"L’AMORE OLTRE IL BUIO"

Il romanzo d’esordio del giornalista Rino Lorusso nella sala Massari del Comune di Bari

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Si può tornare ad essere padroni della propria vita e diventare protagonisti della società nonostante una grave disabilità visiva? La risposta è in "L’amore oltre il buio", magnifico romanzo d’esordio del giornalista Rino Lorusso.

Già la suggestiva immagine di copertina, scelta dall’editore Domenico Di Marsico, ben raffigura il contenuto del libro: un uomo a braccia aperte verso una luce accecante, rappresenta un momento di rivalsa e di liberazione, ma anche di accoglienza. Accogliere a braccia aperte quella luce colma di amore che inonda il Tutto, significa essere consapevoli di poter polverizzare il buio cioè ogni sofferenza.

Il titolo è pregno di significati: è l’amore di se stessi verso la vita ed è l’amore autentico di amici e familiari che donano la luce, dissipando le tenebre della cecità.

L’autore racconta la storia vera di Enzo De Santis, grande tifoso del Bari calcio, colpito da cecità progressiva fino a diventarne completa, a causa di una forte miopia congenita.

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In occasione della conferenza di presentazione, una sala Massari del Comune di Bari quantomai gremita. Non solo amici e familiari, ma anche tanta gente comune e giornalisti. In prima fila, Michele Salomone, storico radiocronista sportivo; Nani Campione, giornalista della "Gazzetta del Mezzogiorno"; Gustavo Delgado, giornalista televisivo e il calciatore Antonio Di Gennaro, ora opinionista Mediaset.

Modera l’evento, il collega Enzo Tamborra: "Ho potuto constatare - dice Tamborra - in prima persona la grandezza di Enzo De Santis. E’ stato capace di trasformare il suo handicap in un cavallo di battaglia. E il suo aspetto peculiare, è l’autoironia: un forte esempio per tutti noi".

L’autore snocciola aneddoti di vita di Enzo, narrando egregiamente il contorno. "Enzo in realtà - spiega Rino Lorusso - dava per scontato molti passaggi. Era naturale omettere, secondo lui, molte cose. Io invece, ho cercato di ricostruire il suo dramma con delicatezza".

L’autore abilmente dipinge la storia di De Santis utilizzando una tavolozza di emozioni, creando un sapiente lavoro introspettivo: si è calato realmente nei panni di Enzo, cucendosi addosso tormenti, paure, rabbia, ma anche gioia, rivincita, e tanto tanto amore.

Il momento del "switch off" preannunciato, ma giunto inaspettato, è materializzato da Lorusso con acuta abilità descrittiva.

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Non manca il sindaco di Bari, Antonio Decaro: "Enzo - racconta Decaro - l’ho conosciuto 14 anni fa a Telebari. Mi ha sempre colpito il suo amore per Bari. Mi invitò a notare le cose che non vanno in città. Per esempio, mi dice spesso: ’Sindaco, devi venire a vedere con me quel marciapiede o quella strada dissestata’. Non ha mai dimostrato il suo handicap. Anzi, ha sempre ostentato la sua ’vista’. Lui ci vede, e riesce a vedere meglio di noi normovedenti!".

L’ex calciatore Antonio De Gennaro: "La prima volta che vidi una partita assieme ad Enzo, fu in compagnia di un gruppo di disabili in carrozzina in occasione di Bari - Cesena. Vissi un clima sereno e divertente, molto coinvolgente. E’ stata un’esperienza molto forte per me e mi sono reso conto che essere al fianco delle persone che vivono quotidianamente una disabilità, fa bene non solo a loro, ma anche a noi stessi. Per me, è stata una botta di vita!".

Il radiocronista Michele Salomone è un indispensabile punto di riferimento nei momenti di vita da tifoso di De Santis. Infatti, dice lo stesso protagonista: "Io vedo le partite attraverso gli occhi di Michele".

"Sono onorato - precisa Salomone - di essere amico di Enzo: è una persona davvero speciale, in tutti i sensi. Lui continua a vivere la sua vita, come se nulla fosse successo. Ed è questa la sua vera grandezza. Anch’io da piccolo, avevo un problema: ero balbuziente, e la mattina prima di andare a scuola, non riuscivo a pronunciare il ’ciao mamma’. Mi inceppavo sul ’ci..’ ’ci..’ ’ci..’. Ma mia madre mi rassicurava, dicendomi: ’Non ti preoccupare amore, ’ciao’ me lo dirai quando torni!’. Io decisi così che quel mio problema sarebbe diventato un mio punto di forza. Mi proposi come cronista sportivo, e tutto andò bene".

