"SPORTELLO A QUATTRO ZAMPE" - Parte quinta

Il migliore amico dell’uomo, il cane

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Spero siate d’accordo con me: quando decidiamo di adottare un cane, come del resto qualsiasi altro animale, dobbiamo essere sicuri di volerlo davvero e consapevoli che è un essere vivente, che dipenderà da noi per il resto della sua vita. Per questo bisogna informarsi e incamerare più notizie possibili riguardanti l’animale che vogliamo venga a vivere con noi, anche se queste sono solo teoriche.

Tra gli animali domestici più diffusi, i cani sono certamente tre i più abili nel dimostrare il loro amore nonché la fedeltà nei confronti dei proprietari. Nuove ricerche confermano come questi animali comprendano quanto li amiamo. Lo sostiene Brian Hare esperto di studi cognitivi sui cani. Così come accade per l’accudimento dei bambini, nell’uomo si verifica un aumento dell’ossitocina, l’ormone dell’amore, quando interagisce con il cane. Stessa cosa accade nell’animale, segno di come sia in grado di riconoscere il legame positivo e le emozioni connesse. Questi magnifici esseri possono provare emozioni opposte come la depressione, evidente nelle vittime di abusi o esposte ad eventi traumatici. Ad esempio dopo l’11 settembre 2001, in diversi cani da soccorso si è verificata una sindrome simile allo stress post traumatico che si verifica nell’uomo. Il cane tende ad assimilare l’umore del proprietario sempre per quella reazione congiunta legata all’Ossitocina. Per questo i cani che vivono con persone affette da depressione, mostrano a loro volta comportamenti analoghi.

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Il cane è un mammifero carnivoro, appartenente alla famiglia dei Canidi. Si suppone che il rapporto tra il cane e l’uomo risalga a circa 36mila anni fa, anche se la domesticazione sarebbe avvenuta in un’epoca più “recente”, distante da noi circa 12mila anni.

Studi basati sulla genetica ritengono che il cane domestico possa discendere dal lupo grigio (Canis Lupus). Riguardo alla loro domesticazione, l’ipotesi più accreditata sarebbe una selezione naturale dei soggetti meno abili nella caccia, ma anche meno timorosi di avvicinarsi all’uomo, che avrebbero seguito i gruppi di cacciatori nomadi per nutrirsi dei loro avanzi. Alcuni di questi cani selvatici sarebbero stati accolti nella comunità umana, come cani del villaggio.

Come dimostrano gli studi di Dmitri Belyaev, genetista russo, la naturale selezione ha provocato la comparsa di mutamenti fisici come la riduzione del volume cranico e l’accorciamento dei denti.

A quanto pare i primi ad effettuare una selezione sistematica furono i Romani intorno al III e IV secolo a.c.

Nel tempo si sono definite diverse razze e varietà di cani come quella da caccia, da pastore, da guardia, affinandone le predisposizioni ed attitudini.

Il cane rispetto al lupo ha canini meno aguzzi, zampe più estese, intestino più lungo ed è privo di artigli.

Le caratteristiche biologiche sono molto varie a causa della selezione sia naturale che apportata dell’uomo. Il peso di un cane adulto può variare dai 700gr. ai 110 kg circa.

La natura carnivora del cane, per la lunga convivenza con l’uomo, si è trasformata, tanto da essere ormai un animale onnivoro. La sua alimentazione è basata comunque sulle proteine di origine animale ed in generale ha difficoltà a digerire il lattosio. La dieta varia in relazione a diversi fattori come l’età, la razza, lo stile di vita e le sue attitudini. Dobbiamo ricordare che è un animale abitudinario, le variazioni improvvise della dieta sono da evitare. L’acqua è indispensabile e va lasciata sempre a disposizione, limpida e a temperatura ambiente. Gli spuntini fuori pasto creano nel cane cattive abitudini e lo predispongono al rischio obesità. Il fegato canino non possiede gli enzimi necessari per metabolizzare la teobromina, rendendo tossici gli alimenti che la contengono. Massima attenzione dunque al cacao e ai cioccolatini. Un cane di taglia media può avere disturbi con 150 gr di cioccolato amaro e dosi più alte possono essere letali. Anche la solanina contenuta nelle solanacee come i pomodori può arrecare seri problemi. Fino allo svezzamento l’alimento principale del cucciolo è il latte della mamma, molto nutriente. Dopo due mesi dalla nascita si passa al cibo solido, 3-4 pasti al giorno con alto potenziale nutritivo. Durante la gestazione - che dura circa 2 mesi - le esigenze nutritive rimangono invariate rispetto al normale. Solo negli ultimi 20 giorni la razione viene aumentata e frazionata lungo tutta la giornata.

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Nell’allattamento la mamma deve mangiare 3-4 volte più del normale e bere molta acqua , poiché produce un latte di alta qualità, ricco di proteine, grassi e carboidrati.

