gente, sul mondo. Leggendo queste pagine si ride, si sorride, ci si commuove, si riflette; si torna indietro nel tempo, si viaggia su treni lentissimi con compagni di viaggio sorprendenti, si incontrano celebrità e persone comuni, ugualmente illuminate dallo sguardo di un artista e di un uomo da sempre attento, per indole, vocazione e professione, all’altro da sé.

Carlo Verdone durante la serata ha ricordato del suo incontro con Ennio Flaiano nel salotto della sua casa romana e ha affermato che è stato uno degli uomini che meglio ha saputo raccontare ‘l’anima’ di Roma. La scrittura per il grande attore rappresenta una vera e propria ‘fuga verso la libertà’ e ha espresso il desiderio di voler scrivere un romanzo per mettersi in sfida con se stesso

VALERIE PERRIN

cms_26659/7.jpg

Scrittrice, fotografa di scena e sceneggiatrice francese, autrice di “Cambiare l’acqua ai fiori”, oggi la scrittrice è di nuovo in vetta alle classifiche con il nuovo romanzo “Tre”.

Cambiare l’acqua ai fiori è stato in Italia, Francia e in tanti altri Paesi uno dei libri più letti e amati degli ultimi tempi

La vita semplice di Violette Toussaint è un romanzo , che alterna momenti di poesia e riflessione, ma anche divertimento e leggerezza. Un po’ dramma un po’ giallo, con qualche venatura rosa con temi che si rincorrono nella narrativa della scrittrice francese. Come l’indagine del lutto e della malattia, l’attenzione a chi sceglie una vita defilata, la preferenza per famiglie non tradizionali, il fascino delle lettere, i rintocchi della musica, la ricerca di identità sessuale, il dissidio interiore tra chi siamo e chi vogliamo essere.

La Perrin, intervistata dalla presentatrice ha affermato che la sua scrittura visiva a cinematografica deriva dal suo pensare non in termini di “capitoli” ma di “scene” grazie soprattutto alla sua esperienza di fotografa do scena.

La manifestazione si è conclusa con la premiazione del vincitore della 49 edizione dei Premi Internazionali Flaiano di narrativa e Italianistica “Luca Attanasio con lo spoglio delle ultime 30 schede in diretta.

La giuria era composta tecnica composta da Renato Minore,(presidente), Raffaello Palumbo Mosca, Raffaele Manica, Donatella Di Pietrantonio, Fabio Bacà e Maria Rosaria La Mogia.

I tre finalisti a contendersi il Pegaso D’oro erano

– Daniele Mencarelli “Sempre tornare” (Mondadori)

– Antonio Pascale “La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini” (Einaudi)

– Alessandro Zaccuri “Poco di me stesso” (Marsilio Editore)

ALESSANDRO ZACCURI “POCO A ME STESSO” (ED.MARSILIO)

Alessandro Zaccuri risponde con il suo “Poco a me stesso”, racconto parallelo e fantasioso della vita di un altro. Alessandro è un infelice trovatello, tanto diverso da quello che si conosce, ma inseguito quasi mediaticamente dalla sua ombra. Ed è stato adottato come giovane contabile dalla stessa madre che non ha trovato il marito per dargli un cognome, pentita di averlo abbandonato, ma decisa a rimanere nascosta sotto le spoglie della ricca benefattrice. Un romanzo che, si interroga sulla sua natura e gioca sapientemente con la dissimulazione di un Manzoni riusato e metabolizzato.

ANTONIO PASCALE (ED. EINAUDI)

Con “La foglia di fico” Antonio Pascale traccia una suggestiva botanica umana, in cui intreccia le storie di donne e uomini con gli alberi che ci vivono accanto, maestri e simili a noi, esempi e simboli. Nelle piante possiamo ritrovare i nostri vizi e virtù, per l’antica abitudine di rispecchiarci in ciò che ci circonda. Indimenticabile la figura del padre, ispettore agrario, che insegna al bambino la varietà del grano e della vita, irresistibile la ragazza spinosa con cui il narratore non riuscirà mai a fuggire.

DI DANIELE MENCARELLI “SEMPRE TORNARE” (ED. MONDADORI)

Sempre tornare segna, in questo romanzo di formazione, un rito di passaggio: il distacco dalla famiglia con la prima vacanza senza i genitori. Ma siamo anche di fronte alla misurazione di un disagio, alla necessità di esplorare la vita come in una camminata solitaria: che è insieme uno speciale andare on the road e un pellegrinaggio alla ricerca delle radici e di se stesso. Autoriflessivo e con lo sguardo aperto, Sempre tornare ripercorre un’avventura e le sue piccole e meno piccole peripezie, mescolando a uno stile asciutto con improvvise accensioni anche un tono lirico, come è chiaro dal congedo: dall’ultimo capitolo, scandito come un canto libero e poi seguìto da una vera e propria dedica in versi. Sempre tornare può così anche definirsi come un poema dell’amore e del destino, negli anni cruciali della piena giovinezza che già volge verso un altro punto della vita e intravede un’inquieta maturità.

cms_26659/8.jpg

A vincere con un totale di 41 voti è stata l’opera di Daniele Mencarelli “Sempre Tornare”.

Grazia De Marco

Tags:

Commenti per questo articolo

[*COMMENTI*]

<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Salute by ADNkronos