"SPORTELLO A QUATTRO ZAMPE" - Parte sesta

Il Lupo italiano, questo sconosciuto, il miracolo che il mondo ci invidia

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Quando si parla di cane lupo si pensa automaticamente al pastore tedesco.In realtà esiste una razza di lupo ibrida molto speciale, ottenuta dall’incrocio di un pastore tedesco e una lupa dell’alto Lazio, della provincia di Rieti. Si tratta del Lupo italiano (Canis Lupus Italicus Familiaris), che nel suo aspetto e nei movimenti mostra un’inconfondibile eleganza selvaggia, è un animale estremamente vivace, indipendente e fiero, obbedisce per convinzione mai per servilismo, affettuoso con l’uomo e ha uno spiccato senso della difesa delle persone che gli sono affidate, insuperabile nell’avvistamento.Nel 1966, dal suddetto accoppiamento nasce Zorro, il capostipite di una razza nuova, creata da Mario Messi, un ex bancario che ha coltivato questa passione per tutta la vita.

cms_4979/2.jpgZorro dimostrò di avere tutte le caratteristiche del lupo selvatico: coraggio, robustezza, resistenza alla fatica, acutezza di tutti i sensi in particolare olfatto e vista, unite alle migliori qualità del pastore tedesco: docilità, stabilità caratteriale, affidabilità e capacità di apprendimento. Il lupo è un individuo sociale, quindi docile e intelligente. La natura sociale del lupo, la capacità di comunicare, di collaborare nella caccia ha consentito il processo di addomesticamento, agevolando l’evoluzione da lupo a cane. Zorro venne fatto accoppiare con femmine di pastore tedesco e poi con le figlie nate da questi accoppiamenti. Per una fortuita combinazione genetica si arrivò a stabilizzare un corredo di caratteri intermedi tra lupo e cane. Oggi dopo 50 anni dall’inizio dell’esperimento si può affermare che il Lupo italiano è un cane di grande affettività, molto adatto alla vita di famiglia. Le sue attitudini ne fanno un cane perfetto per il soccorso in montagna, per la ricerca di persone disperse nei boschi, sepolte sotto la neve, al fango o sotto le macerie. Ha una grande resistenza alla fatica, alla fame e alla sete. Non è soggetto al riverbero da neve, caratteristica molto utile per la ricerca di persone travolte dalle valanghe in montagna.

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Il suo aspetto esteriore ricorda quello del lupo .Il pelo è di lunghezza media, di colore grigio più o meno scuro, fulvo o beige con alcune macchie più chiare, occhi di media grandezza, obliqui con fondo dorato, con espressione intensa e leale. La selezione e l’allevamento del Lupo italiano furono gestiti fino al 2010 da un ente creato ad hoc :E.T.L.I.(Ente per la tutela del Lupo Italiano).Per motivi di conservazione genetica grazie ad una normativa di stato, è vietata la commercializzazione e la riproduzione degli esemplari di questa razza al di fuori del centro statale di Cumiana (Piemonte).Può essere invece affidato in base al Protocollo ufficiale e sotto il controllo dell’E.T.L.I. Probabilmente fu proprio questo il motivo che nel 1986 portò l’E.N.C.I., Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, a rifiutare il riconoscimento della razza come la dodicesima razza canina italiana .Nonostante il mancato riconoscimento, esiste comunque da sempre un Registro Anagrafico Ufficiale, la cui custodia e aggiornamento rimasero fino all’esistenza dell’E.T.L.I, a carico del suo presidente, nonché creatore della razza, Mario Messi, per poi passare in mano all’ A.A.A.A.L.I. A ps.( Associazione Affidatari Allevatori del Lupo Italiano, per decreto ministeriale nel gennaio 2012.

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Gli splendidi esemplari di cane Lupo Italiano fanno parte a pieno titolo del Corpo Forestale dello stato .A Sarno nel 1998 come in Turchia nel1999 fu tra i primi a soccorrere le popolazioni colpite da calamità naturali. Personaggi famosi, hanno sposato la causa di questa razza, come Stefania Belmondo, ex fondista italiana e campionessa olimpica, in qualità di madrina del lupo italiano lanciò un appello per sensibilizzare l’opinione pubblica per far sì che venisse varata al più presto la legge di finanziamento già approvata dal Senato .Uno dei suoi obiettivi era di portare il lupo italiano, come mascotte, alle olimpiadi di Torino del 2006 .Anche il” Capitano Ultimo”, l’ufficiale dei Ros che arrestò Totò Riina, prese in affidamento Apache, il bellissimo lupo, sua inseparabile guardia del corpo. Dalla fine degli anni ’90, le unità cinofile operano con compiti di protezione civile, nei servizi anti bracconaggio,
operazioni di polizia sul territorio e controllo di persone sospette.

