"MAMME E MONDI": UNA RISPOSTA IN TEMPO REALE AI BISOGNI DISPERATI

Salvamamme, aiutate più di 260 famiglie con storie difficili di violenza o avvolte in povertà sovrastante

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cms_24598/0.jpgFrancesca Romana, neonata rinvenuta nel Tevere onorata con una bellissima cerimonia di commiato e vestita con abitini ricamati dalle nostre mamme e nonne. Pamela, massacrata ancora ragazzina perché non ha incontrato un angelo custode sulla sua strada. Vecchietti o persone incapaci di difendersi, vessate da malintenzionati. Pensando a queste creature fragili alla mercè di un mondo spietato è stato ideato il progetto “Salvamamme: Mamme e Mondi”, che attingealla grande esperienza dell’Associazione e che, grazie ad un lavoro sinergico con professionisti e con una rete di enti ed istituzioni, ha avuto la finalità di anticipare e individuare situazioni di fragilità ed i bisogni di persone particolarmente esposte.

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In prima linea, ad indicare la strada, sono stati i volontari ex utenti di Salvamamme, persone aiutate a cui arrivavano ogni giorno “storie” da segnalare per scongiurare tragedie annunciate, che hanno portano per mano altre mamme sconvolte e perse con situazioni di violenza o soggetti fragili in lotta contro una povertà sovrastante.

cms_24598/LOGOCOL1.jpgL’associazione ha avuto il “coraggio” di affrontare questo progetto, vincitore del Bando Comunità Solidali 2019, volutodall’Assessora alle Politiche Sociali, Welfare, Beni Comuni e ASP(azienda pubblica di servizi alla persona) Alessandra Troncarelli, e finanziato dalla Regione Lazio con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, perché, grazie all’esperienza pregressa nelle situazioni di emergenza, è da tempo, volente o nolente, l’antenna che percepisce il disagio, che sente la violenza, che vede l’abuso e che se ne fa carico, in ogni sua forma.Hanno collaborato 44 persone, quasi tutte donne, abituate a vivere ed interagire in ambienti difficili. Sono state definite “sensali”,parola di origine araba che significa mediatore, per sottolineare il loro ruolo e la missione di ponte di collegamento con le situazioni estreme, in totale segretezza.Ad affiancarle si sono resi disponibili 10 professionisti che, attivati su richiesta, sono stati in grado di ricucire i punti di rottura e le diverse fragilità delle situazioni.

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Le segnalazioni arrivate sono centinaia: anziani soli, bimbi malati e donne vittime di violenza, tutti casi gravissimi affrontati con determinazione e sollecitudine. Alcune volte senza soluzione.

Circa il 60% dei casi a rischio sono stati segnalati dalle “sensali”, che hanno potuto individuare situazioni critiche senza farle deflagrare.

In particolare, da marzo 2021 sono state oltre 260 le famiglie aiutate: si tratta per il 78.4% di neonati di famiglie in gravissima povertà, il 5.3% sono casi di violenza di vario genere, il 12.8% casi di malattia grave e poi famiglie che hanno contratto il covid (3.5%). L’utenza del progetto è stata composta da famiglie italiane (19%) e da famiglie straniere (81%). Oltre 600 sono stati gli interventi mirati, anche alcuni pareri telefonici per i quali è stato necessario l’intervento delle amministrazioni e delle istituzioni specifiche che hanno consigliato un approccio diverso.

È stato girato un video con la voce narrante di Barbara De Rossi, una delle anime dell’Associazione, che in sottofondo la promessa solenne delle “sensali”, ovvero il manifesto del progetto.

cms_24598/2_1643341361.jpg“Salvamamme è da sempre in prima linea per sostenere le persone che chiedono aiuto. Con questo progetto si accorciano ancora di più le distanze e ci si muove in tempo reale, in momenti concitati e impegnativi, ma anche spesso risolutivi” – dichiara la Presidente dell’Associazione, Maria Grazia Passeri.

Attiva in questo progetto anche la “sensale” Alessandra Verni, mamma di Pamela, giovanissima e fragile di cui non ha avuto pietà nessuno, che ha dichiarato: “mai più deve accadere la tragedia occorsa a mia figlia ad un’altra persona delicata e fragile. Fare emergere fatti drammatici non vuol dire delazione, ma non chiudere gli occhi di fronte a possibili tragedie che avvengono lontano da tutti. Ognuno si deve prendere le proprie responsabilità”.

Donatella Gimigliano

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