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Attilio Miani, direttore responsabile del "Web International Post" elogia il prezioso contributo di Rino Lorusso: "E’ un libro che ho letto più volte, e ogni volta ho colto nuovi dettagli che mi hanno fatto riflettere. Per esempio, il protagonista ha l’opportunità, attraverso il dramma che lo colpisce, di trovarsi ’faccia a faccia’ con il lato più importante di se stesso: la vita. E’ un romanzo molto toccante: Enzo si ritrova ad analizzare tutto ciò che gli è rimasto, rendendo quantomai indispensabili i ricordi in base ai quali riesce a costruire mentalmente le immagini degli eventi quotidiani. Senza scoraggiarsi, l’uomo colpito da un evento simile, ha la forza di reagire con il sorriso sulle labbra, facendo sorridere persino chi lo ama e lo frequenta, acquistando pienamente un potere: quello di far dimenticare a se stesso e a tutti, la sua disabilità".

Interviene l’assessore allo Sport del Comune di Bari, Pietro Petruzzelli: "Nella leggerezza del racconto, Rino racconta il tema della disabilità con eloquenza narrativa. Ed è stata evidenziata la forte capacità terapeutica dello sport in caso di handicap. Lo sport, in ogni forma, accorcia le distanze, contribuendo ad eliminare il ’gap’ tra il disabilie e la società. Il Comune diBari, in tal senso, contribuirà ulteriormente con un fondo di 900mila euro stanziati in 3 anni, per l’eliminazione di barriere architettoniche in città e negli edifici".

Don Mimmo Falco, parroco della Chiesa "Sacro Cuore" di Bari: "Quando ho letto il libro per la prima volta, mi è venuto in mente un viaggio organizzato dall’Associazione Unione Ciechi di Milano. Si intitolava ’Viaggio nella luce’. La tipicità di questo viaggio? Il ’cicerone’ era un non vedente. Dovevamo percepire il luogo in cui eravamo, attraverso gli altri sensi, eccetto quello della vista. Nel romanzo, il ’Virgilio’ è Enzo che conduce Rino in una nuova dimensione. Mi sono soffermato sulla preposizione ’oltre’, cioè significa ’ al di là’. Qui esplica la capacità di Enzo di andare oltre, di superare la difficoltà con l’autoironia. E poi c’è un’altra considerazione: ’Avete occhi e non vedete’, lo aveva detto per primo Gesù. Al mondo d’oggi, noi stiamo diventando una società di ipovedenti, con la faccia perenne sugli smartphone. Ci stiamo disabituando a guardare le persone, ad ascoltarle. Paradossalmente, nella vita chi ci aiuta a vedere la luce, o la soluzione dei problemi, è proprio chi gli occhi non ce li ha più".

Vito Mancini, presidente provinciale UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) sezione Bari : "Quale miglior testimonial di Enzo? E’ importante questo libro per far conoscere ai media e a tutti, la nostra realtà spesso ignorata e di solito connotata da aspetti negativi. In realtà gli ipovedenti e i ciechi, riescono a vivere la realtà circostante con gli altri sensi, e a praticare attività ludiche e sport. Questo romanzo indubbiamente, è un segno importante nela società".

cms_8077/25498114_947144928772053_499058150920383258_n.jpgEd ecco Enzo De Santis. Anche il protagonista vuole commentare: "Rino è riuscito a scavare nel dramma che ho vissuto e a caricarlo di ogni sfumatura. Ha messo il dito nella piaga, e per questo mi ha commosso. Ho pianto, ascoltandone la lettura. E’ un romanzo da leggere più volte. Il mio segreto per affrontare a testa alta il mio handicap? Eccolo: amare con passione ciò che ti rimane della vita. Amo mia moglie Pia, la musica e la squadra del Bari: è una terapia di grande efficacia. Avere accanto una persona sia nel bene che nel male, è la mia forza".

L’amore dei propri cari ma anche l’autoironia hanno segnato la rinascita di Enzo come uomo, che ha infranto ogni barriera e ogni timore di essere commiserato. Tutti gli amici di Enzo (e sono davvero tanti) hanno dimenticato che lui è un ’non vedente’. Sono le risate e l’allegria contagiosa di Enzo a seppellire definitivamente il buio del dramma.

Il romanzo di Rino Lorusso è assolutamente da consigliare come testo di narrativa nelle scuole di ogni ordine e grado. Nel 2018, infatti, in programma un tour negli istituti scolastici con conferenze in presenza dell’autore, del protagonista e di altri ospiti illustri.

Myriam Di Gemma

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