cms_4979/5.jpgPurtroppo la scelta di sottrarre questa razza alle logiche di mercato, se da un lato ha permesso di preservarne le caratteristiche di purezza ed operatività, dall’altro ha portato a una forte mancanza di fondi, alla quale si è sopperito con enormi sforzi da parte di privati. Ad oggi tutti i tentativi di varare una legge per la tutela e la sovvenzione di questa razza made in Italy, sono falliti. Il padre del Lupo Italiano, Mario Messi attese per anni che il governo stanziasse un finanziamento, indispensabile per evitare l’estinzione della razza, considerando che la maggior parte dei cani allevati ed addestrati, furono affidati ai corpi operativi dello stato italiano.”Mi sono ridotto in miseria per creare un animale che prima non esisteva” affermava Mario Messi nel 2002 in un intervista rilasciata a Stefano Lorenzetto per il Giornale.“Il lupo Italiano ha raggiunto un livello di perfezione che va preservato a tutti i costi. Guai se venisse allevato e incrociato come si fa con i cani. Non a caso un presidente della Repubblica ha sancito fin dall’87 la non commerciabilità del lupo italiano.”

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Un cane bello, scattante, capace di saltare fino a 4 metri di altezza, impavido e sprezzante del pericolo, pronto ad attraversare una barriera di fuoco senza esitazione. Un patrimonio prezioso che rischia di scomparire.”È il solo animale al mondo allevato senza scopo di lucro.”ribadiva Messi con orgoglio, sostenendo che un cucciolo di lupo italiano sul mercato avrebbe avuto un valore, in difetto, di circa 3milioni di lire dell’epoca. Se solo gli altri allevatori italiani avessero potuto accaparrarsi la riproduzione della razza sarebbe stato un giro d’affari di circa 300 miliardi di lire l’anno.”Ma quel punto non si avrebbe più alcuna garanzia negli accoppiamenti. Sarebbe la fine del lupo italiano.”spiegava Messi al giornalista.Mario Messi parlava di sé come un uomo senza età, non voleva mai confessare quanti anni avesse, un vezzo questo che apparteneva al suo modo di essere, sicuro e pieno di sé. Il suo carattere refrattario ai compromessi non lo rendeva simpatico in certi ambienti, veniva considerato un alieno se non un pazzo per aver dilapidato tutti i suoi beni inseguendo il suo sogno.

cms_4979/7.jpgMessi temeva che la sua eventuale dipartita e i ritardi del governo gli impedissero di portare a termine quella che considerava la sua missione.“Sapesse che angoscia ho addosso .Spero che il buon Dio mi lasci il tempo di sistemare con i politici il destino del lupo italiano.”Purtroppo le sue preghiere non furono ascoltate. Nel 2010, poco prima della sua morte, lo stato decise di sopprimere l’E.T.L.I.Il figlio del fondatore, Maurizio Messi in un articolo della Repubblica, lo definisce un provvedimento immotivato, che ha permesso all’A.A.A.L.I. di scippare a suo padre il controllo della razza a cui ha dedicato tutta la propria vita e per la quale ha sacrificato la sua famiglia e tutti i suoi averi.Per questo aveva inoltrato un ricorso al TAR del Piemonte che rimase senza alcun esito.Alle sue accuse replicò Giuseppe Farinelli, presidente dell’A.A.A.L.I. :”Non abbiamo rubato niente a nessuno. L’E.T.L.I. è stato messo in liquidazione dal prefetto di Torino e si è estinto nel maggio 2010. In quella condizione non poteva più gestire la razza che di fatto si stava estinguendo. La mia associazione per volontà del ministro, non ha fatto altro che ereditare la gestione del lupo italiano. E così l’ha salvata.”Maurizio Messi voleva si facesse chiarezza proprio su questa scelta.La A.A.A.L.I. Onlus venne trasformata in A.A.A.L.I. Aps, Associazione di promozione sociale, e venne strutturata per ottenere la gestione del Registro anagrafico ufficiale del Lupo italiano, che gli venne affidato in via definitiva nel 2012.Indubbiamente è un storia davvero triste, ma lasciamo ai posteri l’ardua sentenza.Nonostante l’amarezza e la sofferenza provocata nella famiglia Messi, da questa decisione, rimane la speranza che il lupo italiano possa avere un futuro, rispettando il progetto originale cosi come lo aveva sognato il suo creatore.

Renata Are

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