"UN FEMORE ROTTO E POI GUARITO"

Inizio della civiltà in una cultura antica

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La pandemia da Covid19, con la sua progressione e conseguente drammatica scia di contagiati e di morti, ha portato alla ribalta il tema della salute, come bene comune, come bene pubblico, come bene primario della persona, come diritto. Ha reso evidente che le logiche che riguardano la salute non possono essere legate solo alla relazione stretta tra spesa ed efficienza finanziaria (fermo restando la vigilanza su sprechi, inefficienze e corruzione), ma invece debbano riguardare soprattutto quella tra investimento pubblico e privato e l’efficacia di lungo periodo.

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L’esperienza italiana è stata indicata come esempio a livello europeo e invidiata dai più attenti osservatori Usa atterriti da quello che sarebbe potuto accadere e che purtroppo sta accadendo negli Stati Uniti di fronte ad una grande espansione dei contagi da covid19, in un mondo in cui la Sanità è basata sul sistema assicurativo, risulta profondamente selettiva e ingiusta, in quanto legata al reddito. Non sarà certo un caso che l’Italia pur non essendo un Paese geograficamente omogeneo, come può essere il Giappone, è insieme a questo il paese con più anziani del mondo.

Sulla Sanità bisogna investire sempre di più e meglio…

I ragionamenti sulla Sanità e la salute, riguardano non solo la cura dei mali, ma si allargano soprattutto alla prevenzione e si collegano agli altri beni comuni essenziali: l’Istruzione, l’Ambiente e la Sicurezza, che deve vedere l’impresa coinvolta, non solo come soggetto economico, ma come attore responsabile socialmente.

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La ricostruzione dopo la Seconda guerra Mondiale, ha visto imprenditori e lavoratori consapevoli attori, almeno nel primo periodo, sulla base di questi principi di produttività e solidarietà, figure come Olivetti, ma anche Pirelli sono emblematiche in questo senso.. L’attore che deve garantire la sintonia tra mano pubblica e iniziativa privata è la POLITICA a cui spetta dare indicazioni sulle scelte di fondo, sulla prospettiva, sul bilancio e sulla politica fiscale.

cms_20976/3.jpgCi troviamo in una stagione di incertezza e ci soccorre l’insegnamento non solo di Keynes nella crisi del 1929, ma anche del nostro grande economista Federico Caffè “ Bisogna riscoprire l’economia degli affetti,non delle regole, di ciò che tiene insieme le persone, determina lo sviluppo e determina la condivisione e la partecipazione. Oggi dobbiamo definire questo come SVILUPPO SOSTENIBILE.

cms_20976/4v.jpgVoglio concludere con un riferimento alla famosa antropologa Margaret Mead la quale alla domanda di uno studente, che chiedeva quale fosse il segno d’inizio della civiltà in una cultura antica, rispose semplicemente : “ Un femore rotto e poi guarito”, perché nel mondo animale con una zampa rotta non si può sopravvivere . Il femore guarito è dunque la prova che qualcuno si è preso cura di chi è caduto, lo ha portato al sicuro, in qualche modo ha bloccato o fasciato la gamba, lo ha aiutato a riprendersi. Quindi aiutare qualcuno a riprendersi dalle difficoltà, la solidarietà, è il PUNTO D’ INIZIO DELLA CIVILTA’.

Luciano Chiolli

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