Nel cane anziano l’alimentazione deve essere adeguata alla diminuita efficienza dell’apparato digestivo e al diminuito fabbisogno energetico, dovuto alla minore attività fisica. Il pasto quindi è a base di carni bianche, uova - preferibilmente il tuorlo – fegato, cereali e crusca.

Alcune scuole di pensiero chiamate “gentiliste”, asseriscono che al cane non va richiesta ubbidienza, semmai lo si invoglia a cooperare. Secondo altre dette “tradizionali” l’ubbidienza sarebbe l’unico concetto che il cane può far suo. In entrambi i casi l’obiettivo è quello di costruire un rapporto di fiducia corretto e bilanciato. Accanto al concetto di addestramento assume grande importanza quello di educazione. Il cane è tra gli animali domestici più intelligenti e facili all’apprendimento. L’addestramento di un cane sia a livello domestico che professionale si basa solitamente sulle tecniche di rinforzo positivo tramite un piccolo premio, ma uno studio recente spiega come i nostri amici a 4 zampe preferiscano i complimenti e le lodi del proprietario alle semplici ricompense in cibo. Secondo una ricerca condotta in Ungheria, i cani non solo comprendono quello che dice loro il proprietario, ma anche il modo con cui l’informazione viene passata. Un tono di voce aggressivo susciterà una risposta diversa dell’animale, rispetto a un tono più sereno e assertivo. Chi di voi convive con un cane può confermare per esperienza, che più la comunicazione incute timore maggiore è la possibilità che il cane non esegua ciò che gli viene
richiesto.

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Nel cane il senso dell’olfatto sembra sia 100 milioni di volte più sviluppato di quello umano. Fondamentale per riconoscere gli odori è la conformazione del suo naso, detto “tartufo” o “rinario”, la cui impronta è specifica come le quelle digitali nell’essere umano. All’estremità del tartufo si trovano le froge cioè le cavità che gli permettono di respirare l’aria, dotate di vibrisse laterali ,grossi peli con funzioni sensoriali molto importanti. Nella mucosa interna del tartufo sono concentrate la gran parte delle ghiandole sudoripare del cane, fondamentali per la regolazione termica. Oltre ad essere lo strumento capace di riconoscere, attraverso lo dorato, specifiche molecole, la mucosa è dotata di recettori del freddo che captano l’evaporazione dell’umidità causata dalle correnti d’aria e consentono di determinare con precisione la provenienza degli odori. Grazie a questa caratteristica, svolgono un valido lavoro di ricerca di altri animali, persone, tartufi o sostanze particolari come stupefacenti ed esplosivi.

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Da diversi anni la medicina ha scoperto l’utilità del fiuto sul fronte diagnostico: i cani pare riescano ad individuare precocemente alcuni tumori e l’alterazione dei livelli di glucosio nei diabetici, così come possono identificare l’odore che emette l’uomo nei momenti di paura.

Il labrador Daisy ha stanato più di 500 casi di cancro solo grazie al suo impareggiabile fiuto e al suo lungo addestramento. A mettere in evidenza le sue capacità fu proprio la sua proprietaria, la dott.ssa Claire Guest, specializzata in psicologia del comportamento animale. Un giorno, durante una scampagnata, Daisy si rifiutò di scendere dalla macchina e iniziò ad urtare con la testa il petto di Claire, tanto da procurarle dei lividi.

Rincasata, si accorse di un nodulo sospetto che dalle analisi risultò essere un cancro, fortunatamente rimosso senza conseguenze. Claire riprese gli studi sui cani e sul loro fiuto, conquistando il sostegno di molti medici in tutto il mondo.

I cani sono in grado di leggere il linguaggio corporeo umano, come l’espressione del viso, gli atteggiamenti fisici e di percepirne, attraverso le secrezioni ormonali, i diversi stati emotivi ai quali l’anima le risponde col contatto fisico: gioco, coccole, vicinanza.

Il cervello del nostro amico a 4 zampe, come quello umano, necessita di continuo allenamento, buona alimentazione e attività fisica regolare. Sicuramente vi sarà capitato di vedere i vostri amici pelosi agitarsi improvvisamente, mentre dormono beati. Vi siete mai chiesti se anche loro sognano come noi?

Ebbene sì, a quanto sembra anche i cani, come i gatti, sognano durante i loro pisolini. Alcune ricerche in merito sarebbero giunte ad una prima conclusione: i cani sognerebbero i proprietari, mentre i gatti lunghe scene di caccia.

Ormai è ufficiale: vivere con un cane rende più felici e garantisce maggiore salute. Una simpatica e curiosa ricerca ha dimostrato che le qualità del cane, quali l’amore incondizionato, la fedeltà, l’amicizia e il senso di protezione, si riflettono di solito sui loro proprietari, i quali di conseguenza sarebbero degli ottimi partiti per chi è alla ricerca di un amore romantico.

Se ancora non lo avete fatto, cominciate a pensare quanto sarebbe bello adottare un cane, ma mi raccomando: nel caso prendiate la decisione, recatevi in un canile. Farete la felicità vostra e del vostro nuovo amico a quattro zampe.

Renata Are

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