10 OTTOBRE 2020 GIORNATA MONDIALE CONTRO LA PENA DI MORTE

Anche l’Europa per la difesa legale dei meno abbienti

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Il 26 settembre 2007 il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa decise di indire una ’’Giornata europea contro la pena di morte’’ nella giornata del 10 del mese di ottobre.

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Veniva, così, deliberato un contributo europeo alla Giornata mondiale contro la pena di morte.

cms_19430/3v.jpgDa allora ogni anno il 10 ottobre ricorre la celebrazione della trasformazione dell’ Europa in uno spazio libero dalla pena di morte.

Il ricorso alla pena di morte continua a diminuire ma si è ancora lontani dall’ abolizione universale. Nel 2019, per il secondo anno consecutivo, nel mondo sono state eseguite esecuzioni in 20 Paesi.

Oggi, in particolare, l’Alto rappresentante dell’UE e il segretario generale del Consiglio d’Europa hanno un motivo di impegno aggiuntivo: invitare tutti i membri delle Nazioni Unite a sostenere la risoluzione relativa a una moratoria sul ricorso alla pena di morte nel corso della 75ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che si terrà nel dicembre 2020.

Gli Stati membri del Consiglio d’Europa che non hanno ancora aderito ai pertinenti protocolli della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e al secondo protocollo facoltativo al Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, miranti all’abolizione della pena di morte sono, dunque, invitati a farlo senza indugio. Il Consiglio d’Europa e l’UE esortano ancora una volta la Bielorussia, unico paese europeo che ancora esegue condanne a morte, ad abolire la pena capitale e a unirsi alla grande maggioranza di nazioni che hanno abbandonato definitivamente questa pratica crudele e inumana.

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La Coalizione mondiale contro la pena di morte ha, inoltre, dedicato quest’anno al diritto alla rappresentanza legale effettiva. La violazione di questo diritto fondamentale colpisce in modo sproporzionato le persone più vulnerabili della società, che non hanno i mezzi per permettersi avvocati esperti o che possono non avere familiarità con il sistema giuridico. Per tali ragioni i sistemi giudiziari debbono adoperarsi investendo le necessarie risorse per assicurare una difesa effettiva, compresi, se necessario, efficaci servizi di traduzione e interpretazione.

Gli autori di reati devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni e puniti. Tuttavia, l’esperienza dei paesi abolizionisti ha dimostrato che la pena di morte non dissuade dal commettere reati violenti né contribuisce a creare una società più sicura. Al contrario, l’uccisione come punizione perpetua un ciclo di violenza senza senso.

Si auspica, postrema autem non minimus, che venga adottata da parte del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa la raccomandazione relativa al commercio di merci utilizzate per la tortura e/o altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, compresa la pena di morte e che tutti gli Stati aderiscano all’Alleanza globale per un commercio libero da tortura (esempio significativo di cooperazione mondiale contro la tortura e la pena di morte) stabilendo norme internazionali comuni in materia di commercio senza tortura.

Elena Dorigano

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